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Il legame tra pelle e cervello alla base dell'estetica moderna

Neurocoestetica: una nuova forntiera

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Logo BF Milano Umberto BorelliniIl dialogo tra scienza ufficiale ed il complesso mondo dei metodi alternativi, complementari ed integrati, può contare sull'esistenza di numerosi e proficui tavoli di confronto e di lavoro. Sempre più spesso, è l’apporto della millenaria ed universale tradizione olistico-spirituale a fornire alle moderne neurocoscienze le intuizioni e l’indirizzo per ricerche dai risultati concreti ed interessanti.
Sicuramente, quando ci si addentra in campi come quello della PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia), si respira la cooperazione tra tutte le forme di conoscenza che, dall’inizio dei tempi, hanno concorso a dare risposte al benessere dell’uomo.

PNEI e "bell'essere"

Inizialmente, la scienza ha stabilito una suddivisione tra corpo e spirito; oggi, però, sulla linea dell'orizzonte scientifico, si intravede qualcosa di nuovo, che fa rima (anche) con sistema immunitario ed endocrino. È un passaggio estremamente importante verso una visione veramente unitaria dell'essere. Ma facciamo un passo indietro.
In quel cerchio che rappresenta il TAO e che richiama l’olismo, le neuroscienze hanno individuato le endorfine e le encefaline, i tre sistemi nervoso-endocrino-immunitario, le citochine e gli ormoni, la cute ed il cervello con la loro comune origine embriologica, i fattori di crescita e gli inibitori degli stessi, oltre agli organi sensoriali. Sono tutti elementi che portano ad una straordinaria apertura anche nel campo dermo-cosmetologico e tale apertura è legata principalmente al fatto che la cute rappresenta, nel suo insieme, un organo nervoso-endocrino-immunitario di fondamentale importanza, rientrando perciò a pieno titolo nel network della comunicazione di tre grandi sistemi.
La pelle è lo specchio dell'anima e l'eco della mente: testimone dell'interiorità e riflesso della salute, rappresenta una proiezione esterna dell'intimità, della configurazione psichica e fisica profonda della persona. Per questo è anche uno dei bersagli privilegiati dello stress, stress che può provocare una reazione inappropriata in ogni parte dell'organismo - l'epidermide per esempio -, dovuta ad un trauma materiale o potenziale. Qualunque sia la sua forma e origine, lo stress altera il fragile equilibrio degli agenti protettivi e dei neurotrasmettitori in seno alle strutture cutanee.

"Le innovative formulazioni neurocosmetiche possono rivoluzionare i tradizionali trattamenti dermatologici abbinando agli attivi sostanze neurotrofiche in grado di stimolare alcuni neurotrasmettitori responsabili del buon umore."

Lo stress

Definire lo stress è difficile: non si tratta né di dolore, né di angoscia, né di shock e neppure di un'emozione, bensì di una risposta dell'organismo, che si adatta a fattori di aggressione psicologica e fisiologica. Lo stress ingloba l'insieme di questi fenomeni. Il termine ha origine latina e significa "stringere"; altre terminologie più appropriate possono essere: costrizione, oppressione, pressione, tensione, commozione, emozione, malessere.
In termini medici, si definisce "stress" ogni causa fisica, chimica o psichica capace di esercitare sull'organismo, con azione prolungata, uno stimolo dannoso, provocando di conseguenza una reazione. Nel linguaggio corrente, lo stress designa fattori eccitanti o stimolanti, che possono essere animati (batteri), lesivi (piaghe, emorragie), nervosi (sforzo, dolore), psicologici (emozione piacevole o spiacevole). Per convenzione, lo stress fa sempre riferimento a una situazione di fronte alla quale l'organismo deve adattarsi; non può ridursi a una semplice emozione, ma produce quasi sempre emozioni.
Gli effetti dello stress sulla pelle variano da persona a persona. Solitamente i principali segni sono correlati a squilibri delle secrezioni, estrema secchezza o, viceversa, aumentata seborrea, ipersensibilità e intolleranza, perdita di capelli e irritazioni. In linea generale, comunque, lo stress genera tensioni che portano ad una iperproduzione di radicali liberi, provocando danni che si propagano alle cellule e alle loro membrane, fino a raggiungere i mitocondri ed il nucleo, e quindi a danneggiare il DNA cellulare.

La risposta della neurocosmesi

Dalla consapevolezza del legame esistente tra pelle e sistema nervoso si è sviluppata la neurocosmesi, che ad oggi rappresenta una delle tendenze più interessanti nella moderna cosmetologia scientifica. Le sue aree applicative sono fondamentalmente due:

  • neurocosmetici, ovvero prodotti che contengono sostanze funzionali che agiscono amplificando o riducendo gli effetti dei neurotrasmettitori della pelle;
  • cosmetici sensoriali, che agiscono sui recettori cutanei generando sensazioni piacevoli e di conseguenza molecole endorfiniche in grado di migliorare l'omeostasi epidermica.

Entrambe le tipologie di formulazioni sfruttano le ultime ricerche sulla PNEI, ovvero i legami profondi che esistono tra la pelle, il sistema nervoso, endocrino e immunitario. La base scientifica di questi studi deriva direttamente dall'embriologia, che sancisce come l'epidermide e il sistema nervoso provengano dallo stesso "foglietto embrionale" (ectoderma).
Non sorprende quindi che numerosi inestetismi, quali couperose, acne e invecchiamento precoce, sottendano a disagi psico-emozionali. Ad esempio, è ormai assodato che lo stress alteri la funzione barriera della cute, alterandone l'omeostasi. In che modo?
La cute è un organo innervato da una fitta rete di fibre nervose che regolano funzioni fisiologiche - differenziazione cellulare, melanogenesi, attività ghiandolare, vasocostrizione, vasodilatazione - e sensoriali - percezione meccanica, termica, olfattiva. L'aumento del cortisolo associato allo stress rende la pelle, che rappresenta l'involucro dell'Io e costituisce l'interfaccia tra esterno ed interno, arrossata e infiammata, accentuando la tensione e l'ansia del soggetto colpito e peggiorando il suo stato emotivo.
Le innovative formulazioni neurocosmetiche possono quindi rivoluzionare i tradizionali trattamenti dermatologici abbinando agli attivi (purificanti, idratanti e normalizzanti) sostanze neurotrofiche in grado di stimolare alcuni neurotrasmettitori responsabili del buon umore, quali la dopamina e la ossitocina, interagendo con specifici recettori epidermici. Ecco come la neurocosmesi può realisticamente rappresentare un'innovazione altamente scientifica, ma con un portato emozionale ed onirico che si adatta perfettamente alle formulazioni più esclusive, giocando un ruolo globale nel campo delle formulazioni antiage che possono essere coniugate al benessere e al miglioramento dei rapporti sociali. La ricerca neurocosmetica si pone quindi l'obiettivo di intervenire a monte dell'inestetismo, mettendo a punto ingredienti sempre più intelligenti in grado di ripristinare il corretto dialogo tra le cellule e riequilibrare le principali funzioni cutanee.

 

Umberto Borellini
Cosmetologo e docente, è autore di testi di riferimento per il settore e collabora con riviste specializzate.

 

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