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IDEALI DI BELLEZZA DAL MONDO

La Più Bella del Reame

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IDEALI DI BELLEZZA DAL MONDO - Il concetto di "bello" non è lo stesso in tutto il mondo, ma cambia immensamente da Paese a Paese. Non ci credi? Continua a leggere: scoprirai che la bellezza ha davvero mille volti, e che non esiste un modo univoco per definirla.

C'è la bellezza eterea delle ragazze francesi, con il loro iconico "je ne sais quoi", ma c'è anche il fascino esuberante delle donne colombiane dal seno prosperoso, la vita sottile e i fianchi sinuosi. È proprio vero che "non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace"! Ogni Paese del mondo ha un suo standard di bellezza, e questo ha un impatto culturale profondo e duraturo su cosa donne e uomini trovino "bello".
Fermo restando che la bellezza sta negli occhi di chi guarda, ciò che è bello e desiderabile in un Paese può essere percepito come insolito da un osservatore che viene da un'altra parte del mondo, e questo vale soprattutto per quelle caratteristiche che inconsciamente vengono associate allo status sociale di una persona.

LA BELLEZZA COME STATUS

Se in Europa o negli Stati Uniti sei snello e atletico vieni automaticamente visto come una persona benestante e di successo; in Africa occidentale (Mauritania e Nigeria, ad esempio) succede, invece, l'esatto opposto: le donne più ammirate sono quelle dalle forme morbide e rotonde, perché la loro "pienezza" è simbolo di prosperità e agiatezza economica - solo chi è abbastanza ricco, infatti, può permettersi pasti abbondanti.
A proposito di benessere economico: alcune statistiche hanno registrato in Iran la più alta percentuale di rinoplastiche al mondo. Questo trend affonda le sue radici addirittura nell'antico Impero Persiano, quando avere un naso piccolo e grazioso era un must: faceva sembrare gli occhi più grandi, altro ideale di bellezza molto ambito. Il desiderio di avere un naso piccolo e longilineo sopravvive ancora oggi, tanto che le donne che si sottopongono alla rinoplastica sono moltissime; quasi tutte, inoltre, tendono a portare le bende dell'operazione anche per molto tempo dopo l'intervento: sono un modo per palesare il proprio benessere economico, che ha permesso loro di sottoporsi alla costosa procedura chirurgica. 

“Ogni Paese del mondo ha un suo standard di bellezza, e questo ha un impatto culturale profondo e duraturo su cosa donne e uomini trovano "bello.”

UNA "TINTA" DIVERSA

Se in Occidente pensiamo che un incarnato abbronzato sia molto chic, questa concezione "sbiadisce" sensibilmente se ci spostiamo verso l'Oriente.
Le donne coreane lavorano molto per mantenere la propria carnagione chiara, rispondendo a un ideale di bellezza che affonda le sue radici nell'antichità (quando, cioè, avere la pelle abbronzata significava appartenere a una classe sociale inferiore). Per mantenere un incarnato "di porcellana", la pelle deve essere prima di tutto idratata, curata e dall'aspetto giovane.

RIDERE DI BELLEZZA?

Avere un bel sorriso, con denti dritti e regolari, viene associato alla bellezza nella maggior parte dei Paesi. In Giappone, invece, accade quasi l'opposto: le giovani donne si rivolgono a cliniche odontoiatriche per modificare i propri canini, facendoli apparire storti e sporgenti. Questo look "da vampiro", chiamato "yaeba", viene ritenuto grazioso perché percepito come un simbolo di giovinezza e di bellezza naturale. 

