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Come funziona il layering, rituale di bellezza amato dalle donne orientali

Strato su strato

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Rituale di bellezza di origine orientale, il layering prevede l'applicazione di "strati" di cosmetici secondo una sequenza determinata e con precise manualità: i prodotti non vanno semplicemente stesi uno sopra l’altro, ma vengono massaggiati, picchiettati o fatti assorbire con una leggera pressione. La combinazione di questi movimenti favorisce la circolazione sanguigna e stimola il microcircolo cutaneo. L’obiettivo della tecnica è quello di combinare insieme i singoli prodotti e principi attivi in modo che questi si completino tra loro e intensificandone reciprocamente l’effetto. Con il layering, la beauty routine si trasforma in un rituale quotidiano in cui i prodotti e i passaggi vengono vissuti con tutti i sensi. Oltre a produrre effetti positivi per la pelle, quindi, questa tecnica è anche una coccola rilassante.

A cosa bisogna fare attenzione?

Affinché il layering funzioni, è necessario seguire pedissequamente l’ordine di applicazione dei prodotti, pensato per farli lavorare in perfetta sintonia. Non è necessario, però, che provengano tutti dallo stesso produttore - anche se sarebbe un plus, visto che di solito i cosmetici dello stesso brand hanno lo stesso pH.
Picchiettare o massaggiare i prodotti, stimolando la circolazione sanguigna nella pelle, consente ai principi attivi di penetrare ancora meglio. Alcuni ingredienti, come la vitamina C, possono essere contenuti in un tonico o, sotto forma di siero, favoriscono la penetrazione degli altri principi attivi. Nella sequenza andrebbero inseriti anche prodotti con filtro UV, così da proteggere la pelle dalle radiazioni solari senza però bloccare l’ingresso delle altre sostanze attive.

Sinergia di principi attivi

La combinazione intelligente di formulazioni diverse è il cuore pulsante del layering. La conoscenza degli ingredienti in formula e delle loro interazioni è quindi cruciale per la buona riuscita del trattamento.
Le formulazioni con principi attivi idrosolubili non vanno applicate dopo creme lipofile; questo perché i lipidi bloccherebbero la penetrazione degli attivi disciolti in una base acquosa. I prodotti in gel e il make up, invece, non vanno combinati direttamente uno con l’altro: i polimeri creerebbero un eccesso sulla pelle che potrebbe formare degli accumuli e far apparire il trucco a chiazze. Per quanto riguarda la sequenza di applicazione, la regola generale è: si parte dai prodotti poveri di lipidi e si termina con quelli più ricchi e nutrienti. Le formulazioni lipofile che si applicano in chiusura servono a proteggere la pelle dalla perdita di idratazione, a mantenerne la superficie morbida ed elastica e a "bloccare" all’interno della pelle gli attivi applicati nei passaggi precedenti. Il layering è pensato per la pelle del viso ma, naturalmente, non vanno dimenticati il collo e il décolleté. In linea di massima, il metodo è adatto a tutti i tipi di pelle: l’importante è scegliere prodotti e sostanze funzionali adatte al proprio dermotipo; in caso contrario, si rischia di sovraccaricare eccessivamente la cute (con i rischi che abbiamo visto nell'articolo precedente, ndr).

TIP
Non applicare il nuovo prodotto fino a quando quello precedente non si è assorbito completamente. Rispettando questa accortezza, è possibile applicare con successo fino a dieci strati uno di seguito all'altro.

Layering how-to

Il layering può essere declinato in molti modi diversi tanto che, rispetto al trattamento che si esegue in Asia, in Europa si tende generalmente ad accorciare la sequenza degli step. Nel mirino ci deve essere sempre il tipo di pelle di chi esegue il trattamento: in caso di pelle secca o matura, ad esempio, si può proporre la versione coreana e arrivare anche a dieci strati. Vediamo ora in cosa consistono questi dieci step. Prima di analizzarli, però, va precisato che il trattamento deve essere preceduto da una rimozione completa e accurata del make up con uno struccante delicato; per farlo non bisogna strofinare, ma lasciare in posa per qualche secondo un dischetto di cotone imbevuto di prodotto e, dopo averlo fatto agire, tirarlo delicatamente via. Terminata questa fase preliminare, si può iniziare con il layering vero e proprio.

