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Sistemi esfolianti da cabina e da casa: caratteristiche, differenze e possibili applicazioni

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I peeling sono degli alleati meravigliosi: liberano la pelle dalle cellule morte e le permettono di risplendere. Con i giusti agenti esfolianti, si possono raggiungere gli strati più profondi della pelle e produrre un effetto antiage. I peeling rendono la cute più ricettiva e trasportano i principi attivi in profondità nel derma, arrivando anche a stimolare la sintesi di collagene. Ma quali sono i migliori trattamenti esfolianti? Quali bisogna usare, e quando? Come agiscono? Trovi tutte le risposte nelle prossime righe.

Scrub

Gli scrub sono la tipologia di peeling più acquistata e utilizzata. Il loro nome deriva dal verbo inglese “to scrub” che significa “sfregare", "strofinare”. Ne esistono sia per il corpo che per il viso, e i due tipi si differenziano tra loro per la forza abrasiva dei granuli che contengono. La parte granulosa può essere composta da perle di jojoba, silicio, frammenti di gusci di frutta secca o noccioli di frutta finemente triturati, semi di chia, polvere di caffè o altri ingredienti simili, scelti in virtù della loro capacità di abrasione meccanica, che permette di rimuovere delicatamente le cellule morte dall’epidermide. Oltre a ripulire la pelle, gli scrub contribuiscono anche a stimolare il metabolismo cutaneo e la circolazione sanguigna. Il risultato è una pelle più fresca e radiosa.
Gli scrub sono perfetti per eseguire peeling sul corpo, sui piedi e sulle mani; sul viso, invece, meglio riservare quelli più abrasivi solo alle pelli grasse o molto spesse! Chi ha la pelle sensibile, invece, dovrebbe maneggiare gli scrub con molta cautela: in caso di utilizzo intenso o troppo frequente, la loro azione può causare danni anche gravi.

TIP
In linea generale, gli scrub vanno applicati sulla pelle asciutta e massaggiati delicatamente, ma nella zona T o nelle aree in cui la pelle è più spessa è possibile esercitare una pressione lievemente maggiore. Avverti però la tua cliente di non sfregare troppo (neanche in quelle aree): il rischio è quello di irritare la pelle, se non addirittura di procurarsi delle piccole ferite.

Peeling enzimatici

Gli enzimi che si utilizzano in genere per questi peeling provengono dalla frutta, in particolare dall’ananas (la bromelina) o dalla papaya (la papaina). Questi enzimi provocano un'azione proteolitica, dissolvendo le proteine dell'epidermide (cioè la cheratina) e liberando così i pori. Esistono peeling enzimatici già pronti all’uso o, in alternativa, altri composti da due o più fasi: questi vanno mescolati con acqua fino a ottenere una consistenza morbida e cremosa (quasi una pappetta). Una volta raggiunta la consistenza desiderata, sono pronti per essere applicati sulla pelle. . I peeling enzimatici agiscono in modo delicato ma efficace e, dal momento che non contengono acidi (al contrario dei peeling chimici, di cui parleremo più avanti), non bruciano sulla pelle; talvolta possono provocare un leggero pizzicore che, però, non viene percepito come fastidioso neanche dalle pelli sensibili. Questi peeling, dunque, liberano la cute dalle cellule morte rendendola pronta a ricevere i principi attivi dei trattamenti successivi. Se hai delle clienti la cui pelle è particolarmente sensibile, comunicaglielo chiaramente fin da subito per evitare che ne siano colte di sorpresa. In virtù della loro azione delicata e non invasiva, i peeling enzimatici sono perfetti come trattamento domiciliare, diversamente da quelli a base acida che vanno eseguiti esclusivamente in istituto. Un buon protocollo di autocura prevede almeno due peeling a settimana; la frequenza delle applicazioni può aumentare, se necessario. Spesso si riescono a risolvere così alcune anomalie cutanee che hanno origine in profondità, e si possono addirittura minimizzare le cicatrici da acne o le iperpigmentazioni. I peeling enzimatici sono adatti a tutti i tipi di pelle, anche quelle sensibili

