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Partire dalla stagionalità per rilanciare i servizi di make up in istituto

Il trucco come opportunità

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Pensando ai servizi da offrire all'interno di un centro estetico, la voce "make up" è quella che più di altre solleva spesso grandi dubbi. Vale la pena investire in un'offerta completa, gestendo tutte le referenze che le tendenze moda propongono? Meglio limitarsi al servizio di trucco sposa e non appesantire il magazzino? O, nel dubbio, è il caso di rinunciare completamente al make up e buttarsi su altri servizi?
Ovviamente la scelta dipende in primis da quanta competenza c'è in materia tra i membri dello staff, ma soprattutto da quale punto di vista si vuole guardare l'argomento make up per cogliere l'opportunità di utilizzarlo come strumento per coinvolgere la clientela e aumentare il fatturato.

A MISURA D'ISTITUTO

Partiamo dal fatto che, in estetica, il compito più importante è quello di prendersi cura della pelle, esaltarne la bellezza e lo stato di salute: questo già ci orienta verso uno stile "natural chic", con look che mettano in evidenza lo sguardo e sottolineino i punti di forza del viso, valorizzando la pelle; non avremo dunque l'esigenza di eccessivi correttori, basi coprenti e contouring complessi. Questo ci permette, dunque, di alleggerire notevolmente già a monte il numero di referenze da gestire, e soprattutto di poter offrire un servizio di make up essenziale, volto a insegnare alle clienti i gesti di base per un trucco facile e veloce da eseguire, replicabile ogni giorno davanti allo specchio di casa. Spesso, quando organizzo eventi negli istituti, raccolgo l'entusiasmo delle clienti non tanto per aver fatto loro un make up eccellente, quanto piuttosto per aver insegnato loro i piccoli segreti per apparire belle e in ordine con semplicità.
Ecco allora che il make up può diventare occasione per coinvolgere anche le clienti più orientate ad altri servizi estetici, come ad esempio il nail, ma soprattutto un'opportunità per iniziare a parlare di viso, per consigliare i prodotti giusti per lo strucco e la detersione, per insegnare alle clienti che il make up non è solo tendenza e moda, ma che la qualità del prodotto gioca un ruolo determinante nel tutelare la salute e la bellezza della pelle e che la scelta del cosmetico giusto completa la beauty routine.
Per fare questo è indispensabile affidarsi a brand di qualità, che mettano in primo piano le caratteristiche del cosmetico e che siano coerenti con le scelte che sono state fatte per i prodotti da cabina e per quelli domiciliari: alle clienti deve arrivare il messaggio che solo una professionista della cura della pelle può suggerire il prodotto giusto anche per quanto riguarda il trucco.
Un'altra opportunità offerta dal make up all'interno di un centro estetico è quella di avere degli argomenti legati alla stagionalità, che possono essere inerenti al look - tendenze di stagione, idee per feste e ricorrenze... - oppure alla scelta del cosmetico in base alle esigenze della pelle - ad esempio nel periodo estivo o quando fa molto freddo, o ancora in base alla tipologia di pelle. Se dunque la bellezza è una manifestazione visiva di uno stato di benessere, sentire la propria pelle confortata e non appesantita da un prodotto "estraneo" permette di esaltarne lo splendore.

IL MAKE UP ESTIVO

Partiamo allora dalla stagione in corso: quali suggerimenti per il trucco dell'estate? Prima di tutto, una considerazione: nei mesi più caldi, la sfida per molte donne è gestire il make up con la sudorazione del viso. Questa genera due problemi: da un lato, può compromettere la tenuta del make up durante l'arco della giornata; dall'altro, può aumentare fastidiosamente se abbinata a una base sbagliata, troppo occlusiva. Per questo occorre usare fondotinta leggeri e traspiranti, seguiti da polveri assorbenti impalpabili. Un'altra alternativa è quella di sfruttare i primi cenni di abbronzatura e sostituire il fondotinta con dei correttori uniformanti; in commercio ne esistono di differenti tipologie, ma personalmente ritengo la EE Cream la soluzione migliore.

LE CREME DELL'ALFABETO

Facciamo un passo indietro: a cosa fanno riferimento le cosiddette creme "dell'alfabeto" (BB Cream, CC Cream, DD Cream ed EE Cream)? Per spiegarlo, dobbiamo appellarci alla cosiddetta cosmetologia della luce, il cui argomento chiave riguarda l'invecchiamento della pelle, che sul viso si distingue in modo reale e percepito. La pelle, con il passare del tempo, perde la sua originale luminosità, principalmente a causa della riduzione della compattezza e quindi della capacità di riflettere la luce. Approfondiamo il tema dei colori nei correttori con l'aiuto del chimico dottor Eugenio Vuillermin.

