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Siamo davvero costretti a pagare la SIAE per diffondere musica nel centro estetico?

SIAE o non SIAE?

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Chiunque lavori in un centro estetico o benessere conosce l’importanza della musica e sa che un buon trattamento non può prescindere dalla scelta accurata della colonna sonora. Ma una volta selezionata della buona musica, quali adempimenti vanno rispettati per diffonderla?

In Italia esiste la SIAE (Società Italiana Autori ed Editori), e chiunque intenda diffondere musica in un esercizio commerciale - anche come semplice sottofondo sonoro - è tenuto a corrispondere un compenso per il diritto d’autore tramite un abbonamento forfettario (annuale o periodico) calcolato in base alla tipologia e al numero di apparecchi utilizzati e alla superficie del locale. Ma siamo davvero sicuri che per diffondere musica al pubblico si debba per forza pagare la SIAE?

Con la nascita delle riproduzioni in streaming, il mercato musicale è stato completamente stravolto e le etichette si sono ritrovate a dover affrontare questo cambiamento repentino, adattandosi alle esigenze del mercato e creando piattaforme adatte alla diffusione digitale dei contenuti musicali.

In un mondo iper-connesso e sempre più “on demand” - con colossi come Spotify, Apple Music, iTunes, Amazon - diventa difficile calcolare i diritti d’autore con i metodi classici, come quelli utilizzati dalla SIAE. Sono nati così nuovi sistemi, che basano i loro calcoli su algoritmi sofisticati e permettono di misurare con accuratezza i passaggi di qualsiasi brano, garantendo agli autori - anche a quelli emergenti e meno conosciuti - un adeguato compenso.

Tra i primi a operare in questo settore, il celebre Rehegoo Music Group fondato dall’italiano Marco Rinaldo, che con lo slogan “we are different” ha rivoluzionato il mondo della musica e in pochi anni ha conquistato il mercato digitale, diventando una realtà dinamica e globalmente riconosciuta. Si tratta di una piattaforma streaming che offre musica personalizzata e profilata per qualsiasi esercizio commerciale, ricca di contenuti esclusivi, inediti e svincolati dalle maggiori società di collecting (come la SIAE) e in grado di tutelare i diritti dei musicisti attraverso un sistema di raccolta trasparente che consente agli artisti di controllare personalmente e in tempo reale le riproduzioni e i movimenti dei loro brani.

In Italia questi sistemi sono ancora poco conosciuti, ma è bene che i professionisti sappiano che da oggi potranno scegliere se diffondere brani coperti dai diritti SIAE, pagando il solito abbonamento, o affidarsi alle etichette indipendenti e diffondere musica libera dai diritti d’autore classici pagando semplicemente il canone per l’utilizzo della piattaforma, senza versare i diritti alla SIAE.

Una scelta consapevole che non solo farà risparmiare un bel po’ di soldi ai titolari di centri estetici e benessere, ma che finalmente tutelerà anche gli interessi di migliaia di autori minori che fino ad ora sono stati penalizzati.


Andrea Bovero
Presidente CIDESCO ITALIA
General Manager LIFEXCELLENCE

 

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