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SCREPOLATURE e RAGADI ai piedi

Crepe Dolorose

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SCREPOLATURE, RAGADI & CO. - Con il cambio di stagione, cambia anche la struttura della pelle che, in inverno, diventa secca ed estremamente screpolata. Se succede sui piedi, però, la secchezza può aprire delle vere e proprie "fissure" nella pelle, estremamente dolorose e difficili da risolvere. Ecco come si formano e come risolverle.

Quando la pelle diventa estremamente secca e fragile, spesso capita che vi si aprano delle vere e proprie "spaccature" più o meno profonde; possono formarsi ovunque, ma l'area in cui compaiono più spesso sono i talloni. In un primo momento sono quasi impercettibili ma, se vengono trascurate, possono diventare sempre più profonde e provocare addirittura fastidi e dolori lancinanti. A peggiorare la situazione ci pensa la sovrapproduzione di cellule cornee, che aumenta con l'aumentare della secchezza e rende queste screpolature (chiamate "fissure") sempre più profonde. Se non vengono prese per tempo delle contromisure adeguate, chi ne soffre ci metterà molto tempo a risolvere il problema.

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La pelle va curata anche dopo il trattamento in cabina. Per ottenere dei buoni risultati si possono utilizzare dei preparati a base di urea.

Nei casi di secchezza più grave, in cui c'è un massiccio accumulo di cellule morte, vanno usati prodotti con il 15% di urea. Il trattamento, però, è solo temporaneo e non va proseguito a lungo.

In caso di pelle secca, desquamata e attraversata da screpolature sottili, vanno usati prodotti con il 10% di urea. Il trattamento è da intendere come applicazione a lungo termine.

Se la pelle è abbastanza elastica, non presenta screpolature e deve solamente mantenere la sua struttura, vanno bene i prodotti con il 5% di urea.

Questi preparati vanno applicati ogni 1-2 giorni. Pause più lunghe non porterebbero ad alcun beneficio.

DI COSA STIAMO PARLANDO?

Quelle che, in linguaggio tecnico, si chiamano fissure vengono comunemente chiamate anche "ragadi". Le ragadi sono dei tagli lisci e talvolta profondi nello strato corneo che, nei casi più gravi, possono arrivare fino al derma, sanguinare e addirittura infettarsi. Possono essere molto dolorose e, spesso, il loro processo di guarigione è lungo e non sempre facile.

FISSURE NELLA PELLE

Va detto che, in podologia, "ragade" non è un termine prettamente medico, ma viene comunque usato dai terapisti per far capire al paziente il livello di fissurazione della pelle. In caso di pelle secca, infatti, si possono raggiungere diversi livelli di fissurazione che vanno dal semplice "spiraglio" alla vera e propria lacerazione. Talvolta, però, per distinguere la "ragade" da una leggera screpolatura, il podologo può usare al suo posto il termine "fissura", "screpolatura" o "piccola lacerazione".
Per maggiore chiarezza, quindi, indichiamo come "fissure" le fini screpolature che si aprono sulla pelle secca ma che non provocano dolore, mentre chiamiamo "ragadi" le lacerazioni più profonde e dolorose.

Fatti e cause

Cosa causa le fissure:

  • Le basse temperature e il riscaldamento degli ambienti chiusi, che seccano molto la pelle.
  • Rendono la pelle estremamente secca anche l'esposizione frequente all'acqua, al cloro e a saponi aggressivi.

Alcune patologie che possono provocare screpolature e pelle secca:

  • Malattie cutanee (come neurodermite o psoriasi) e diabete.
  • Malattie ereditarie come la cheratodermia di Voerner, la sindrome di Throst-Unna o la cheratodermia di Sybert, che sono tra le cheratosi palmo-plantari più comuni.
  • Le ittiosi, delle malattie cutanee che fanno apparire la pelle come a squame di pesce; si tratta di un'alterazione della cheratinizzazione che porta all'accumulo e alla stratificazione di "placche" di cellule morte, cosa che rende la pelle molto screpolata e secca.
  • Non vanno trascurati gli effetti collaterali di alcuni medicinali.

Fattori esterni, spesso provocati dal paziente stesso:

  • Scarpe troppo strette.
  • Trattamenti domiciliari insufficienti, impropri o addirittura dannosi (ad esempio, l'utilizzo di lame da parte del paziente per rimuovere le callosità in eccesso).
  • Utilizzo di prodotti sbagliati e non adatti al proprio tipo di pelle.
  • Pedicure professionali irregolari o del tutto assenti.

RICONOSCERLE E TRATTARLE

Talvolta è difficile, per il podologo, capire quale trattamento proporre al paziente per risolvere correttamente il suo problema. Servono tempo e pazienza da parte di entrambi e vanno messe in conto alcune battute d'arresto; se, però, terapeuta e paziente lavorano insieme per raggiungere l'obiettivo finale, sicuramente i risultati a lungo termine arriveranno. È essenziale, però, che il paziente si prenda cura attivamente e regolarmente della sua pelle screpolata anche a casa.

ANAMNESI

Quando un paziente arriva in istituto con delle ragadi sui piedi, la prima cosa da fare è cercare di capire cosa le abbia provocate. Serve, quindi, un'anamnesi approfondita: chiedigli da quanto tempo perdurano i sintomi e se una calzatura in particolare potrebbe averli peggiorati; se possibile, poi, controlla le scarpe che indossa tutti i giorni, perché possono fornirti delle informazioni molto utili. Chiedigli anche se ci sono dei fattori genetici che potrebbero pregiudicare l'integrità della pelle, se soffre di malattie cutanee, metaboliche o di problemi ormonali e se, recentemente, si è sottoposto a una terapia con farmaci citostatici.

TRATTAMENTO

Dopo l'anamnesi, è il momento di trattare e rimuovere i depositi di cellule cornee.
Prima di procedere, chiediti: quanto è elastica la pelle? Quanti depositi di cellule morte si possono rimuovere? L'area tende a sanguinare facilmente?
Parti testando l'elasticità della pelle: se è troppo secca, meglio non lavorare con la raspa né limitarsi al semplice pediluvio, perché l'acqua da sola non riuscirebbe ad ammorbidire a sufficienza gli strati cutanei. Usa, invece, delle preparazioni specifiche per sciogliere gli accumuli di callosità e rendere la pelle più elastica. Procedi, poi, rimuovendo lo strato corneo in eccesso dai bordi e dall'area intorno alla spaccatura, ripulendone ed esponendone i bordi; se la spaccatura è esposta, infatti, puoi provare ad appiattirne il bordo verso il basso per creare uno spazio di appoggio più ampio e favorirne la guarigione.
A questo punto, puoi usare un micromotore con una testina da 5 mm o una punta rotonda "a rosa" (senza filo incrociato), facendo attenzione a non esercitare alcuna pressione. Leviga, quindi, la pelle per non lasciare dei bordi frastagliati.

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Quando la pelle è molto secca possono formarsi delle piccole screpolature, soprattutto sui talloni.

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Le ragadi sono delle lacerazioni ampie e profonde che possono raggiungere perfino il derma.

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La pelle ha bisogno di essere curata anche dopo il trattamento in istituto.

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In caso di ferite sanguinanti, il rischio di infezioni è molto alto.

 

Maren Bloss
Podologa, dirige un ambulatorio medico e si occupa di formazione presso una scuola professionale. È autrice di testi specialistici.


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