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Manualità per trattare tessuti problematici del corpo

Vedere con le mani

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Ogni volta che ci approcciamo al corpo della cliente per il suo modellamento, ci troviamo di fronte a moltissime variabili che riguardano il suo vissuto, la sua salute, la situazione ormonale, quella circolatoria e il suo stile di vita. Intervenire sul corpo richiede quindi molta competenza e una serie di manovre che dovrebbero essere il più precise possibili.

LA MEMORIA DEL CORPO

Il corpo ha una precisa memoria di stimolazione e di movimentazione dei tessuti: le piccole manovre vengono sempre registrate a favore o a sfavore dei tessuti sottostanti. Il corpo non può ricevere manovre in modo standardizzato, come le tecniche fisse imparate a scuola, o al contrario adattarsi a manovre istintuali dell'operatore. Per il modellamento del tessuto esistono manovre precise, al di là della casa cosmetica o del metodo che usi. Manovre che fanno sì che le tue mani siano dei "bisturi" come diceva il mio vecchio mentore veneziano quando 30 anni fa iniziavo la mia professione: "le tue mani si devono posizionare esattamente insieme alla tua postura e a tutto il tuo essere nel punto e nelle zone precise atte al sollevamento, riempimento o svuotamento delle masse tessutali sottocutanee". Lì le mani devono compiere precise operazioni di appoggio, ascolto, pressione, movimentazione e riequilibrio.

TESSUTI DENSI E NODULOSI

Come trattare quindi il tessuto molto compatto, di "grana" densa o nodulosa? Le manovre devono avvolgere e riattivare in modo profondo, portando attività circolatoria verso le estremità, non necessariamente con i soliti impastamenti, ma spesso utilizzando appoggi e sfioramenti profondi in direzione centro/periferia, con ambedue le mani dell'operatrice ad anello, con una manovra sequenziale che parte dall'addome, vero motore di attivazione degli arti sia superiori che inferiori.
L'addome, trattato in profondità utilizzando il rilascio respiratorio, mette in moto molta ossigenazione verso gli arti inferiori, spesso congestionati e ristagnanti proprio a causa dei visceri addominali. Ci sono punti energetici molto importanti intorno all'area ombelicale ed in corrispondenza delle linee intestinali che necessariamente vanno contattati. Per gli arti inferiori, notoriamente più freddi nelle aree esterne alla coscia, le manualità vertono, con l'uso delle nocche in movimento dell'operatore, a ricreare la necessaria temperatura anche in superficie, fondamentale se vogliamo che avvenga un qualsiasi cambiamento del tessuto. Negli arti inferiori, infatti, particolari recettori del tessuto adiposo chiamati Alpha non sono sensibili né alla diminuita razione calorica generale (dieta alimentare) né all'aumentata attività muscolare; il tessuto va quindi stimolato localmente per poter avere dei benefici estetici localizzati.

TESSUTI RILASSATI

Ed i tessuti lipodistrofici, ovvero quelli poco densi, flaccidi, grinzosi e con poca vitalità? Anche in questo caso estrema importanza la riveste l'addome, in quanto centro e motore della distribuzione energetica ai rami (braccia e gambe).
Qui le manovre vertono in appoggio e ascolto ad attivare la respirazione profonda con piccoli esercizi attivi da eseguirsi con la nostra ricevente. Le manovre degli arti superiori vanno svolte ad "impulso", cioè con un ritmo della mano dell'operatore che simuli una contrazione muscolare attiva del ricevente. Negli arti inferiori, le manovre vertono, sempre nel rispetto della fisiologia del sottocute e delle direzioni muscolari, al sollevamento, scuotimento e movimento fasciale del connettivo profondo, stimolando pertanto le aree interessate al capo di inserzione ed attaccatura dei tessuti in corrispondenza muscolare.
Nell'apprendimento di queste manovre si insegna poi un elemento manuale fondamentale per l'operatore che è quello di "saper vedere con le mani" nel tessuto del cliente: la capacità, cioè, di sentire se una data area corporea è piena o vuota (di energia, di vitalità) e di riequilibrarla con una direzione, una pressione e un movimento diversi area per area.

UN LAVORO ARTIGIANALE

Ogni giorno in cabina valuto, studio e poi formo le estetiste allo scopo di migliorare le loro manovre per dare la giusta collocazione al "nuovo" tessuto. Siamo artigiane: per noi modellare il corpo è come creare una nuova forma, plasmare una scultura partendo da un "materiale" sempre diverso. La temperatura, la vitalità e l'energia trasmesse da un tessuto denso, infiltrato e compatto sono completamente diverse da ciò che emana un tessuto dalla percezione tattile spugnosa, e diverse ancora dal tessuto in cui le uniche percezioni avvertite sono vuoto, freddo e "legnosità". La tecnica, come ben ci suggerisce la MTC (Medicina Tradizionale Cinese) è un momento di ascolto, di riunione del tutto e le sequenze devono necessariamente essere diverse da situazione a situazione, non solo per le finalità del trattamento, ma al contrario partendo da ciò che il tessuto esprime nel momento preciso in cui lo contattiamo.
Parlo di tessuti poiché sono la materia in cui ci esprimiamo fisicamente come estetiste, ma è chiaro che il concetto si amplia inevitabilmente alla persona, alla sua vita ed al modo in cui interagisce con essa rispetto al suo corredo psico-fisico-energetico di partenza.
Per ciò che riguarda l'uso di prodotti da affiancare al metodo di lavoro di modellamento del corpo prediligo sempre ciò che possa almeno in parte essere assorbito per via osmotica, come acque e sali minerali. Dovendo scegliere una formula specifica per le manualità invece sceglierei senza indugio oli vegetali spremuti a freddo biologici dermofili e particolarmente nutrienti, associati a poche gocce di oli essenziali certificati per un'azione mirata rispetto al tessuto che ci troviamo a trattare.

Michela Chiara Bonetti
Titolare di Seta Nature and Wellness a Darfo Boario Terme (BS), è creatrice del metodo Osmode® - Il Magnesio che ti Modella.

 

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