Peeling agli acidi della frutta

Gli acidi della frutta che si utilizzano per questi peeling appartengono alla famiglia degli alfa-idrossiacidi (abbreviati in AHA): sono acidi organici che, in natura, si trovano all’interno della frutta e di alcune piante. Tra questi ricordiamo l’acido glicolico (Glycolic Acid), l’acido citrico (Citric Acid), l’acido mandelico (Mandelic Acid) e l’acido tartarico (Tartaric Acid). Talvolta vengono impiegati, in alternativa agli alfa-idrossiacidi, i beta-idrossiacidi (abbreviati in BHA); tra questi ricordiamo l’acido salicilico, un potente pacchetto antibatterico che agisce sugli strati superficiali della pelle aiutando a contrastare inestetismi come acne, punti neri o pelle grassa. Più elevato è il pH del peeling, più leggero è il suo effetto: con una soluzione all’1-2% a pH 3-4, ad esempio, si ottiene un basso impatto irritante. L’acido salicilico si combina molto bene con l’acido glicolico, dando vita a un peeling ancora più efficace.

In virtù della loro azione delicata e non invasiva, i peeling enzimatici sono perfetti come trattamento domiciliare, diversamente da quelli a base acida che vanno eseguiti esclusivamente in istituto.

Apparecchiature

Le tecniche con macchinario più utilizzate per esfoliare la pelle sono la microdermoabrasione con cristalli e la microdermoabrasione "al diamante", che sfruttano un’azione meccanica per rimuovere le cellule morte dallo strato superficiale della pelle. La microdermoabrasione classica con cristalli (solitamente di corindone) consiste in un’abrasione meccanica controllata provocata da micro cristalli erogati ad alta velocità sulla pelle tramite un manipolo; i cristalli vengono poi aspirati dallo stesso congegno. L’aspirazione ha il vantaggio di praticare, contemporaneamente al "risucchio" dei cristalli, un leggero massaggio dei tessuti, che va a stimolare il metabolismo e a riattivare la circolazione sanguigna. La pelle è così pronta a ricevere adeguatamente i prodotti successivi e i loro principi attivi.
La microdermoabrasione al diamante, invece, prevede la rimozione dello strato superiore dell’epidermide grazie a un massaggio eseguito sulla pelle con un accessorio diamantato. Grazie a questo metodo ablativo, la cliente può vedere fin da subito un miglioramento nell'aspetto dell’incarnato. Attualmente sono disponibili dei sistemi 4-in-1 che integrano in un'unica apparecchiatura quattro funzioni diverse. Si può, quindi, effettuare con un unico dispositivo una prima detersione ed esfoliazione superficiale della pelle rimuovendo le cellule morte, applicare poi un delicato peeling agli acidi della frutta, eseguire una seconda detersione - questa volta più profonda - servendosi della microdermoabrasione con aspirazione e, infine, concludere introducendo nella pelle antiossidanti o altri principi attivi.
 

Proposta di trattamento con peeling agli AHA

  1. Detersione (durata: 5 minuti).
  2. Purificazione della pelle e preparazione al peeling (durata: 2 minuti).
  3. Peeling agli acidi della frutta con acido glicolico* (durata: 10-15 minuti).
  4. Neutralizzazione del peeling e pulizia completa della pelle (durata: 3 minuti).
  5. Applicazione di un siero, da far assorbire con gli ultrasuoni (durata: 10 minuti).
  6. Maschera (durata: 20 minuti).
  7. Chiusura di trattamento con applicazione di una crema giorno (durata: 5 minuti).

Tempo totale stimato per il trattamento: 55-60 minuti

*Consiglio: muoviti sul viso della cliente con un pennello, in modo da rendere meno fastidiosa la sensazione di pizzicore. Ricorda di non allontanarti dalla cabina durante il tempo di posa di un peeling agli alfa-idrossiacidi!

 

Mayleen Eraerts
Estetista, dirige un istituto di bellezza a Barsinghausen, in Germania. È specializzata in estetica antiage ed esperta di ingredienti cosmetici.

 

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