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Come combattere il nemico n.1 dei piedi delle tue clienti: scarpe troppo strette

Un vizio duro a morire

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Calli e duroni non compaiono solo in seguito alle infezioni. Hanno anche un'altra causa molto più comune: pressione e sfregamenti continui. Se chiedi alla tua cliente ti dirà sicuramente che la colpa non è delle sue scarpe, ma una cosa è certa: la colpa è sicuramente delle sue scarpe.
Pressione e sfregamento continui su un'area esposta portano alla formazione di un'ipercheratosi che la pelle usa come difesa per proteggersi dal calore sprigionato dallo sfregamento. Col tempo, le cellule cornee si induriscono e si accumulano nei punti in cui la pressione è maggiore. Le ipercheratosi che non vengono rimosse regolarmente si trasformano in duroni.

NON TUTTE LE SCARPE SONO UGUALI

Ci aspettiamo molto dalle nostre scarpe - soprattutto se le abbiamo pagate care -, ma la verità è che non tutte vanno bene per tutti i piedi. Come se non bastasse, il numero può cambiare con il corso degli anni, e quello che è sempre stato un 40 dopo vent’anni potrebbe trasformarsi in un 41 e 1/2. Anche la dimensione della pianta non è la stessa per tutti, e chi ce l’ha particolarmente larga può faticare ad adattarsi alle misure standard. Se questo è anche il caso della tua cliente consigliale di cercare un negozio specializzato che offra delle calzature di larghezza diversa. Se, poi, nelle vicinanze del tuo salone ci fosse un centro specializzato in scarpe ortopediche, proponigli di collaborare con te.

SERVE CONSAPEVOLEZZA

Le abitudini delle clienti con le loro scarpe possono essere una sfida molto difficile, soprattutto se non hanno alcuna intenzione di abbandonare le calzature che tanto amano.
Per capire cos’abbia provocato i calli e i duroni della cliente, chiedile di portare con sé le ciabatte (o le pantofole) che usa abitualmente e controlla se la soletta è ancora abbastanza spessa e se le pareti laterali non si sono sformate. Spesso, infatti, sono proprio le ciabatte la causa principale di calli e duroni (i tagli nelle scarpe che si vedono nelle immagini poco sotto lo mostrano chiaramente). Oltre alle ciabatte, controlla anche le scarpe da giardino: chiedi alla cliente di portarne in istituto la soletta, se riesce a rimuoverla facilmente.
All’inizio del trattamento, fai mettere in piedi la cliente con indosso solo le calze e disegna su un foglio di carta la sagoma del suo piede, poi ritagliala. Appoggia, ora, la soletta che la cliente ha portato con sé sulla sagoma che hai appena ritagliato: se la sagoma è più grande della soletta, vuol dire che la scarpa è troppo piccola. Se la cliente non riesce a rimuovere le solette, chiedile di porta- re in istituto le scarpe e appoggiale direttamente sopra la sagoma: ti basterà per vedere dove queste fanno pressione sul piede. Misura, poi, la lunghezza del piede della cliente per determinarne il numero corretto.
Passa, ora, alla misura della pianta. Per farlo hai bisogno di un metro da sarta: con la cliente in piedi, po- siziona il metro in corrispondenza della testa metatarsale dell’alluce e fallo arrivare fino a quella dell’ultimo dito. Va da sé che la testa metatarsale dell’alluce rappresenta il punto più ampio del piede e, come tale, deve entrare comodamente nella scarpa. Misurata la pianta, aiutati con una tabella apposita per capire il rapporto tra questa e il numero del piede: se, ad esempio, la pianta misura 24,8 cm e la cliente porta un 39 le servirà un paio di scarpe “Wide fit” (o “Pianta larga”).

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LE CALZATURE GIUSTE

A parità di numero, non tutte le scarpe sono grandi uguali: ogni azienda, infatti, propone una misura diversa per la larghezza della pianta. Molti ne danno un’indicazione in etichetta, ma l’indicizzazione non è standardizzata: alcuni, ad esempio, segnalano solamente se la scarpa è adatta a piedi con “Pianta stretta” o “Pianta larga”, altri invece usano le lettere N, R, W a indicare “Narrow fit” per la pianta stretta, “Regular fit” per la pianta “normale” e “Wide fit” per la pianta larga. Esiste ancora un altro metodo - anch’esso non standardizzato - che classifica la larghezza della pianta partendo dalla misura AAAA (o 4A) per la più stretta e arrivando fino a EEEEEE (o 6E) per la più larga.
Quando misuri la pianta del piede della cliente, usa sempre un metro da sarta per essere sicura di ottenere la misurazione più precisa possibile. Inizia ogni colloquio preliminare a una pedicure parlando delle calzature che indossa la cliente. Siediti con lei e fatti descrivere nel modo più esaustivo possibile quali scarpe indossa più spesso e per quanto tempo le tiene addosso. Durante il discorso, non mostrare mai biasimo: al contrario, fai attenzione a quello che ti dice e aspetta che finisca di parlare prima di darle dei consigli. Alle clienti, infatti, non piace scoprire che le scarpe che indossano (e che spesso hanno pagato caro) non vanno bene per loro.
Spiegale nel modo più concreto possibile quale sia il problema: guadagnerai maggiore credibilità ispezionando le scarpe davanti a lei e facendole vedere dove queste stanno “schiacciando” il suo piede. Consigliale anche di cambiare tutti i giorni modello di scarpe per minimizzare gli sfregamenti e di relegare quelle più strette a scarpe “per stare seduti”. Se, poi, lo ritieni necessario, invitala ad andare da un ortopedico per farsi prescrivere un plantare.

Spesso sono proprio ciabatte e pantofole la causa principale di calli e duroni.

COME MISURARE LE SCARPE

Il momento migliore per comprare delle scarpe nuove è il secondo pomeriggio - quando, cioè, gambe e piedi sono leggermente più gonfi. Se si è indecisi tra due numeri, il trucco è indossarli entrambi contemporaneamente e camminarci dentro per qualche minuto; lo stesso trucco si può usare anche quando si è indecisi tra due modelli: il confronto diretto tra i due permette di fare una valutazione più precisa rispetto alla prova “in differita” e la scelta sarà pressoché immediata.
Se in istituto non hai né un metro da sarta, né dei fogli per disegnare la sagoma del piede della cliente, rimuovi (se possibile) le solette dalle sue scarpe e chiedi alla cliente di starci sopra in piedi; da qui, controlla se davanti e dietro c’è almeno un pollice di spazio vuoto tra il piede e il perimetro della soletta e quanto questa è larga: se “sparisce” sotto il piede della cliente vuol dire che la scarpa è troppo piccola e che il modello non va bene per il suo piede. Non tutti i modelli, infatti, possono essere indossati da tutti.
Se la cliente soffre spesso di piedi gonfi, consigliale di comprare delle scarpe in pelle: se sono di alta qualità si adatteranno perfettamente al suo piede, anche se è stata in piedi tutto il giorno. Attenzione, però: una volta “deformate”, le scarpe in pelle non tornano più né della forma, né delle dimensioni originali. Quando deve comprarle, consigliale di scegliere una calzatura che subito le sembra leggermente più larga; in alternativa, suggeriscile di provare le scarpe nuove con addosso delle calze spesse per simulare il gonfiore dei piedi.

Maren Bloss
Podologa, dirige un ambulatorio medico e si occupa di formazione presso una scuola professionale. È autrice di testi specialistici.

 

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