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Cause e soluzioni per la pelle grassa e con pori dilatati

Una pelle più pura

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Con quale tipo di pelle ci ritroviamo più spesso a lavorare? La maggior parte delle volte con quella che, in gergo, chiamiamo "seborrea oleosa", ovvero una pelle grassa e impura, caratterizzata da pori dilatati e dall'aspetto lucido e "unto". A determinare questi inestetismi è una sovrapproduzione di sebo da parte della pelle, che finisce per ostruire i pori senza poi riuscire più a defluirne.
L'ostruzione dei pori porta alla formazione di comedoni, che possono essere bianchi o neri a seconda delle sostanze di cui è composto il sebo. L'intensa produzione di sebo non ha solo risvolti negativi: una pelle grassa è più protetta dalle aggressioni esterne, anche se spesso questo vantaggio passa in secondo piano se comparato alla fastidiosa patina lucida che comporta. È anche vero, però, che il sebo aiuta a mantenere elastica la superficie della pelle e ne rallenta la perdita di idratazione.
Quella che definiamo "normale" è la pelle che produce solo il sebo di cui ha bisogno; la pelle "sebostatica", invece, è quella caratterizzata da una carenza di lipidi e di idratazione. Dove sta la verità? Come sempre, nel mezzo: la condizione più auspicabile è quella caratterizzata da un equilibrato contenuto di lipidi.

IL GRASSO NON HA CHANCE

Quello della pelle grassa non è solo un problema estetico: il sebo, infatti, è la "portata principale" sul menù di tutti quei batteri i cui scarti metabolici infiammano le ghiandole sebacee. Se non si mette un freno a questa sovrapproduzione con un trattamento adeguato, è certo che acne e brufoli non tarderanno a comparire.
A disposizione dell'estetista ci sono molti metodi; l’essenziale è non esagerare con l'intensità e la frequenza dei trattamenti. Si sa che il troppo stroppia, e questo vale anche per la pelle grassa: se viene pulita spesso e in modo aggressivo, ad esempio, l'organismo noterà la carenza di grasso cutaneo e metterà in moto una serie di meccanismi di difesa, producendo ancora più sebo di prima. I risultati ottenuti avrebbero vita molto breve. Qualunque metodo si scelga, deve essere impiegato con moderazione. Ecco una panoramica di principi attivi, apparecchiature e protocolli di trattamento da impiegare per trattare la pelle grassa.

PRINCIPI ATTIVI PER LA PELLE GRASSA

I seguenti principi attivi hanno effetti positivi sulla pelle grassa:

  • Acido salicilico ed enzimi (vanno invece evitati i prodotti esfolianti a grana grossa).
  • Alcool (etanolo), zinco PCA, betaina e triclosan, che hanno un'azione disinfettante.
  • Estratto di hamamelis, che ha un'azione astringente.
  • Allantoina o bisabololo, che calmano la pelle.
  • Argille e caolino, che purificano la pelle senza seccarla
  • L'impiego di carte assorbenti permette di rimuovere il sebo in eccesso e di donare all'incarnato un aspetto meno lucido.
  • Perossido di benzoile, proteine idrolizzate della soia o acido retinoico, che riducono il flusso di sebo.

CARATTERISTICHE DEL TRATTAMENTO

Gli step principali di un trattamento sono ovviamente la detersione, la rimozione del sebo in eccesso e l'idratazione della pelle. In particolare, è la detersione regolare e profonda il vero fulcro sia del trattamento in cabina che del mantenimento domiciliare. Essenzialmente, un protocollo per la pelle grassa dovrebbe:

  • ridurre la produzione di sebo;
  • liberare i pori;
  • rendere la pelle meno lucida;
  • impiegare prodotti privi di ingredienti grassi o oleosi;
  • legarsi al grasso cutaneo in eccesso;
  • includere degli extra specifici per la pelle grassa.

 


I trattamenti viso hanno visto una crescita anno su anno incredibile nel mercato italiano, con un valore pari al 210% di trattamenti viso prenotati in più rispetto all’anno precedente. Trattare il viso non è più percepito solo come una "coccola", ma come vero e proprio trattamento necessario, al pari della manicure o della ceretta: sempre più clienti (74,8%) affermano infatti di effettuare almeno un trattamento viso una volta ogni 28 giorni.
(Dati Treatwell)


 

CON QUALI PRINCIPI ATTIVI?

In questo contesto, oltre al detergente, è particolarmente indicato l'uso di un peeling e di un tonico; anche l’applicazione di impacchi e maschere è molto utile, a patto che siano formulati con principi attivi adatti a questo tipo di pelle. È importante che venga sempre rispettata la regola d'oro per cui "la pelle grassa non ha bisogno di altro grasso". Parola d'ordine: oil-free.
Anche la pelle grassa, tuttavia, ha bisogno di idratazione: è bene applicare sempre un prodotto idratante specifico (meglio se in gel) sia dopo la detersione a casa, sia come chiusura di trattamento in cabina. Attenzione alla classificazione del prodotto: deve essere "non comedogeno", ovvero non deve contenere sostanze occlusive come, ad esempio, la lanolina o il burro di cacao.

