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Introduzione alla mindfulness in estetica

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Logo BF Milano Monica Maria Cavallo MindfulnessCiascuno di noi cerca, a modo suo, di raggiungere il migliore livello di benessere e felicità; imparare a "vivere nel presente" è, come affermano diverse ricerche, e quelle delle Neuroscienze in particolare, il primo fondamentale passo per cominciare a riprendere in mano la propria vita e la propria serenità.

Che cos'è la Mindfulness?

Attraverso una serie di esercizi di consapevolezza, meditazioni, momenti di riflessione e pratiche corporee, la mindfulness ("presenza mentale") ci insegna a ritrovare la nostra dimensione più vera e reale.
Senza consapevolezza siamo vittime di pensieri ripetitivi su di noi, sugli altri e sul mondo: pensieri che spesso non sono completamente veritieri, ma piuttosto il frutto di paure e altre informazioni non correttamente elaborate. Siamo prigionieri, in altre parole, di una sorta di "pilota automatico" che ci fa ripetere automatismi reattivi che perpetuano gli stati di disagio e nascondono la possibilità di trovare altre opzioni, altre direzioni, e di scegliere come agire al meglio nelle diverse situazioni di vita. La mindfulness ci accompagna a ritrovare un modo di vivere più sano e socievole, ad essere più pienamente noi stessi e a curare al meglio le relazioni interpersonali che sono un aiuto per la nostra serenità. Si parla così tanto di mindfulness in questi ultimi anni, a proposito e a sproposito, che il concetto rischia, nella sua tanto potente quanto profonda semplicità, di essere banalizzato. "Semplice" non significa affatto "facile". E la mindfulness, in realtà, non può essere spiegata, descritta o raccontata: deve essere vissuta e integrata pienamente, e questo è un processo che non si risolve in qualche lezione, in qualche lettura o in qualche meditazione. È un percorso di vita: la scelta di un modo di vivere consapevolmente. Come il descrivere il gusto di una fragola a chi non ne ha mai assaggiata una sarà certamente un primo passo, è solo nel momento in cui l'altro ne farà esperienza personale e diretta - sentendone il profumo, gustandone il sapore sul proprio palato, sulla propria lingua, tra i denti - che il sapore della fragola diventerà qualcosa di reale e la persona potrà dire di aver conosciuto il sapore della fragola.

Dove vanno i nostri pensieri?

La mindfulness di cui ci vogliamo occupare è, in altre parole, qualcosa che va sperimentato. La pratica dei diversi protocolli - come il noto Protocollo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction), il più studiato e applicato protocollo standardizzato di mindfulness, messo a punto alla fine degli anni '70 da Jon Kabat Zinn - traccia un percorso quotidiano di costante lavoro che ci aiuta a riconoscere le esperienze della vita, noi stessi, i nostri pensieri, le nostre emozioni; e questo avviene sviluppando un'attenzione consapevole, momento per momento, all'esperienza del nostro vivere.
Una pratica basilare della mindfulness è proprio quella del prestare attenzione alla nostra mente, alla sua attività incessante, agli interminabili discorsi interni che intratteniamo con noi stessi e alle discussioni che fomentiamo con assenti interlocutori, ai viaggi nel passato e nel futuro, all'essere così tanto spesso "altrove". Tutto questo non è "vivere nel presente".
A questo proposito, tornando sul tema della felicità, voglio ricordare uno studio interessante condotto da due psicologici della Harvard University e pubblicato su Science che ha rilevato, attraverso un campione significativo, che le persone passano il 46,9% del proprio tempo di veglia pensando a qualcosa di diverso da ciò che stanno facendo; questo vagare della mente è stato individuato quale causa della loro insoddisfazione. Se dunque, come scrivono i ricercatori, il vagare della mente è un eccellente indicatore della felicità delle persone, la frequenza con cui la nostra mente abbandona il qui ed ora può essere predittiva dello stato di felicità che ci pervade molto più dell'attività in cui siamo impegnati. Questo ha un'implicazione importantissima nella nostra vita: forse dobbiamo smettere di cercare al di fuori di noi ciò che secondo noi ci farà sentire bene e ricominciare a fermarci e a dare attenzione a noi stessi e alla nostra esperienza presente, come ci insegna la mindfulness. O, come dice Guillaume Apollinaire, poeta e scrittore francese che forse in sé conteneva tracce di questa antica saggezza, "di tanto in tanto è bene fare una pausa nella nostra ricerca della felicità ed essere semplicemente felici".

