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USO DEGLI OLI IN MANICURE E PEDICURE

Nutrimento Prezioso

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USO DEGLI OLI IN MANICURE E PEDICURE - Il relax è sicuramente una delle componenti più ricercate in un trattamento estetico, e in questo contesto i protagonisti sono sicuramente gli oli. Ce ne sono di diversi tipi: dai più fluidi ai più densi, da quelli vegetali a quelli sintetici. Quali sono i migliori?

Gli oli sono tra gli ingredienti più utili e versatili che l'estetista abbia a disposizione nel suo arsenale. Il nome deriva dalla parola latina "oleum", che veniva usata per indicare una soluzione organica disciolta in acqua e che, a temperatura ambiente, diventava di consistenza fluida.
Gli oli che si usano in estetica sono disponibili in molte tipologie e numerose texture, così da adattarsi a ogni tipo di esigenza. Li dividiamo in 3 gruppi principali:

  • gli oli minerali, come la paraffina e i siliconi;
  • gli oli/burri di origine vegetale o animale, come i trigliceridi a catena media o gli acidi grassi insaturi;
  • gli oli essenziali, ovvero gli oli aromatici e ricchi di principi attivi che vengono ricavati dalle piante. 

Gli oli minerali sono lipofili e chimicamente molto stabili; penetrano poco nella cute e creano sulla superficie una sorta di "pellicola" occlusiva che trattiene calore e idratazione. Se vengono lasciati troppo a lungo sulla pelle, però, ne alterano l'equilibrio rendendola più "pigra" e inerte. L'utilizzo di questi oli è molto controverso ed è da tempo oggetto di discussione: sembra, infatti, che le miscele di idrocarburi contenuti in questi oli possano accumularsi nei linfonodi, nel fegato e nei reni. Si presume, inoltre, che gli idrocarburi aromatici siano cancerogeni e mutogeni. Va detto, però, che l'obiettivo principale degli oli minerali nei prodotti di skin care è quello di garantirle un'adeguata protezione.

OLI VEGETALI

Gli oli e i burri vegetali sono prodotti di origine naturale che vengono ricavati dalla lavorazione di frutti, noccioli e semi grazie a diversi processi di estrazione. Vengono impiegati soprattutto nei massaggi, dove svolgono la funzione di lubrificante e di olio vettore per la diluizione degli oli essenziali. Da un punto di vista biologico, contengono elementi nutritivi e sostanze di riserva che non sono presenti negli oli essenziali.
Gli oli vegetali penetrano molto bene nella pelle e aiutano a ricostituirne il corretto equilibrio lipidico senza ostruire i pori. Hanno, però, anche lati negativi: non vantano un lungo periodo di conservazione, vengono degradati facilmente dall'azione dei microorganismi e si ossidano se entrano in contatto con l'ossigeno (ovvero, se vengono lasciati all'aria).

PIÙ FLUIDO O PIÙ DENSO?

La scelta della consistenza dell'olio dipende dal tipo di massaggio che si andrà a eseguire: per quelli più delicati va usato un prodotto fluido, mentre per i massaggi muscolari serve un olio più denso e robusto, così da riuscire a lavorare sui muscoli in profondità senza perdere la presa sulla pelle.
Se l'olio contiene un'alta quantità di acidi insaturi sarà più fluido; se, invece, contiene molti acidi grassi saturi sarà più denso e corposo.
Alcuni esempi:

  • L'olio di jojoba è inodore ed estremamente facile da riscaldare, ma è anche molto caro;
  • L'olio di mandorle è un olio fluido caratterizzato da un profumo leggero; è una valida alternativa all'olio di jojoba;
  • L'olio di sesamo è molto fluido e viene usato soprattutto nei massaggi ayurvedici;
  • L'olio di vinaccioli è più denso e scuro ed è caratterizzato da un profumo che ricorda quello del vino; ha, inoltre, un alto punto di fumo;
  • L'olio di cocco si solidifica quando si trova al di sotto dei 25 °C (motivo per cui viene chiamato anche "burro di cocco"); prima di usarlo per un massaggio va riscaldato.

Il ruolo del sebo

Le ghiandole sebacee hanno un ruolo fondamentale per la salute della pelle: il sebo, infatti, mantiene costante il naturale livello di grasso cutaneo. Se non se ne produce abbastanza, però, si può ricorrere a prodotti dalla formulazione simile a quella del sebo per supportare efficacemente la pelle con la loro funzione protettiva.
Gli oli e i burri vegetali saturi e insaturi sono tra i prodotti più amati a questo scopo: contengono, infatti, dei grassi simili a quelli della pelle e sono molto delicati e ben tollerati. Contengono anche molti altri principi attivi utili, tra i quali:

  • Acidi grassi essenziali come l'acido alfa- e gamma-linoleico e l'acido linoleico, che hanno un'azione antinfiammatoria e aiutano a rinforzare la barriera cutanea (come anche l'acido palmitico).
  • Sostanze vegetali secondarie (fitosteroli), simili al colesterolo contenuto nella pelle.
  • Vitamine e sali minerali come la vitamina E, che favorisce la capacità dello strato corneo di trattenere l'idratazione e ha inoltre un'azione antinfiammatoria e cicatrizzante.

Il sebo: il segreto delle ghiandole sebacee
Il sebo è essenziale per il mantello idrolipidico della pelle ed è composta da:

  • Colesterolo;
  • Estere di colesterolo;
  • Digliceridi;
  • Acidi grassi saturi liberi;
  • Squalene;
  • Trigliceridi (in particolare acido palmitico);
  • Esteri di cera (in particolare acido linoleico).

SPREMITURA A CALDO O A FREDDO?

Gli oli ottenuti con la spremitura a freddo vengono estratti con un metodo estremamente delicato: sono, quindi, più ricchi di principi attivi e hanno una fragranza più intensa che, se necessario, può essere mitigata con l'aggiunta di un olio essenziale. 
Gli oli ottenuti con la spremitura a caldo sono molto diffusi e garantiscono elevate prestazioni; sono meno costosi rispetto a quelli estratti a freddo, ma nel processo perdono molte vitamine e sostanze grasse importanti.
Esiste ancora un terzo metodo di estrazione: quella cosiddetta chimica. Questo metodo permette di ottenere grandi quantità di prodotto che, però, deve essere ripulito dopo l'estrazione. L'olio finale perde, quindi gran parte delle sue sostanze grasse.
Un consiglio: scegli sempre un olio biologico completamente naturale.

OLI E DIABETE

Se hai delle clienti che soffrono di una neuropatia periferica causata dal diabete, non usare oli durante la pedicure: renderebbero la pelle eccessivamente grassa e, dal momento che la patologia potrebbe interessare anche il sistema nervoso autonomo - quello che regola la sudorazione -, rischi non solo di far diminuire la secrezione di sudore, ma anche di impedire agli strati interni e intra-cellulari dell'epidermide di legarsi all'acqua, causando così il surriscaldamento della pelle. Inoltre, se sulla pelle viene applicata una dose eccessiva di olio, i pori si ostruiscono e la termoregolazione dei piedi, che già non funziona correttamente, peggiora ulteriormente.
Per non correre rischi, prediligi dei prodotti in crema a base di ingredienti altamente idratanti come l'urea.

Ursula Maria Schneider
Titolare di Drehpunkt Fuß a Wiesbaden (Germania), centro specializzato in trattamenti per i piedi, è insegnante, consulente e scrive su riviste di settore.


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