fbpx
BEAUTY FORUM

For Professional use only

Il potere emozionale del senso del gusto nel wellness

Il gusto del benessere

  • Beauty Forum

Esattamente a metà fra soggettivo e collettivo, il gusto non è solo il senso legato alla percezione dei sapori: supera di gran lunga questo ambito per sfociare nell'ampia possibilità di esprimere una preferenza nei confronti di oggetti e attività. In altre parole: diviene un'attività emozionale. Non a caso, infatti, diciamo di “aver gusto” o “buon gusto” quando ci riferiamo alla raffinatezza rara: dalla sensibilità di distinguere i sapori si passa, così, alla capacità di discernere il bello, di riconoscere un quadro e di apprezzare un testo letterario o un’opera artistica di valore. Si parla sempre di “visione del mondo”, perché allora non parlare anche di “degustazione” del mondo? Il gusto, ovvero il senso del piacere di vivere, ci permette di assaporare i momenti generando, così, emozioni.

NON UN MERO NUTRIMENTO

Il gusto è un senso che ci rappresenta ed è carico di affettività: quanti di noi, ad esempio, ricordano ancora quel sapore indissolubilmente legato alla cucina della nonna?
La memoria del gusto è legata all’appartenenza familiare e, col tempo, si evolve in appartenenza sociale e culturale: non a caso un bambino, crescendo, cambia ed evolve i suoi gusti, che diventano anche mezzo per potersi adattare alla società che lo circonda. Potremmo addirittura parlare di “socializzazione alimentare”.
Cibo e alimentazione hanno da sempre un ruolo cardine nella società umana. Ne è un esempio l’Epopea di Gilgamesh, il più antico poema della letteratura mondiale che risale addirittura all’età dei Sumeri: nel poema si narra che l’uomo selvatico diventa finalmente uomo (distinguendosi quindi dagli animali) quando impara a mangiare pane e bere birra, ovvero alimenti creati dall’ingegno umano e non presenti in natura. Da qui inizia un vero e proprio sviluppo del gusto che, attraverso la ricerca di lavorazioni e abbinamenti, solleva il cibo dal suo mero compito di nutrizione e lo eleva a vera e propria esperienza di piacere.
Negli ultimi anni, l’attenzione per il gusto si è trasformata in una ricerca quasi ossessiva a cui, però, ha fatto da contrappasso l’invasione del “trash food” e dei fast food. Anche nel caso del trash food, però, il cibo assolve a un altro dei suoi compiti fondamentali: diventa uno strumento di aggregazione per i più giovani. Qual è, però, la correlazione diretta tra gusto e aggregazione? Condividere il cibo crea un ponte tra le persone e stabilisce una sorta di parità sociale: essere seduti alla stessa mensa e mangiare lo stesso cibo abbatte le barriere e facilita la comunicazione. Nei ristoranti osservo spesso le persone a tavola e mi accorgo subito del grado di confidenza dei commensali. Anche durante i pranzi più formali la conversazione si fa piano piano più fluida con il procedere del pasto e le distanze tendenzialmente si accorciano. Chi ha un rapporto più consolidato tende più volentieri ad assaggiare e a far assaggiare il cibo per condividerne l'emozione e il piacere.
Il gusto è composto da una complessità di fattori che coesistono per donarci una sensazione di piacere. A questo proposito, è interessante scoprire come le persone associno l’esperienza del gusto anche ad altri sensi, dando la priorità a uno piuttosto che a un altro. Solo qualche tempo fa, mentre riflettevo proprio su questo aspetto, ho avuto la gioia di trascorrere una piacevolissima serata con un amico. Durante la cena, intervistandolo, ho scoperto che per lui l’associazione magica è quella tra gusto e tatto: sentire il cibo per la sua consistenza, quasi a dover toccare il sapore per poterlo assaporare pienamente. In questo caso, quindi, la memoria si focalizzerà sulla croccantezza, morbidezza o friabilità del piatto e ognuna di queste sensazioni si legherà al gusto della pietanza in modo indelebile.
Il gusto è anche meraviglia, scoperta e stupore, ma può trasformarsi in delusione se le aspettative sono più alte dell’effettiva esperienza. Come dissero Camilla Baresani e Allan Bay nel libro “La cena delle meraviglie”: “È sempre quando non ti aspetti nulla che succede qualcosa di buono”. È da questa considerazione che vorrei partire per riflettere insieme su come potremmo sfruttare il senso del gusto per stupire i nostri clienti che, magari, non sono ancora abituati a meravigliarsi da noi concludendo un’esperienza di benessere e bellezza con qualcosa di buono e gustoso.

Sono proprio i dettagli inaspettati a rendere sublime un'esperienza, e quando si vive un'esperienza sublime si ha solo voglia di ripeterla.