"I prodotti cosmetici noti come correttori sono creme che contengono nella loro formulazione particelle colorate che, a contatto con la pelle, ne trasformano la texture. Il segreto di questa trasformazione risiede nelle proprietà chimiche dei coloranti, e in particolari dei cromofori.
Il cromoforo è un raggruppamento di atomi che ha la capacità di assorbire determinate lunghezze d'onda della luce restituendo all'occhio umano un determinato colore. Un esempio è il carotene, composto chimico che dà colore a molti frutti e verdure (come le carote): questa molecola assorbe effettivamente le lunghezze d'onda nella gamma blu dello spettro visibile, ma riflette il colore complementare arancione (rosso + giallo). Un prodotto contenente carotene ci appare quindi arancione.
I cromofori conferiscono ai pigmenti, molecole che li contengono, le caratteristiche proprietà di assorbimento della luce e la capacità quindi di modificare il colore di un materiale. La classificazione dei pigmenti si basa sulla loro natura e origine, per cui i pigmenti possono essere suddivisi principalmente in inorganici e organici, naturali e sintetici.
Nei correttori si utilizzano di solito pigmenti inorganici naturali come, ad esempio, l'ossido di ferro o il biossido di titanio. Dato che i pigmenti hanno la capacità di sciogliersi nei comuni solventi come l'acqua o l'olio, vengono incapsulati in particelle che hanno la parete esterna formata da zuccheri, come se fossero delle piccolissime caramelle rotonde. Queste capsule sferiche, di colore grigio chiaro, non sono visibili a occhio nudo e si rompono liberando il loro contenuto solo al momento dell'applicazione sulla pelle."

In sintesi possiamo dire che, giocando con la luce, si può migliorare la luminosità del viso uniformandone l'incarnato e valorizzandolo grazie a particelle riflettenti che creano un effetto sfumato. L'origine di questi prodotti è da attribuire alla cosmesi orientale: la pelle delle donne orientali ha infatti una maggiore tendenza alla formazione di macchie, ed è per questo motivo che è nata l'esigenza di ricorrere a prodotti cosmetici capaci di uniformare il colorito.

 

trucco come opportunità 1I cromofori del carotene conferiscono al pigmento il colore arancione.

BB, CC, DD O EE?

Nate in Corea e Giappone, le creme dell'alfabeto hanno avuto grande successo anche nel mercato occidentale. La prima ad arrivare, nel 2012, è stata la BB Cream (Blemish Balm), che unisce la funzionalità di una crema base da giorno a un leggero colore. Più simile al fondotinta la CC Cream (Colour Control), che potrebbe essere definita un "make up idratante". Con un boom nel 2013, questa crema è più indicata per chi ha evidenti imperfezioni e discromie. "Daily Defence" o "Dynamic Do all cream" sono invece gli acronimi della DD Cream, arrivata nel mercato occidentale tra il 2013 e il 2014. Ulteriore evoluzione delle creme precedenti, la DD punta sulla difesa contro l'invecchiamento e si arricchisce, per questo, di principi attivi antiossidanti. La EE Cream (Energy Enhancing), infine, va oltre all'idratazione o all'azione antiage: questa crema, infatti, non mira solo a uniformare il viso, ma soprattutto a dargli energia, che come abbiamo visto è l'elemento chiave della luminosità.
Tutti i correttori di cui abbiamo parlato, ovviamente, non sostituiscono il siero o la crema, ma svolgono una funzione complementare ad essi; è quindi indispensabile che siano di qualità elevata, coerenti con l'abituale beauty routine.

IL RUOLO DELL'ESTETISTA

Il ruolo dell'estetista diventa dunque importante anche nella scelta del make up, che dovrebbe essere presente in istituto esattamente come tutti gli altri prodotti cosmetici normalmente inseriti in qualunque rivendita. Molte di noi nel periodo di quarantena sono rimaste vicine alle clienti utilizzando strumenti tecnologici come social e piattaforme; ora più di prima occorre continuare a mantenere un legame stretto con le clienti, coinvolgendole il più possibile in qualsiasi attività dell'istituto, tenendo alta la loro attenzione e risvegliando l'interesse anche delle clienti meno coinvolte dai trattamenti viso e corpo - ovvero quelle tradizionalmente legate all'estetica di base. Offrire tutto ciò di cui la cliente ha bisogno significa fidelizzarla, evitando di rischiare di perderla in esperienze di acquisto differenti.

Elena Frigerio
Formatrice tecnica e consulente Beauty & Wellness.

Eugenio Vuillermin
Dottore in Chimica Industriale.

 

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