  1. Oil Cleansing (pulizia con olio detergente) - 2 minuti
    Con degli oli preziosi si possono rimuovere tutti gli accumuli di grasso dai pori. Il passaggio può essere eseguito anche da chi ha la pelle grassa e impura per rimuovere depositi di sporcizia e punti neri. Il prodotto va massaggiato sulla pelle e rimosso con un panno o una spugna imbevuti di acqua tiepida.

  2. Foam Cleansing (pulizia con schiuma detergente) - 2 minuti
    La seconda detersione, da eseguire con un detergente in schiuma o in crema, serve per liberare i pori ed eliminare le impurità residue. Massaggiando il prodotto con dei movimenti circolari si stimola anche la microcircolazione cutanea e il processo di pulizia viene intensificato. Il prodotto va poi rimosso semplicemente con dell’acqua.

  3. Esfoliazione - 10 minuti
    A seconda del tipo di agente esfoliante (meccanico, biologico o chimico) la frequenza di impiego può variare da una volta a settimana (per gli scrub) fino a una volta ogni 28 giorni (per i peeling chimici di media intensità). La scelta del tipo di esfoliante dipende dalla pelle da trattare. Questo step serve a rimuovere le cellule cornee morte, stimolare il rinnovamento cellulare e rendere l’incarnato più fine. Inoltre, esfoliando la pelle se ne aumenta la capacità di assorbimento - passaggio fondamentale per l’intero trattamento.

  4. Tonico - 1 minuto
    Il tonico rinfresca la pelle e la prepara perfettamente alla fase successiva. I tonici a basso pH aiutano a rinforzare il mantello acido della pelle. Un minimo contenuto di alcol o acidi della frutta può invece incrementare ulteriormente le capacità di assorbimento della pelle.

  5. Essenza - 2 minuti
    In Asia prendono il nome di “essenze” dei preparati liquidi composti per l’80-90% da lievito fermentato. Gli ingredienti vengono scissi in amminoacidi singoli, vitamine e altri componenti che riescono a penetrare con facilità negli strati profondi della pelle, stimolando la produzione di acido ialuronico propria dell’organismo e influendo positivamente sui livelli di idratazione. È sufficiente picchiettarne poche gocce sul viso fino al completo assorbimento.

  6. Siero - 2 minuti
    Gli ingredienti altamente concentrati dei sieri vengono usati come essenza a seconda del tipo di pelle.

  7. Sheet Mask - 15 minuti
    Le cosiddette “Sheet Mask” (o “maschere-velo”, “maschere in cellulosa”, “maschere di collagene”) possono essere usate una volta alla settimana. Vanno stese facendo attenzione a non creare bolle, lasciate in posa tra i 10 e i 15 minuti e successivamente rimosse arrotolandole su loro stesse. I residui della maschera vanno poi massaggiati delicatamente fino al completo assorbimento.

  8. Occhi e labbra - 3 minuti 
    Il prodotto per il contorno occhi va picchiettato con i polpastrelli intorno all’occhio, mentre il balsamo labbra può essere applicato con un pennello, un bastoncino di ovatta o usando le dita.

  9. Crema giorno - 2 minuti 
    Una buona crema giorno, purché adatta al proprio dermotipo, fornisce alla pelle principi attivi preziosi. Grazie alla presenza di agenti idratanti, inoltre, la crema può aiutare a ridurre la perdita di acqua transepidermica e, in particolare con la pelle secca, può svolgere una valida azione nutriente.

  10. Protezione solare - 2 minuti 
    Nella maggior parte dei casi, l’applicazione del filtro UV segna il termine del trattamento. Dal momento che molte creme giorno contengono già un filtro solare, tuttavia, non sempre è necessario applicare un prodotto separato. Da segnalare che le protezioni oil-free andrebbero applicate prima della crema giorno, per non ostacolare l’effetto dei filtri.

Cosa potrebbe andare storto? E come si manifestano gli errori sulla pelle?

Il layering può non avere successo se non viene rispettata la sequenza di applicazione dei prodotti o se viene scelta una combinazione sbagliata di sostanze funzionali. Come conseguenza, gli attivi potrebbero non penetrare (parzialmente o del tutto) nella pelle, portando alla formazione di residui. La presenza di strisce di prodotto sulla pelle segnala un’incompatibilità tra i singoli strati: bisogna, quindi, rimuovere quelli precedenti e applicarli di nuovo.

 

Anna Tersteeg
Cosmetologa ed estetista, lavora dal 2014 per la Aesthetico, prima come Product Manager e, dal 2016, come Responsabile Formazione.

 

 

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