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Pelle impura, dall'analisi al trattamento

Incubo impurità

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I fattori che rendono la pelle impura sono molti e diversi: la predisposizione genetica, la situazione ormonale, l'aumento della produzione di sebo, disturbi della cheratinizzazione, la proliferazione dei batteri responsabili dell'acne, alcuni fattori personali e ambientali come età, sesso, occupazione, stile di vita, livello di stress, assunzione di medicinali oppure, ultima ma non per importanza, una beauty routine non adatta al proprio tipo di pelle. Utilizzare i prodotti sbagliati, o sovrapporne troppi diversi, porta spesso alla nascita di impurità.
Qui serve l'aiuto di una professionista che individui presto quale sia la causa della "deriva" della pelle, in modo da sviluppare un piano di trattamento adeguato e, così, contrastare le imperfezioni con un approccio professionale. Prima vengono scoperte le cause scatenanti delle "aree problematiche", prima sarà possibile riportare la pelle alla normalità.

Cosa significa pelle problematica?

Quando parliamo di "pelle problematica" o di "problemi di pelle", spesso ci riferiamo nello specifico alla proliferazione di impurità, brufoli o pustole. Per contrastare queste manifestazioni cutanee servono strumenti professionali mirati soprattutto quando l'infiammazione è nel pieno del suo svolgimento, ma non vanno trascurati neanche i periodi senza efflorescenze: osservare sempre una regolare beauty routine è fondamentale per mantenere la pelle in buona salute ed evitare la formazione di nuove impurità. Con gli aiuti giusti, è possibile contenere in modo significativo la comparsa di queste imperfezioni. In caso di acne molto grave, però, la terapia va delegata esclusivamente al dermatologo, sebbene ci siano ottimi margini di collaborazione tra medico ed estetista.

Come si forma?

I primi problemi cutanei si manifestano durante la pubertà, quando cioè si intensifica l'attività delle ghiandole sessuali e aumenta la produzione di ormoni sessuali maschili, tra cui il testosterone. L'aumento del testosterone porta a una maggiore attività delle ghiandole sebacee in corrispondenza del fusto di peli e capelli e, quindi, a una maggiore disponibilità di nutrimento per quegli agenti patogeni che si nutrono di grasso cutaneo (come alcuni batteri, tra cui il Propionibacterium acnes). Nutrendosi di sebo, questi batteri lo metabolizzano e rilasciano sulla pelle degli scarti metabolici (gli acidi grassi) che, a loro volta, si depositano sulla cute e vanno ad irritare le pareti dei pori.
La reazione dei pori è quella di produrre ancora più cellule cornee, provocando la formazione di ipercheratosi: dei veri e propri "tappi" che ostruiscono i pori stessi. Nascono così i comedoni. Ce ne sono di due tipi: quelli chiusi (o "punti bianchi"), che si presentano come dei punti biancastri in rilievo sulla superficie della pelle, e quelli aperti (o "punti neri"), che devono la loro caratteristica "testa" nera a un accumulo di melanina. La produzione di sebo continua e incontrollata può portare al proliferare di infiammazioni: la pelle si arrossa, diventa più spessa e sensibile e compaiono quelli che generalmente identifichiamo come "brufoli". Anche di brufoli esistono due tipi: le "papule", ispessimenti infiammati dello strato superiore della pelle, e le classiche pustole (dal latino "pus") caratterizzate dalla tipica punta purulenta.

un protocollo ad hoc

Come estetista puoi fare molto per alleviare gli inestetismi della pelle impura. Esegui il trattamento seguendo questi passaggi:

  1. Detergi il viso con un prodotto che ripulisca la pelle in profondità senza però essere aggressivo, ad esempio un cleanser in schiuma. Rimuovi accuratamente tutto il sebo in eccesso.
  2. Applica un tonico a base di erbe per regolarizzare la pelle e ristabilirne il mantello acido.
  3. Prosegui con un peeling enzimatico (evitando quello meccanico, che potrebbe causare una diffusione dei batteri sulla pelle). L'azione degli enzimi permette anche di raggiungere i depositi di sebo più profondi, così da preparare al meglio la pelle alla successiva fase di spremitura. Dopo aver rimosso il peeling con un panno, neutralizzalo con un tonico.
  4. È ora il momento della spremitura delle impurità.
  5. Terminata la spremitura, disinfetta la pelle con un prodotto ad azione astringente e antimicrobica.
  6. Massaggia sulla pelle un concentrato di principi attivi a effetto calmante e astringente.
  7. Prosegui con una maschera. Sono perfette quelle al carbone vegetale attivo, dall’azione opacizzante, schiarente e calmante, da rimuovere dopo circa 15 minuti di posa. Dopo la rimozione, applica di nuovo il tonico.
  8. Come massaggio, limitati al linfodrenaggio manuale ed evita categoricamente qualunque altra manualità, così da scongiurare la diffusione e la proliferazione dei batteri.
  9. Concludi il trattamento con una crema o un gel ad azione calmante e antimicrobica e con l'applicazione di un leggero make up. Usa un correttore per uniformare la pelle del viso e nascondere i rossori; sceglilo attentamente basandoti sull’incarnato della cliente, oppure crealo ex novo mescolando due tonalità differenti.

l'ABC in istituto

Il percorso di bellezza anti-impurità dovrebbe essere definito in modo personalizzato, a seconda delle esigenze della pelle di ogni cliente. In ogni caso, comunque, la combinazione di trattamenti più intensi in cabina e di cure domiciliari mirate è fondamentale per il successo del percorso. A seconda dell'entità delle efflorescenze, la cliente dovrebbe sottoporsi a trattamenti in cabina almeno ogni due o tre settimane che, in seguito, potranno poi diventare sei.
La spremitura è ovviamente il passaggio chiave del trattamento, ma non deve in alcun modo essere delegata alla cliente: avventurandosi nell’impresa, rischierebbe solo di procurarsi macchie o cicatrici. All'estetista spetta anche il compito di scegliere i prodotti per il mantenimento domiciliare: solo una corretta beauty routine, infatti, può preservare a lungo i risultati ottenuti in cabina.

Pelle impura: Gli step cruciali del trattamento

  • Detersione profonda.
  • Regolazione del flusso di sebo.
  • Rimozione ed eliminazione delle ipercheratosi (per prevenire l'ostruzione dei pori).
  • Rifornimento di principi attivi e di idratazione.
  • Inibizione delle infiammazioni nel caso di efflorescenze preesistenti.

 

Christine Schrammek-Drusio
Dermatologa, allergologa ed esperta di antiaging, ha sviluppato noti protocolli di trattamento.

 

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