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CONSEGUENZE DELLA MASCHERINA SULLA PELLE

Protezione Sì, Irritazioni No!

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CONSEGUENZE DELLA MASCHERINA SULLA PELLE, PARTE 1 - Dobbiamo rassegnarci: ormai le mascherine sono diventante compagne fisse della nostra quotidianità e continueranno a esserlo per molto tempo. Indossarle tutti i giorni, però, può avere delle conseguenze spiacevoli per la nostra pelle: vediamo quali e cosa fare per contrastarle.

Molte persone sono abituate a indossare quotidianamente la mascherina e a tenerla su naso e bocca anche per molte ore al giorno (pensiamo, ad esempio, al personale medico o agli operatori sanitari); tutti gli altri, invece, hanno dovuto imparare a convivere con questa nuova "compagna di vita" praticamente da zero a causa del ben noto Covid-19, con tutti i disagi che ne sono conseguiti.
Da quando indossare la mascherina nei luoghi pubblici è diventato obbligatorio, sempre più persone stanno notando reazioni insolite sul loro viso: non è raro, infatti, che compaiano pustole, irritazioni e aree di pelle sensibile nei punti in cui la mascherina (chirurgica o in tessuto che sia) tocca la pelle. Sempre più clienti si stanno quindi rivolgendo all'estetista per trovare una soluzione a questi fastidiosi inestetismi.
Ovviamente non si discute sul fatto che sia necessario indossare la mascherina per cercare di contenere il più possibile la diffusione del Coronavirus; ciò di cui possiamo fare a meno sono, invece, le impurità e le irritazioni cutanee che questa provoca.
In media, una pelle sana e stabile è più resistente alle aggressioni esterne rispetto a una pelle già danneggiata e stressata: è quindi molto importante scegliere prodotti cosmetici che ne ottimizzino la struttura interna e la rendano più resistente alle aggressioni esterne. In questo contesto, la beauty routine domiciliare gioca un ruolo chiave nella buona riuscita del percorso di trattamento e contribuisce in maniera determinante a migliorare la struttura della pelle. Quando fai il colloquio preliminare con la tua cliente, quindi, la prima cosa che dovresti chiederle è quale sia la sua (reale) routine di bellezza a casa, così da capire se sta usando dei prodotti che potrebbero interferire con quelli che impieghi in cabina.
Il mio consiglio: sul lungo periodo, l'utilizzo abituale di prodotti con principi attivi lenitivi è molto più piacevole per la pelle rispetto all'applicazione frequente di peeling (ad esempio quelli agli acidi).

Se la tua cliente teme che indossare la mascherina possa causarle delle impurità cutanee, spiegale che per non correre questo rischio non deve risparmiare sulla sua beauty routine serale. È molto più facile prevenire un problema rispetto a doverlo risolvere in un secondo momento.

COSA CAUSA QUESTE IMPURITÀ?

Quello che le mascherine causano alla pelle è stato battezzato con il neologismo "maskne": si tratta di un inestetismo molto simile all'acne classica e che compare soprattutto a chi ha una predisposizione a soffrire di pelle impura.
La differenza tra "acne vulgaris" e "maskne" è da ricercare nella loro origine: mentre, infatti, la "vulgaris" compare tendenzialmente per colpa di squilibri ormonali (non a caso è più frequente durante pubertà o nei periodi di maggiore sbalzo ormonale), la "maskne" è provocata dall'irritazione meccanica - pressione, tensione, attrito, stiramento, pizzicamento o trazione - che la mascherina esercita sul viso.
Lo sfregamento continuo sulla cute provoca una combinazione di prurito e pressione che irrita la pelle e innesca la formazione di impurità. A peggiorare la situazione, poi, ci pensa la respirazione, che creando calore e umidità stimola ulteriormente la produzione di sebo. La combinazione di sebo, umidità e calore in eccesso, infatti, si trasforma nel piatto principale per i batteri responsabili della pelle impura.
Anche la pressione della mascherina sul viso contribuisce alla comparsa della maskne. I punti interessati sono ben visibili quando togliamo la mascherina e corrispondono alle aree in cui la pelle è "segnata". Questo stress contribuisce a tappare i pori, cosa che provoca una sovrapproduzione di sostanze oleose. I pori sono come dei piccoli tubi che corrono all'interno della pelle e dentro i quali scorrono le sostanze oleose che dovrebbero fuoriuscire dalla cute: se questi tubicini sono piegati o schiacciati, il sebo e le altre sostanze non saranno più in grado di fluire liberamente e rimarranno intrappolati all'interno della pelle, causando la formazione di pustole e infiammazioni.