LA SCIENZA DEL GUSTO

Barara Bertoli, farmacista e cosmetologa, ci accompagna in un viaggio attraverso la scienza del gusto.
“Ippocrate già nel IV secolo a.C. sentenziava che ‘L'uomo deve sapere che dal cervello derivano le gioie, i piaceri, le risate e gli scherzi, e le tristezze, i dolori, l'avvilimento e il pianto. E per merito suo (...) impariamo cos'è giusto e cos'è sbagliato, cosa è dolce e cosa è amaro’. Il senso del gusto è una parte fondamentale dell’appagamento sensoriale: partendo, infatti, dalla stimolazione chimica delle papille gustative (che sono le piccole strutture neuroepiteliali situate sulla superficie superiore della lingua, nell'alta laringe e nella parte posteriore dell’orofaringe), l’ipotalamo produce una sensazione di piacere secernendo i mediatori chimici del piacere, le endorfine.
Le papille gustative percepiscono i sapori dei cibi quando questi sono in soluzione acquosa nella saliva; quando ingeriamo un alimento in cui coabitano dolce, salato, acido, amaro e umami, tutti questi sapori produrranno delle percezioni ben distinte non solo nel gusto, ma anche nella loro comparsa temporale: la reazione al dolce sarà immediata ma fugace, mentre acido e salato seguiranno dopo pochi secondi e saranno più persistenti; l’amaro, invece, tarderà a comparire ma sarà la sensazione più duratura di tutte.
Il senso del gusto è in grado di completare e affinare le risposte emotivamente piacevoli che vengono elaborate dalla corteccia celebrale; per questo, gradimento e appagamento, elementi fondamentali per generare quella fidelizzazione che lega una cliente al suo centro estetico di fiducia, devono passare anche dalla soddisfazione del senso del gusto, così da lasciarne un ricordo più vivido e rimanere più ricorrenti nella memoria.”

DAL BENESSERE AL PIACERE

Il senso del gusto porta ad assaporare, e non si può assaporare senza provare delle emozioni. L’intento degli operatori di centri estetici, benessere e Spa è ovviamente quello di fidelizzare i clienti, e proprio per questo bisogna iniziare a considerare seriamente il fatto che abbiamo a disposizione uno strumento estremamente potente come il senso del gusto che, però, viene utilizzato troppo poco quando non banalizzato o sollecitato nel modo sbagliato. Quante volte, parlando con i fre- quentatori dei centri benessere, mi sento dire: “Sì, la tisana farà anche bene, ma non mi piace”! È inaccettabile pensare che un’esperienza, che è stata sublime fino a quel momento, termini con un ultimo ricordo negativo: proprio come la prima impressione, anche l’ultima imprime nella memoria un ricordo pressoché indelebile. Certo, forse molti frequentatori non si aspettano ancora di trovare qualcosa di buono in una struttura votata al wellness, ma è proprio su questo che dobbiamo far leva.
L’altro aspetto importante legato al gusto è la sua capacità di aggregare le persone. Non a caso, i clienti sono più entusiasti e ben disposti a venire nelle nostre strutture quando vengono proposte serate a tema, aperitivi o colazioni di benessere. Perché gli eventi abbiano successo, ovviamente, il tema deve essere coerente con ciò che la struttura vuole comunicare e non bisogna trascurare che tutti i sensi devono essere sollecitati nella stessa direzione. Nulla va lasciato al caso: se, ad esempio, si vuole lanciare un nuovo trattamento viso e corpo, si può organizzare un “Aperidetox” in cui i colori dei tovaglioli siano gli stessi della linea cosmetica al centro dell’evento, gli stuzzichini offerti siano a base di verdure, la musica di sottofondo sia la colonna sonora del trattamento e la fragranza spruzzata nell’ambiente richiami la profumazione dei prodotti. Facendo così, è più facile comunicare alla clientela un messaggio univoco dando la giusta importanza al “protagonista” della serata.
Un altro vantaggio degli eventi in istituto è che spesso le clienti che abbiamo invitato potano un’amica, la figlia, la mamma... e quale migliore pubblicità potremmo avere se non quella di avere nuove persone nella nostra struttura? Prima della fine dell’evento, le potenziali clienti avranno già associato la nostra location a qualcosa di bello, piacevole, gioviale e buono!
Oltre agli eventi in struttura - che, per ovvie ragioni, non possono essere troppo frequenti (ne consiglio al massimo quattro all’anno) -, un’altra opportunità è quella di terminare ogni trattamento con una bevanda a tema; in alcune strutture di lusso si potrebbe addirittura chiedere a un barman di creare dei cocktail anacolici che riprendano la fragranza scelta dal cliente per il trattamento: se il trattamento profuma di limone e arancio amaro, ad esempio, la bevanda sarà a base di agrumi. E negli istituti in cui non c’è tempo per preparare delle bevande personalizzate? In questi casi, io consiglio di offrire degli infusi alla frutta dai colori accattivanti o delle acque aromatizzate belle da vedere. Vanno ovviamente serviti con stile (magari all’interno di belle tazze e su eleganti vassoi coordinati agli arredi della cabina) e abbinati a qualcosa da gustare come dei chicchi d’uva, semplici sia da preparare che da gestire. Prima di tutto, però, proviamo a metterci nei panni dei nostri ospiti: assaggiamo noi per primi ciò che offriamo cercando di valorizzare ogni singolo dettaglio. Sono proprio i dettagli inaspettati a rendere sublime un’esperienza, e quando si vive un’esperienza sublime si ha solo voglia di ripeterla. Questa, in sintesi, la formula vincente della fidelizzazione.

Elena Frigerio
Formatrice e consulente Beauty & Wellness

Barbara Bertoli
Farmacista, cosmetologa e autrice di “Geografia della Bellezza”

 

Gli altri articoli della serie
I 5 sensi in estetica:

A prima vista
Il senso della vista in estetica:
tante potenzialità da sfruttare

Andare a naso
Come sfruttare il legame tra
olfatto, memoria ed emozioni

Senti che meraviglia
Il ruolo dell'udito all'interno
dell'equilibrio delle percezioni

A fior di pelle
La centralità del senso del
tatto in ambito estetico

Il Sesto Senso
Come sublimare l'esperienza in istituto
per imprimersi nella memoria del cliente

 

 

#BeautyForum, #BF_life&work, #spa, #polisensorialità, #BF_feb_mar20


Newsletter


zeroventi • Via Valprato 68 - 10155 Torino • p.i. 10222000019 • reg. imp. TO-1115102