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Consigli e precauzioni contro micosi e verruche

Insidie a bordo piscina

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Affinché l'acqua di una piscina rimanga il più limpida e pulita possibile, una parte di essa viene continuamente filtrata, disinfettata e restituita alla vasca attraverso appositi bocchettoni. Questo tipo di trattamento viene adattato al reale livello di sporcizia attraverso controlli continui della qualità dell'acqua.
Malgrado queste attenzioni, tuttavia, le piscine non sono affatto prive di germi e batteri, tanto che, dopo una giornata in piscina, le persone particolarmente sensibili possono sviluppare infezioni alle orecchie o agli occhi, infiammazioni cutanee o addirittura diarrea. I responsabili di questi problemi sono la Pseudomonas aeruginosa, la Clamidia Trachomatis, l'Escherichia Coli o il Cryptosporidium. Patologie più serie, comunque, possono essere escluse quasi del tutto: in una piscina è altamente improbabile il contagio da agenti patogeni pericolosi.

COME NASCE UN'INFEZIONE

Per quanto riguarda il bordo piscina, le docce e gli spogliatoi, invece, vale un discorso diverso. Lì, infatti, regna solitamente un ambiente caldo-umido, il "nascondiglio" perfetto dei patogeni responsabili di funghi e verruche. Il rischio di infezione è più alto se non si indossano le ciabatte: dopo un bagno, infatti, lo strato corneo della pianta del piede è ammorbidito, e la sua funzione barriera meno efficace. È vero che queste infezioni non portano a malattie potenzialmente letali, ma sono comunque estremamente fastidiose e spiacevoli.

IL PIEDE D'ATLETA

Il tipo di micosi che più frequentemente colpisce i piedi è la Tinea pedis, comunemente nota come "piede d'atleta". Compare solitamente negli spazi interdigitali dei piedi alcuni angiorni dopo la visita in piscina, ma può allargarsi anche alla pianta del piede. Le aree colpite iniziano a prudere e desquamarsi e, con l'aggravarsi dell'infezione, possono formarsi anche delle piccole ferite. I piedi sono certamente le aree più colpite, ma ciò non esclude che il fungo possa insediarsi in qualunque parte del corpo: l'infezione è particolarmente contagiosa e, se non si fa attenzione, c'è il rischio di contagiare aree di pelle sana semplicemente grattando o sfregando quella infetta (ad esempio con un asciugamano).

LE VERRUCHE

Neanche le verruche si manifestano immediatamente dopo il contatto con l'agente patogeno, diventando visibili solo dopo alcuni giorni o settimane. Lo stesso accade con il "mollusco contagioso", infezione virale causata dall'MCV (Molluscum Contagiosum Virus) che colpisce soprattutto i bambini e compare in particolare su mani, braccia e tronco: prima che se ne manifestino i sintomi possono volerci anche 2-7 settimane, arrivando fino a 6 mesi. Le verruche che colpiscono più spesso i piedi sono, invece, le classiche "verruche plantari" causate dal Papilloma Virus Umano (HPV): il loro tempo di incubazione non è ancora stato identificato con certezza, ma sembra che il patogeno possa rimanere silente anche per settimane se non mesi. Le verruche plantari possono essere estremamente dolorose, perché riescono a raggiungere gli strati di pelle più profondi.
Il fatto che vengano colpiti soprattutto bambini e ragazzi non esclude che ci si possa infettare a qualunque età. La verruca più diffusa è la "verruca comune" (o "verruca vulgaris"), che si manifesta dapprima come un nodulo piccolo e duro per poi cheratinizzarsi ed espandersi sulla pelle circostante.
Come il piede d'atleta, anche le verruche sono estremamente contagiose e, se non si presta la dovuta attenzione, possono essere trasportate in altre aree del corpo anche lontane dalla zona d'infezione - un fenomeno chiamato "autoinoculazione".

 

insidie bordo piscina 1Le verruche plantari crescono sulla pianta del piede. I piccoli punti neri visibili al centro sono i capillari che portano sangue alla verruca. Sono solitamente dolorose, ma possono essere trattate con successo con l'acido salicilico.

