fbpx
BEAUTY FORUM

For Professional use only

Qualcuno per cui combattere

Qualcuno per cui combattere

  • Beauty Forum

L'uccisione da parte di un poliziotto dell’afroamericano George Floyd durante un arresto, lo scorso 25 maggio a Minneapolis, ha provocato ondate di sdegno e messo a ferro e fuoco varie città degli Stati Uniti. Alle proteste per Floyd si sono aggiunte ben presto quelle per la giovane Breonna Taylor, afroamericana, paramedico, morta sotto i colpi di arma da fuoco della polizia durante un’irruzione notturna - per molti ingiustificata - nel proprio appartamento. Gli episodi di George e Breonna non sono che la punta dell’iceberg: l’abuso di potere verso i cittadini di colore da parte delle forze dell’ordine è un fenomeno radicato negli USA. Ma d’altra parte, è trascorso appena qualche decennio da quando Rosa Parks rifiutò di cedere il proprio posto a sedere in autobus a un bianco, venendo addirittura arrestata per la sua sfrontatezza. I passi avanti fatti da allora, a partire dal movimento per i diritti civili degli afroamericani degli anni ‘60, si devono certamente all’impegno di esponenti di colore come Martin Luther King, ma anche a quello di tanti uomini bianchi che manifestarono con loro in prima linea.

E non è forse quello che è successo con il femminismo? A reclamare la parità di genere sono state (e sono) prima di tutto le donne, ma al loro fianco non sono mai mancati uomini capaci di comprendere e abbracciare la natura delle loro rivendicazioni. Qualcosa di simile accade anche quando si parla dei diritti delle persone LGBT+, al fianco delle quali combattono ogni giorno anche tanti “normalissimi” etero - e lo abbiamo visto nell’ambito delle variegate iniziative organizzate lo scorso giugno per il Pride Month.

I privilegi non sono selettivi: estenderli a una categoria di persone che non ne sta godendo non toglie nulla a chi già ne beneficia. Per un bambino occidentale è naturale poter ricevere un’istruzione; per chi vive in democrazia è scontato che i propri reati siano giudicati in un regolare processo; per un uomo è normale sostenere un colloquio di lavoro senza sentirsi chiedere se intende avere figli. Per altre categorie di persone - bambini poveri, sudditi di dittature, donne lavoratrici - non è così. La più grande battaglia di civiltà che si possa fare è quella che riguarda qualcun altro. Quella che ci spinge a scendere in piazza a reclamare qualcosa non per noi, ma per il nostro vicino più svantaggiato. E non si tratta di buonismo: la capacità di sposare una causa non nostra è ciò che più di ogni altra cosa ci distingue dalle altre specie animali. E va tutelata ad ogni costo.

Valeria Federighi

 

#BeautyForum, #inogninumero, #beautybusinesscoach, #BF_lug_ago20


Newsletter


zeroventi • Via Valprato 68 - 10155 Torino • p.i. 10222000019 • reg. imp. TO-1115102