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Nudging, o il potere di una spintarella

Il potere di una spintarella

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Sono in una fase della vita in cui ogni volta che apro un browser web mi trovo inesorabilmente a dover schivare tartassanti annunci pubblicitari di test di gravidanza e pannolini. Google evidentemente conosce la mia età, ma non il mio scarso senso materno. Qualche giorno fa, tuttavia, sono incappata per caso in un interessante articolo rivolto ai giovani genitori e ho scoperto una teoria comportamentale illuminante: quella del nudging, o della cosiddetta “spinta gentile”.

Il nudging è una strategia che viene utilizzata per convincere qualcuno a fare una determinata scelta incoraggiandolo in modo indiretto: invece di dirgli apertamente “dovresti fare così”, lo si spinge ad abbracciare spontaneamente l’opzione che è stata scelta per lui. Un esempio divertente è quello degli orinatoi nei bagni maschili dell’aeroporto di Amsterdam: l’adesivo di una mosca appiccicato nel punto giusto ha permesso di ridurre dell’80% gli “errori di mira” degli utenti - sicuramente più di quanto avrebbe fatto un ammonimento scritto.

La teoria del nudging ha varie applicazioni, dalla disposizione delle merci nei supermercati all’ideazione dei menù dei fast food. Se il marketing la usa per farci comprare cose di cui non sempre abbiamo realmente bisogno, il nudging ha spesso finalità più nobili. È una tattica che sembra avere successo in ambito educativo, ad esempio. Vuoi che tuo figlio abbandoni il cibo spazzatura? Invece di sbraitare ogni volta che lo sorprendi a cercare una merendina, fagli trovare sul tavolo un’invitante tazza di macedonia di frutta. E poiché siamo tutti un po’ bambini, è facile capire il successo della “scala-pianoforte” realizzata in una stazione della metro di Stoccolma per invitare i viaggiatori a vincere la pigrizia e fare un po’ di moto: come resistere alla tentazione di comporre una melodia saltellando sui gradini?

L’applicazione più geniale è tuttavia quella relativa alla donazione di organi. In alcuni Paesi, come l’Italia, per essere considerati donatori bisogna aver espresso in modo manifesto la propria intenzione. In altri, ogni cittadino è considerato un donatore; se non vuole esserlo, il consenso deve essere revocato con una decisione esplicita. La scelta è la stessa, ma le modalità con cui la si effettualavorano in modo opposto. Nei primi Paesi, la percentuale di donatori non arriva al 30%; nei secondi sfiora anche il 100%. Una semplice spintarella, in questo caso, può addirittura salvare delle vite.

Valeria Federighi

 

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