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Cheratosi pilare: cosa la provoca e come se ne minimizzano le conseguenze

Innocua ma fastidiosa

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Pelle secca, ruvida al tatto e disseminata di minuscole papule rossastre? Dietro questi sintomi c’è spesso un disturbo ben preciso: la "cheratosi pilare" (anche chiamata "cheratosi follicolare").
Si tratta di un'anomala sovrapproduzione di cheratina che ostruisce i follicoli piliferi. Interessa soprattutto la parte alta del braccio e il lato frontale della coscia, ma può comparire anche sui glutei e in alcune aree circoscritte del viso (soprattutto sulle guance).
Il suo sintomo più tipico è la comparsa di piccoli foruncoli che donano alla pelle un aspetto "puntinato" simile a quello della "pelle di gallina". Queste pustole, grandi quanto un puntino, sono di colore più scuro rispetto all'incarnato e tendono spesso al rosso.

Cause

La cheratosi pilare si manifesta di solito in persone che hanno la pelle molto secca e, in particolare, nelle ragazze in età puberale e nelle giovani donne. Benché non abbia alcuna rilevanza medica, il disturbo viene vissuto come una condizione molto fastidiosa da chi ne è soggetto. Ad oggi non esiste un metodo definitivo per sbarazzarsene; va detto che i sintomi tendono a diminuire sensibilmente con il passare dell’età.
Ancora non è chiaro cosa provochi l'aumentata cheratinizzazione in corrispondenza dei follicoli piliferi; è stata comunque rilevata una predisposizione genetica al fenomeno. Inoltre, il disturbo sembra collegato in qualche misura ad altre patologie cutanee, come la dermatite atopica. Pur in assenza di un legame diretto e dimostrabile, infatti, è stata riscontrata una certa incidenza del disturbo ai follicoli in chi soffre di questa condizione cutanea. Inoltre, sembra esserci una corrispondenza di qualche tipo anche tra cheratosi pilare e adiposità.

Tip

A casa, la cliente dovrebbe:

  • Esfoliare la pelle almeno una volta alla settimana.
  • Eseguire delle spazzolature per rimuovere l’eccesso di cellule cornee morte.
  • Bere molto.
  • Applicare regolarmente prodotti idratanti.
  • Prediligere l’urea, ingrediente altamente consigliato in caso di cheratosi pilare.
  • Abbronzarsi: l'esposizione solare responsabile - ovvero con un giusto fattore di protezione - può alleviare l'aspetto ruvido e puntinato della pelle, fino quasi a farlo sparire.

Come alleviare il disturbo?

Uno dei luoghi in cui le giovani donne cercano aiuto per alleviare il fastidio legato a questo disturbo è il centro estetico.
Nel mio centro, ad esempio, si è presentata una giovane donna che, per il suo matrimonio, voleva indossare un abito monospalla. Le braccia sarebbero state molto in evidenza e questo la faceva sentire a disagio. Dopo un ciclo di cinque sedute di microdermoabrasione, abbinate a una cura domiciliare personalizzata, la cheratosi non è più stata di ostacolo alla bella cerimonia che la cliente desiderava.
Il trattamento per ridurre la cheratosi pilare prevede una combinazione di peeling regolari e prodotti idratanti intensivi. Oltre all'anamnesi approfondita della pelle, poi, è necessario parlare con la cliente delle sue allergie e intolleranze e, ovviamente, evitare di scatenarle con l'utilizzo di prodotti sbagliati.
In fase di esfoliazione, quando si agisce sul corpo (ma mai sul viso), si può lavorare molto bene con prodotti leggermente più abrasivi: solo rimuovendo regolarmente i "tappi" di cheratina, infatti, le aree di pelle colpite dalla cheratosi possono assorbire correttamente i preparati idratanti applicati successivamente. Si hanno buoni risultati soprattutto con la microdermoabrasione combinata a un peeling enzimatico o agli acidi della frutta. Il prodotto idratante applicato al termine del servizio dovrebbe, idealmente, essere steso in maniera occlusiva; un metodo semplice ma efficace per ottenere questo risultato è avvolgere le aree trattate con della pellicola trasparente.

Esecuzione del trattamento

La microdermoabrasione è il punto focale del trattamento:

  1. Inizia detergendo la pelle in modo intenso ma delicato, ad esempio con un detergente schiumogeno in gel a pH neutro.

  2. Esegui una seconda detersione, poi applica un leggero peeling (agli acidi o enzimatico).

  3. Trascorso il tempo di posa, neutralizza il peeling, rimuovilo con un panno e, successivamente, passa un tonico sulla pelle.

  4. È il momento della microdermoabrasione. Sul mercato si possono trovare molte apparecchiature diverse, e alcune di queste dispongono di speciali adattatori che permettono l’utilizzo sul corpo. Questi adattatori hanno un manipolo più grande ed erogano sabbia dalla grana più spessa.

  5. Terminata la microdermoabrasione, applica di nuovo il tonico sulla pelle. Esegui poi un impacco sull’area trattata utilizzando una lozione a base di urea. Avvolgi l’area con della pellicola trasparente e lascia in posa per almeno 20 minuti. Trascorso il tempo di posa, fai assorbire il più possibile i residui di prodotto rimasti sulla pelle.

Il mio consiglio: Affinché la cliente ottenga risultati duraturi, proponile questo trattamento all’interno di un ciclo di più sedute.

 

Susanne Pfau
Estetista e naturopata, dirige il suo istituto e ha fondato la Pfau Cosmetics. È specializzata in cosmesi medico-dermatologica, trattamenti antiage e peeling.

 

 

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