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Un'estetista e un medico estetico raccontano la loro esperienza.

6 consigli per collaborare

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Conflitto e competitività sono troppo spesso le parole chiave nella relazione tra estetista e medico estetico. Non è, però, questo il caso dell'estetista Ewa Jürgens e della dott.ssa Eva Maria Strobl. Le due professioniste ci hanno raccontato la loro storia spiegandoci i 6 punti fondamentali per costruire una collaborazione proficua e duratura.

1. Combinare i trattamenti

L’estetista Ewa Jürgens e la dottoressa Eva Maria Strobl collaborano da molti anni. Nella loro esperienza, alcune combinazioni hanno dato esiti particolarmente positivi. Prima fra tutti, quella tra microdermoabrasione e filler. "L'ideale è eseguire la microdermoabrasione prima di un'iniezione di filler", spiega Ewa Jürgens; "combinando trattamento superficiale e trattamento profondo si ottiene sulla pelle un risultato ineguagliabile". Dopo l'iniezione, per riportare la pelle alla normalità, si può prevedere un trattamento lenitivo e rinfrescante, da eseguire con cosmetici conservati in frigorifero. Se si lavora sull'area del contorno occhi, invece, si possono successivamente applicare dei patch al collagene che riducono visibilmente i gonfiori e inibiscono la comparsa di piccole vene blu, conseguenza della rottura dei vasi sanguigni. Un'altra combinazione di successo è il trattamento agli ultrasuoni poco prima di un'iniezione di filler: il primo influenzerà così positivamente i tessuti connettivi che il prodotto iniettato vi rimarrà immagazzinato a lungo.
Quando si tratta di microneedling, invece, l'estetista deve attenersi alle disposizioni di legge che le vietano di eseguirlo: subentra quindi il medico, che può usare una needling pen che raggiunge anche 1.5 mm di profondità.

2. Rispettare le norme di legge

È indispensabile, ovviamente, rispettare la legge e attenersi ai regolamenti nazionali. Centro estetico e studio medico devono essere chiaramente distinti. Questo vale per tutto: dalla firma sui documenti alla pubblicità, fino ovviamente alla contabilità. "A parte il contratto d'affitto", spiega Eva Maria Strobl, "Ewa ed io non abbiamo niente in comune".
Lo stesso principio vale anche per i percorsi di bellezza elaborati insieme: i trattamenti sono pagati separatamente e la paziente riceve due fatture.
Anche gli ambienti devono rispecchiare la suddivisione delle aree di competenza: la legge prevede, infatti, che le differenze tra ambulatorio medico e centro estetico siano ben distinguibili e che il visitatore possa riconoscerle subito. Il centro di Ewa e ed Eva rispetta questa direttiva, benché le due la ritengano offensiva. "Noi spieghiamo chiaramente alle pazienti cosa sia di competenza estetica e cosa di competenza medica, ovvero chi delle due debba fare cosa", spiega la dott.ssa Strobl, "e le pazienti/clienti conoscono perfettamente la differenza anche senza soffermarsi ad analizzare gli ambienti".

3. Mostrare rispetto

Senza il rispetto per l'ambito di competenza dell'altro non si va da nessuna parte. Eva Maria sostiene pienamente il concetto di dermocosmesi: "Senza una preparazione accurata, perfino l'iniezione dei più pregiati principi attivi darà un risultato mediocre. L’ottimizzazione dell'incarnato, però, non rientra tra le mie competenze". E viceversa, invece? A Ewa non è mai neanche venuto in mente di sconfinare in un ambito non suo, e di mettersi a iniettare lei stessa i principi attivi.

4. Pensare in modo equo

Equità e spirito di squadra entrano in gioco anche quando si decide il listino prezzi. Entrambe le professioniste hanno calcolato in precedenza con quali tariffe rendere attrattiva la propria attività e, da un punto di vista economico, il sistema funziona. Allo stesso tempo, non fanno mistero una con l'altra dei prezzi. "Abbiamo stabilito con chiarezza quanto sarebbe dovuto costare cosa e che i conti sarebbero stati fatti separatamente", spiegano.

5. Offrire un doppio consulto

Il fatto che chiamando una volta sola si possa avere anche una seconda opinione giova molto sia alla soddisfazione delle clienti, sia alle entrate delle due professioniste. Sembra banale ma, in realtà, questa possibilità ha un ruolo chiave: "Se a una di noi viene presentato un problema di competenza dell'altra, glielo sottoponiamo immediatamente", dicono. Se, ad esempio, Eva Maria si trova a dover fare un filler a una paziente con una pelle dai pori molto dilatati, prima di procedere la invita a sottoporsi a una seduta di microdermoabrasione da Ewa; viceversa, quando Ewa si trova tra le mani una cliente il cui invecchiamento cutaneo è troppo marcato per procedere solo con strumenti estetici, la indirizza volentieri alle cure della collega. "Ovviamente non obblighiamo le clienti, però presentiamo loro questa possibilità". E la proposta viene sempre ben accolta, soprattutto da quelle clienti con l'agenda ultra-piena: il breve tragitto da uno studio all'altro fa risparmiare loro molto tempo.

6. Non seguire per forza i trend

Per la scelta dei servizi da offrire, entrambe rispettano la stessa regola: "less is more". La loro offerta si limita a un portfolio circoscritto, che non viene rivoluzionato molto spesso. "Non è necessario seguire e adeguarsi sempre a ogni singolo trend" commenta Ewa. Nei suoi 15 anni di esperienza come estetista, infatti, ha visto spesso montare velocemente l'entusiasmo per un trattamento che, poi, si è rivelato in breve tempo un fuoco di paglia.


Ewa Jüngens
Estetista e titolare della Medicalbeauty Ewa Jüngers di Monaco, Germania.

Eva Maria Strobl
Medico di medicina generale e titolare della clinica di medicina estetica Lips and Skin di Monaco, Germania.

 

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