Nella seconda parte dell'articolo scopriremo come trattare irritazioni e secchezza cutanea causati dalla mascherina.

COME PROTEGGERSI

  1. Se la tua cliente deve indossare la mascherina per molte ore al giorno, consigliale di tenere sempre a portata di mano un tonico detergente antibatterico (possibilmente biomimetico e adatto alla pelle sensibile) e di usarlo per tamponare l'area interessata almeno una o due volte al giorno - un gesto molto più pratico rispetto a pulire l'intero viso più volte nel bel mezzo della giornata! Tra i principi attivi antibatterici ricordiamo l'acido lattico e l'olio di legno di rosa. Qualunque sia il tonico scelto, comunque, l'importante è che il prodotto non secchi troppo la pelle, altrimenti si innescherebbe un'ulteriore produzione di sostanze oleose - ovvero, l'esatto opposto di quello che la cliente sta cercando di ottenere.
  2. Per non rischiare di seccare la pelle si può ricorrere a prodotti a base di acido ialuronico, di allantoina o di D-pantenolo.
  3.  Il momento migliore in cui la pelle si rigenera è la notte. Prima di mettersi a letto, quindi, la cliente dovrebbe detergere accuratamente il viso (anche se durante il giorno non ha indossato make up). La detersione serale è particolarmente importante, perché durante il giorno la cliente ha sudato sotto la mascherina. È molto difficile pulire ordinatamente una parte del viso più volte durante la giornata: per questo, sfruttare l'occasione della beauty routine serale per dare sollievo e freschezza alla pelle diventa un gesto di fondamentale importanza.

protezioneSi_irritazioneNo1Le impurità cutanee causate dalla mascherina non sono una rarità.

protezioneSi_irritazioneNo2Le maschere da lasciare in posa durante la notte possono essere molto utili.

Consigli per l'estetista

Siamo sopravvissute ai primi mesi di visiera e mascherine FFP2. A causa delle tante ore di lavoro necessarie per accontentare tutte le clienti, molte di noi rimangono "imprigionate" dai dispositivi di protezione individuale anche per ore. In questo periodo ho notato che persino colleghe soggette da sempre alla pelle secca hanno iniziato a sviluppare dei brufoletti. In effetti, abbiamo una mascherina sempre addosso, e la nostra pelle ne risente: si formano piccole pustole di calore, proprio come succede alle cosce quando sfregano una contro l'altra. Le maschere purificanti a base di argilla possono davvero salvarci la pelle, oltre a regalarci un lussuoso momento di relax e di pace!

BEAUTY ROUTINE

  • La tua cliente dovrebbe iniziare la giornata pulendo il viso con un detergente delicato e antibatterico e che contenga ingredienti come Sodium Cocoyl Glutamate (un tensioattivo vegetale privo di conservanti), acido lattico e sostanze antibatteriche contenute nel burro di cocco come, ad esempio, il Coco Glucoside (altro tensioattivo delicato) o l'oleato di glicerile, estere di acido grasso particolarmente emolliente. Spiega chiaramente alla cliente di non usare il burro di cocco puro sul viso, però, perché peggiorerebbe solo la situazione! I suoi grassi saturi a catena lunga ostruirebbero ancora di più i pori, aumentando la formazione di impurità invece di rimuoverle.
  • La cliente può tranquillamente applicare una maschera viso calmante e antibatterica una volta ogni due giorni; sta a lei decidere se farlo solo sull'area su cui indossa la mascherina, oppure se concedersi un momento di puro relax applicandola sull'intero viso (contorno occhi escluso).


Evelyne Fleischer
Estetista e Spa Manager diplomata CIDESCO, è titolare del centro estetico a vocazione vegana "Living - Medical Beauty & Spa".


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