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Una nuova proposta per regolamentare dermopigmentazione e tatuaggio

Pigmenti, formazione e tutele

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Logo BF Milano Dermopigmentazione7 milioni: è il numero complessivo di persone tatuate in Italia, tra tatuaggio artistico e dermopigmentazione. Una cifra impressionante, soprattutto se si considera che, secondo le previsioni, è destinata a raddoppiare entro il 2040. Se l'amore degli italiani per il tatuaggio è una certezza, dal punto di vista delle professioni che vi ruotano intorno la confusione è ancora tanta: tra differenze regionali e gap formativi, chi desidera intraprendere una carriera in questo settore incontra non poche difficoltà. Forse, però, qualcosa sta per cambiare.

La vigilia di una rivoluzione

Lo scorso 11 giugno si è svolto, presso il Ministero della Salute, un convegno organizzato dallo stesso Ministero e dal Centro Nazionale Sostanze Chimiche, Prodotti Cosmetici e Protezione del Consumatore (CNSC) dell'Istituto Superiore di Sanità, al quale hanno preso parte esperti e associazioni di categoria. Argomento centrale del convegno, la questione del rischio chimico connesso al tatuaggio: la diffusione sempre più ampia di questa pratica sta infatti rendendo assolutamente prioritaria un'accurata regolamentazione delle sostanze che compongono gli inchiostri utilizzati sottocute. A partire da questa tematica di base, il convegno si è posto tuttavia un obiettivo generale di più ampio respiro: gettare le basi per un nuovo impianto normativo che, in linea con quanto chiesto dall'Europa in tema di sicurezza e salute dei consumatori, faccia finalmente chiarezza nel settore, tutelando una figura professionale che vive da sempre nell'incertezza. Un passo importante da parte del Ministero della Salute, che si è reso disponibile a coinvolgere tutti gli attori in causa - dalle Regioni alle associazioni - nella definizione di nuove linee guida condivise.
Ad avanzare la proposta di riforma, il dottor Alberto Renzoni dell'Istituto Superiore di Sanità. Vediamo di cosa si tratta.

"Uniformare il sistema formativo e i livelli EQF in ambito nazionale ed europeo permetterà ai professionisti di poter lavorare senza problemi in qualunque Regione italiana e in qualunque Paese dell'Unione."

Quali obiettivi?

L'obiettivo della riforma è quello di riassumere e sintetizzare efficacemente tutte le linee guida per quanto riguarda la formazione, gli aspetti igienico-sanitari, la sorveglianza delle pratiche e anche il livello di rimozione del tatuaggio e il tatuaggio medicale. L'ipotesi di partenza prevede la creazione di tre figure riconosciute a livello regionale e nazionale: una che comprenda tatuatori e dermopigmentisti; una afferente al mondo del piercing; una per il tatuaggio medicale.

Il reach

A regolare il vasto e multiforme mondo del tatuaggio in Italia sono attualmente due documenti: le linee guida del Ministero della Salute, risalenti al 1998; la ResAP(2008)1, una risoluzione del Consiglio Europeo che indica i criteri di valutazione in merito alla sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente. Questo quadro normativo sta per essere sostituito dal REACH: il Regolamento per la Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle sostanze chimiche, in vigore già dal 2007 ma oggi più attuale che mai. Oltre a riunire, razionalizzare e migliorare tutti i precedenti provvedimenti sul tema, il Regolamento istituisce anche l'ECHA, Agenzia europea per le sostanze chimiche che, dalla sua sede di Helsinki, avrà il compito di coordinare e garantire il rispetto degli adempimenti previsti dal REACH in tutti i Paesi UE.

La riforma dei livelli eqf

Uno dei principali problemi che affliggono il settore in Italia è la disomogeneità dei livelli EQF (European Qualification Framework), criteri stabiliti a livello europeo che sanciscono quanto un operatore sia qualificato - in termini di conoscenze, competenze e abilità - sulla base della formazione che ha ricevuto e delle certificazioni che ha conseguito. Attualmente, in Italia, il livello EQF non è uniforme in tutte le Regioni per quanto riguarda il tatuaggio: in alcune è considerato sufficiente un livello 3, in altre serve il 4. Uniformare il sistema formativo e i livelli EQF in ambito nazionale ed europeo permetterà ai professionisti, una volta ottenuta l'opportuna qualifica, di poter lavorare senza problemi in qualunque Regione italiana e in qualunque Paese dell'Unione, nell'ottica di quella mobilità transfrontaliera che sempre più caratterizza il moderno mercato del lavoro.

Una nuova formazione

Cosa prevede l'ipotesi di rinnovamento dell'iter formativo? Oltre ai 18 anni d'età e ai 10 anni di scuola dell'obbligo, i requisiti minimi prevedono il conseguimento di un attestato di partecipazione a un corso regionale. Per chi parte da zero, si prevede un corso standard; per chi ha già una base, un percorso formativo articolato su più fasi; per chi lavora già nel settore, corsi integrativi - con la frequentazione, comunque, del corso regionale di 90 ore per chi non fosse già in possesso del relativo attestato. La proposta ribadisce poi quello che dovrebbe essere un fatto scontato per chi opera nel settore: l'importanza dell'aggiornamento continuo.
L'idea, per quanto riguarda la formazione, è di prendere come esempio quelle Regioni che già prevedono il massimo delle ore di formazione. Chi entra per la prima volta in questo mondo dovrà necessariamente ricevere una formazione di base a tutto tondo; chi può contare su attestati già conseguiti e/o su un lavoro documentato potrà limitarsi, se necessario, a precise misure integrative. La proposta prevede anche la possibilità, per il dermopigmentista che voglia avvicinarsi al tatuaggio artistico, di frequentare corsi ad hoc per la nuova specializzazione, incentrati appunto sulla componente artistica; viceversa, il tatuatore che voglia imparare la dermopigmentazione si dovrà formare sulla morfologia e sui parametri del viso. Nessuna scorciatoia: per lavorare, si dovrà dimostrare di saperlo fare, indipendentemente da quale sia la propria qualifica di partenza.

Una sfida e un'opportunità

La proposta, seppur ancora in fase di definizione, diventerà realtà necessariamente in fretta: l'Europa chiede infatti un adeguamento entro la fine del 2020, al più tardi a inizio 2021. Potrebbe essere un vittoria cruciale nella battaglia all'abusivismo, malattia estremamente radicata nel settore. Da questo punto di vista, una proposta interessante arriva dall'Olanda, che ha istituito un elenco di professionisti autorizzati: un'idea potenzialmente replicabile. In una fase di grandi cambiamenti come quella attuale, mantenersi aggiornati è doppiamente importante: sulle tecniche, la linfa vitale del lavoro quotidiano; sulle normative, che ci permettono di svolgerlo al meglio, senza essere rimbalzati da un ente all'altro alla ricerca di informazioni o, peggio ancora, affidandosi ingenuamente a chi organizza corsi basandosi su una normativa che, di fatto, non è ancora stata ufficializzata.

Attenzione!

Quanto scritto è valido alla data di stampa del numero (luglio 2019). Per scoprire gli ultimi aggiornamenti, puoi consultare l'articolo "Nuove regole per la dermopigmentazione" . 


Claudia Magnani
Estetista, dermopigmentista e Beauty Personal Trainer, dal 1987 dirige il proprio centro estetico. È presidente di ATEC (Associazione Tatuaggio Estetico Correttivo).

 

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