MORE IS MORE

Anche le donne francesi, in un certo senso, navigano controcorrente. Al bando correttori in stick o matite per le sopracciglia: per loro, i piccoli difetti individuali vanno messi in risalto!
Questo, in un certo senso, ricorda le pratiche decorative della tribù Karo, stanziata in Etiopia, e del popolo nomade Dinka, originario del Sud Sudan. Queste pratiche prevedono la scarificazione: l'incisione della pelle con una lama per creare dei disegni o dei simboli che viene considerata una bellissima forma d'arte e un rito di passaggio nell'età adulta.
"Mostra chi sei veramente", invece, non è uno standard concepibile per le donne russe, che amano e praticano moltissimi artifici di bellezza. Il motto che a loro si addice di più è: "more is more". Durante quello che, un tempo, era l'Impero degli Zar, le donne investivano molta fatica (e molte risorse) per migliorare il loro aspetto. Perché? Probabilmente perché la competizione era spietata: in Russia, statisticamente, sembra ci fossero più donne che uomini.

la più bella del reameIn Tagikistan, il "monosopracciglio" folto e peloso è stato considerato per molto tempo uno standard di bellezza molto ambito.

ROTONDITÀ BRASILIANE

Il massimo ideale di bellezza, in Brasile, è avere le curve giuste nei punti giusti. Seni prosperosi e vita sottile, infatti, non sono tanto ambiti quanto fianchi proporzionati e sinuosi e, soprattutto, gambe e glutei muscolosi e tonici. È soprattutto il sedere ad essere al centro della scena: deve essere abbastanza sodo e rotondo da attirare l'attenzione sulle spiagge di Rio De Janeiro, dove le persone adorano "risparmiare" sulla stoffa. 
Oltre al lato B, in Brasile devono essere "importanti" anche le sopracciglia, che la moda vuole folte e curate. Questo, però, non succede solo in Brasile: anche in Tagikistan le sopracciglia folte sono una caratteristica molto apprezzata e, se possibile, vengono portate ancora più spesse e selvagge. Non ci credi? Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

UNA QUESTIONE DI PELI

In Tagikistan, uno stato dell'Asia centrale senza sbocco sul mare, il "monosopracciglio" folto e peloso è stato considerato per molto tempo uno standard di bellezza assoluto tra le donne. Il motivo? Una superstizione molto diffusa: si credeva, infatti, che più erano attaccate le sopracciglia, più stretta sarebbe stata la relazione della donna con il proprio marito. Non solo: il folto monosopracciglio era anche considerato un simbolo di purezza e verginità.

UNA PELLE DECORATA

I tatuaggi vengono percepiti in molti modi: sono un simbolo di ribellione per gli adolescenti occidentali arrabbiati con il mondo, oppure un modo per identificarsi con un particolare gruppo sociale. Per molte altre popolazioni, invece, l'arte del tatuaggio assume un significato più simbolico e culturale.
Le popolazioni Maori della Nuova Zelanda decorano da secoli il proprio corpo - viso e labbra compresi - con dei disegni dai tratti decisi di colore nero o blu scuro chiamati "Moko" (o "Ta Moko"). Li sfoggiano tutti, sia gli uomini che le donne. Le donne, in particolare, si fanno tatuare soprattutto mento e labbra (e, talvolta, anche la fronte e le narici) e i disegni rivestono due principali funzioni: sono un segno di bellezza e un simbolo di appartenenza a un uomo della tribù.

PRONTI A TUTTO PER LA BELLEZZA?

Le popolazioni Kayan, stanziate in Myanmar, hanno un ideale di bellezza femminile a dir poco singolare: per loro, simbolo di vera bellezza è una donna con il collo molto lungo. Per questo motivo, alcune ragazze vengono scelte già all'età di cinque anni per indossare degli anelli in ottone, in argento o in oro intorno al collo.
Partono inizialmente con sei anelli e ne aggiungono uno ogni anno fino al loro matrimonio, momento in cui raggiungono il numero massimo di anelli. Il collo di queste donne arriva, così, a essere lungo anche 40 cm, e non è raro che la "pila" sia talmente alta e scomoda da rendere difficili addirittura dei semplici movimenti come girare la testa. In fondo, però, la bellezza richiede dei sacrifici - oppure no?

 

Judith Lorenzon
Prima di dedicarsi all'industria della bellezza ha lavorato per la rivista politica tedesca "Tagesspiegel". Oggi vive a Torino e si occupa di beauty trend per magazine e riviste specializzate.


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