CON QUALI MACCHINARI?

Come per i principi attivi, anche per i macchinari le possibilità di trattamento sono numerose. Suggerirei, in questo caso, due metodologie molto efficaci, ognuna con i suoi pregi: la microdermoabrasione e l'ablazione con corrente galvanica usando la ionoforesi.

→ MICRODERMOABRASIONE
La microdermoabrasione, come dice la parola stessa ("micro-" sta per "minuscolo, microscopico", "-abrasione" ne indica l'azione ablativa), è un'esfoliazione mirata e controllata dello strato superficiale della cute. Ne esistono numerose varianti, ognuna con i suoi pro e i suoi contro: per eseguirla si usa un manipolo che eroga sulla pelle delle microscopiche punte di diamante oppure delle piccolissime particelle simili alla sabbia; in entrambi i casi, lo stesso manipolo ri-aspira le particelle abrasive generando anche un effetto vacuum. In questo trattamento non c'è bisogno di impiegare alcun principio attivo.
La microdermoabrasione rende la pelle più elastica e resistente, riduce sensibilmente la profondità delle rughe, permette alla cute di assorbire meglio i principi attivi e riattiva la produzione di collagene ed elastina; soprattutto, però, libera i pori dal sebo in eccesso, rendendoli più fini e migliorando visibilmente la grana della pelle.
La microdermoabrasione è indicata soprattutto per il trattamento delle cicatrici, delle iperpigmentazioni e delle rughe, ma ha dato risultati soddisfacenti anche nel trattamento della pelle impura e dai pori dilatati. Può essere integrata in qualunque trattamento estetico, ma non va eseguita in caso di tumore, eczema, herpes, neurodermite, cicatrici fresche o di qualunque processo infiammatorio in corso. Alla microdermoabrasione si può abbinare una vasta gamma di principi attivi; il più adatto è sicuramente l'acido ialuronico, che contribuisce a mantenere stabile il livello di idratazione della pelle.

→ ABLAZIONE CON CORRENTE GALVANICA A MEZZO IONOFORESI
Poiché amo molto usare questo metodo per trattare la pelle grassa, in questa sede lo descriverò in maniera più approfondita.
La ionoforesi è un metodo di trattamentonato originariamente in campo medico; viene usato per far penetrare in profondità nella pelle dei principi attivi medici o cosmetici (o l’acqua di rubinetto, quando viene eseguita per combattere la sudorazione eccessiva) sfruttando l'azione di una debole scossa elettrica.
Perché funzioni, i principi attivi devono avere di per sé un minimo di carica elettrica, altrimenti vanno sciolti in sospensione in un leggero elettrolita. Durante il trattamento la pelle non viene ferita ma, al contrario, ne vengono rafforzati i vasi sanguigni, migliorata la circolazione e riattivato il metabolismo; migliora anche il tono della muscolatura soggetta a rilassamento.
Che sia couperose o cellulite, quasi tutte le problematiche cutanee possono essere migliorate con la ionoforesi; soprattutto, però, si è rivelata particolarmente efficace in caso di pelle grassa e impura. Il trattamento ideale prevede l'uso della ionoforesi in abbinamento a una soluzione alcalina applicata sulla pelle, che permette una detersione profonda della cute e dei pori in particolare.
La ionoforesi scatena una reazione chimica nota come "saponificazione", con cui il grasso cutaneo viene trasformato in sapone; come risultato, il sebo può finalmente defluire e le impurità vengono rimosse facilmente e a fondo.
Anche la ionoforesi può essere integrata in qualunque trattamento da cabina. Il mio personale consiglio comunque, se le condizioni specifiche della pelle della cliente lo richiedono, è di eseguirlo come trattamento a sé.

 


La pulizia del viso è il trattamento più scelto dal pubblico maschile, oltre che dal pubblico femminile tra i 18 e i 30 anni. I trattamenti scelti dalle donne tra i 30 e i 40 anni si focalizzano più sul rendere la pelle idratata e luminosa, mentre oltre i 40 anni la scelta si orienta sui trattamenti antiage e anti-macchie. Nei grandi centri urbani, poi, molte clienti richiedono trattamenti detossinanti per ridurre gli effetti di smog e stress.
(Dati Treatwell)


 

Waltraud Böhme
Ha co-fondato e dirige l'Elite Fernakademie für Kosmetik und Wellness, accademia formativa per estetiste e operatori wellness.

 

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