 

LA CORRETTA PREVENZIONE

Purtroppo, né il colore né la limpidezza dell'acqua di una piscina sono indicatori del numero di germi che vi nuotano dentro. Anche gli agenti patogeni responsabili del piede d'atleta e delle verruche sono invisibili. L'unica cosa che può ridurre il rischio di infezione è la prevenzione: indossare le ciabatte, mettere la crema prima del bagno e cercare di non bere l'acqua della piscina (per quanto possibile, naturalmente!). Quando si esce dalla vasca va fatta subito una doccia, tolto il costume bagnato e applicata la crema quando la pelle è asciutta. Non bisogna trascurare né i piedi, né gli spazi interdigitali: vanno asciugati subito, possibilmente con un asciugamano extra dedicato solo ai piedi. A proposito di asciugamani: andrebbero cambiati tutti regolarmente. Se si tende a soffrire di infezioni oculari o alle orecchie, è meglio indossare gli occhialini in vasca e, appena usciti, sciacquare accuratamente le orecchie con dell'acqua di rubinetto.
A proposito: fare una doccia accurata prima di entrare in vasca ed evitare di fare il bagno in caso di dissenteria, infezioni oculari, piede d'atleta o verruche contribuisce a ridurre il rischio di infezione per gli altri bagnanti.

IN CASO DI INFEZIONE

Cosa succede se, nonostante tutte queste accortezze, ci si prende comunque un'infezione?
Di norma, il piede d'atleta guarisce dopo alcune settimane di trattamento con pomate antimicotiche (prescritte dal medico) e un'attenta igiene dei piedi. Prima si inizia con il trattamento, meglio è. È importante continuare la terapia angiorni che dopo la scomparsa dei sintomi visibili per scongiurare il rischio di ricadute. Se l'infezione è così estesa da raggiungere la pianta del piede, il tallone e le unghie, potrebbe essere necessario assumere dei medicinali per via orale, ma la decisione spetta al medico curante.
Nel caso delle verruche, in teoria ci si potrebbe limitare ad aspettare: solitamente, infatti, spariscono da sole, ma potrebbero volerci anche alcuni mesi. Se sono molto fastidiose si può ricorrere a un approccio terapeutico concordato con il proprio medico, ma anche in questo caso bisogna avere pazienza: talvolta le verruche possono essere molto resistenti o addirittura riformarsi.
A proposito: calli, ipercheratosi e verruche hanno una forma molto simile, ma mentre le verruche sono contagiose, calli e ipercheratosi non lo sono. Per distinguere correttamente le une dagli altri serve l'occhio esperto di uno specialista.

ALTERNATIVE ALLA PISCINA

Chi vuole evitare i bordi piscina, le docce affollate e gli spogliatoi potrebbe preferire una giornata al mare o al lago, dove normalmente il pericolo di prendersi un'infezione micotica o una verruca è più basso. La carica batterica dell'acqua, però, è molto più elevata rispetto a quella di una piscina. Se poi vi scorrazzano anche degli uccelli acquatici, a germi e batteri possono unirsi larve di vermi come quelle di schistosoma, responsabili della cosiddetta "dermatite del bagnante" (o "del nuotatore"). Questa patologia non è contagiosa, tanto che il primo contatto con la pelle passa spesso inosservato, ma provoca una sensibilizzazione cutanea tale da causare eruzioni cutanee fortemente pruriginose, talvolta su tutto il corpo, quando vi si entra in contatto per la seconda volta. In ogni caso, da questa dermatite si guarisce normalmente in una ventina di giorni.
In conclusione, comunque, durante i periodi di calura estiva una giornata in piscina, al mare o al lago non possono che donare relax, ristoro e una piacevole pausa dal calore. Questo vale per la maggior parte dei bagnanti, che possono godersi questi momenti di relax senza spiacevoli conseguenze.

Lars Nothdurft
Laureato in chimica, si occupa di biochimica, analitica e ricerca qualitativa. È a capo del Regulatorory Affairs & Quality Management della Gustav Baehr GmbH.

 

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