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Logo BF Milano Mi Informo Dunque SonoUn professionista che abbia la presunzione di sapere tutto, di poter lavorare senza corsi di aggiornamento perché "l'esperienza insegna più cose di una scuola", difficilmente farà strada; magari non fallirà nell'immediato, ma tirerà a campare, offrendo servizi mediocri a una clientela tendenzialmente miope, di poche pretese e, in genere, con limitate capacità di spesa. Questo vale in qualsiasi settore: l'estetica non fa eccezione, anzi, è un ambito nel quale tecniche, procedure, normative e tendenze evolvono molto velocemente. Per rimanere al passo, aggiornarsi è d'obbligo, e ci sono (almeno) tre ottimi motivi per farlo.

Per farti trovare preparata

Dalle riviste femminili alle community online, dalla tv ai social, le tematiche beauty non sono mai state così discusse: tutti si sentono in dovere di dire la propria su tecniche di epilazione, lotta alla cellulite, rimedi antirughe e ricostruzione unghie. Da un lato, si tratta di un fatto positivo: significa che l'interesse verso certi argomenti è alto, e questo è sicuramente un buon segno per le estetiste. Dall'altro, non si può negare come gran parte delle informazioni che circolano su questi temi sia spesso viziata da gravi inesattezze, che finiscono col creare un clima di sospetto intorno alla figura dell'estetista. Pensiamo ad esempio al mito della pericolosità delle lampade UV utilizzate nei servizi nail, che ritorna ciclicamente ad alimentare dubbi e allarmismi. Più di recente, si è scatenato un acceso dibattito intorno a un servizio di Striscia la Notizia sulla non legittimità del trattamento con "hyaluron pen" eseguito dall'estetista: benché le estetiste informate siano perfettamente consapevoli di non poterlo eseguire, e benché le figure interpellate nel servizio fossero un medico e una tatuatrice (e non un'estetista), il monito arrivato ai telespettatori è stato, ancora una volta, quello di "diffidare" del centro estetico.
Le ragioni per cui il mondo dell'estetica viene spesso screditato sono diverse: la bellezza, per quanto bramata da tutti, è paradossalmente considerata come un qualcosa di "frivolo"; si tende ancora a pensare che per "strappare due peli" o "spalmare una crema" non servano chissà quali competenze; l'inadeguatezza della legge 1/90 indebolisce ulteriormente la professione e, di conseguenza, il modo in cui viene percepita dalla collettività.
Pregiudizi e falsi miti si combattono in un unico modo: conoscendo bene la materia del proprio lavoro. Questo significa non solo padroneggiare le nozioni di base di dermatologia e cosmetologia per poter rispondere a ogni possibile obiezione; significa anche essere costantemente aggiornate su tutto ciò che si muove nel settore. Regolamenti e normative, nuovi ingredienti, protocolli e apparecchiature, tendenze globali in fatto di colore, moda, stile: avere una conoscenza a tutto tondo del tuo ambito di appartenenza è essenziale per poter dimostrare, a chiunque e in qualunque momento, che non c'è nessuno più titolato di te a svolgere il tuo lavoro.

Per allargare i tuoi orizzonti

Avere molte clienti ogni giorno, di cui magari un'alta percentuale di lunga data, è appagante e rassicurante. Trascorrere tutto il tempo chiusa in cabina a eseguire gli stessi identici trattamenti di cinque - o dieci! - anni fa, però, non è una scelta che alla lunga può giovare al business. L'estetica si rinnova continuamente: le tecnologie si fanno più sofisticate, le formulazioni dei prodotti diventano più mirate e performanti, le manualità dei trattamenti si modernizzano. La tua offerta deve sapersi adattare a questi cambiamenti, pur rimanendo fedele alla filosofia del tuo istituto. È tutta questione di equilibrio: non devi stravolgere completamente la tua offerta a ogni innovazione che il settore propone, bensì essere in grado di captare quale, tra le tante novità lanciate continuamente da brand e aziende, potrebbe fare al caso tuo. Potresti ad esempio valutare di inserire l'epilazione con pasta di zucchero al posto della ceretta classica, venendo incontro alle esigenze delle tue clienti con pelle sensibile; potresti riconsiderare il tuo "no" deciso alla ricostruzione unghie dopo aver scoperto i vantaggi dei gel di ultima generazione; potresti decidere di mettere da parte una vecchia linea di prodotti dall'INCI non esaltante e cavalcare l'onda "green" del momento introducendo una nuova gamma di prodotti più rispettosi della pelle e dell'ambiente.
L'aggiornamento professionale mette sul piatto opzioni che altrimenti non avresti mai considerato: conoscere queste opzioni ti aiuta a capire se può avere senso inserirle nella tua offerta o meno. Senza mai dimenticare che anche la cliente più fedele è attirata dal fattore novità: se non sarai tu a offrirglielo, potrebbe cercarlo altrove.

Per distinguerti

Anche se a volte può scoraggiare, il confronto con la concorrenza è e deve essere soprattutto una spinta motivazionale. Il mondo dell'estetica risente però, in misura maggiore di altri, della concorrenza sleale dell'abusivismo. Una piaga che danneggia e abbassa il livello generale di tutto il settore, ma per cui vale il vecchio detto secondo cui l'attacco è la miglior difesa. Come attaccare? Con le armi della formazione e dell'aggiornamento qualificato.
È vero, ci sono clienti che mireranno sempre al prezzo più basso. Dimenticati di loro; rivolgi ogni tuo pensiero alla qualità che vuoi offrire, non al prezzo a cui ritieni di doverla vendere. L'obiettivo è attirare e conquistare clienti che ricercano l'esclusività, e che sono disposte a pagare per ottenerla. Per offrire questo tipo di bellezza "su misura" devi essere in grado di capire cosa è meglio per ciascuna cliente, e per riuscire a fare questo, è necessario disporre di conoscenze e competenze diversificate, approfondite e al passo con i tempi. L'aggiornamento professionale serve anche a questo: a darti gli strumenti di cui hai bisogno per eccellere e a spiegarti come utilizzarli.

 

Valeria Federighi

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