Nuove attitudini da esercitare

A chi serve la mindfulness? Oggi, direi, a tutti: perché il nostro è un tempo complesso, pervaso da un diffuso senso di incertezza e da una crisi valoriale che genera stati emotivi difficili da comprendere e da vivere. Nessuno ci indica più la strada da percorrere, o ce ne vengono indicate troppe e troppo poco chiare. Trovare in sé stabilità, centratura, equilibrio e la capacità di un pensiero chiaro ed efficace è diventato irrinunciabile. Oggi più che in passato ciascuno di noi deve attrezzarsi interiormente di quelle attitudini che la mindfulness ci insegna: fiducia nella nostra esperienza; pazienza, intesa come la saggezza che sa che tutto ha un tempo per maturare; non giudizio, affinché la nostra mente non si chiuda; mente del principiante, ovvero una mente disposta a guardare ogni cosa come se fosse la prima volta, una mente creativa, fresca e curiosa; accettazione, ovvero saper vedere le cose per quello che sono, così come sono; lasciar andare, permettere che le nostre esperienze fluiscano; non fare, ovvero non cercare sempre risultati, ma imparare anche semplicemente a "essere".

La mindfulness nel mondo beauty

Come già accennato, vivere e lavorare oggi, sotto la pressione di forti richieste e disorientati da una incertezza diffusa, ha fatto del bisogno di equilibrio, centratura, chiarezza di pensiero e stabilità emotiva una emergenza importante. La mindfulness - uno stato della mente in cui siamo pienamente presenti, focalizzati, consapevoli dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, del nostro corpo e delle sue sensazioni - è prima di tutto una risposta concreta a questo bisogno e supporta il management, le operatrici e gli operatori tutti nel dare alla propria attività quotidiana un'impronta di più alta qualità e presenza, di maggiore efficacia ed efficienza. Le pratiche di mindfulness consentono di coltivare risorse interne come il controllo dell'attenzione per periodi sostenuti, la creatività, la stabilità emotiva e la risposta allo stress.
La mindfulness è una facoltà che sta alla base di ogni crescita personale e di ogni sviluppo professionale: una capacità che, agendo direttamente sulle qualità mentali del manager e/o dell'operatore/operatrice, permette di migliorare anche le competenze di ruolo esercitate all'interno dell'organizzazione attraverso lo sviluppo di quelle abilità trasversali che sono il valore aggiunto di un'impresa moderna. La presenza attenta e non giudicante - a ciò che c’è, agli obiettivi aziendali, alle persone - migliora la qualità delle relazioni nel team, creando più ascolto, più sintonia, più empatia e sollecitudine; in altre parole, maggiore intelligenza emotiva e sociale.
Parlando di centri estetici e benessere, al top management in primis e al personale tutto è richiesto oggi di intercettare e soddisfare i bisogni di una clientela che cerca proprio in questi ambienti occasioni (spesso le uniche) per fare una pausa e dedicarsi a quella cura di sé che inizia dal corpo e arriva all'anima. Quelli dell'estetica e del benessere sono i luoghi privilegiati dove esprimere l'unità mente-corpo e dove la ricerca della bellezza va ben oltre l'aspetto fisico, coinvolgendo un insieme di istanze diverse e profonde a cui i professionisti devono saper dare una risposta. Per soddisfare queste richieste emergenti, che oltrepassano la buona tecnica, non bastano neppure le competenze che si acquisiscono nei corsi di comunicazione, di marketing e di vendita; sono necessarie capacità autentiche e nuove di ascolto e di cura, qualità relazionali interpersonali che possono essere solo il riflesso di una capacità di cura interiorizzata. La mindfulness ci insegna a coltivare l’attitudine a guardarci con amicizia e gentilezza ed è proprio attraverso questa attitudine che possiamo poi guardare agli altri - ai clienti, ai colleghi, al mondo del business - capaci di letture più profonde e di risposte nuove, generatrici di un nuovo modo di fare estetica.


Monica Maria Cavallo
Istruttore Senior di Mindfulness, è cofondatrice di Manage Your Life, società di consulenza e formazione.

 

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