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Della ex non si parla. MAI! La ex del nostro uomo è come la morte per certe popolazioni: un tabù, perché si pensa che lo spirito, dopo il trapasso, possa essere diventato un demone collerico, dunque qualcosa da interrare, da nascondere.

Le suocere, le ex, il divano. (Seconda parte)

  • Nailpro

Della ex non si parla. MAI! La ex del nostro uomo è come la morte per certe popolazioni: un tabù, perché si pensa che lo spirito, dopo il trapasso, possa essere diventato un demone collerico, dunque qualcosa da interrare, da nascondere.

Dove eravamo rimaste? Ah già, io, il mio divano e la mia amica R. in collera con la suocera, colpevole di aver incontrato la ex del figlio. “Dice che ha appena aperto un’attività sua, organizza eventi, perché lei ha sempre avuto gusto e classe da vendere. Ha due figli eppure è in forma smagliante e ogni estate, col marito, fanno vacanze in barca! E bla bla bla…”. Su questo tema, improvvisamente mi accendo. Ora R. ha tutta la mia comprensione: farò del mio meglio per pacificarla interiormente. Della ex non si parla. MAI! La ex del nostro uomo è come la morte per certe popolazioni: un tabù, perché si pensa che lo spirito, dopo il trapasso, possa essere diventato un demone collerico, dunque qualcosa da interrare, da nascondere. Se il nome della ex salta fuori, di chicchessia la parlante bocca immorale e colpevole, deve sempre essere accompagnato da improperi, connotazioni e fatti negativi. Al di là del fatto che la mia amica sia un po’ opportunista per natura, e decisamente spesso arrogantella e prepotente, questo non si fa! Rammentiamo la scheda dell’ex che ogni compagna ufficiale conosce a memoria: la ex è gallina per antonomasia. Logicamente, se appare di aspetto piacevole, è ragionevolmente tutta rifatta. Lei il gel non ce l’ha solo sulle unghie, ma nelle labbra, nelle tette e, in miscela più scadente, anche al posto del cervello. È proverbialmente acida, e anche se fa la missionaria in Africa dobbiamo essere pronte a giurare che l’abbiamo vista al centro nail “scegliilnome” massacrare verbalmente l’onicotecnica per un’unghia laccata male, che invece, insieme alle altre 9, era un esempio di perfezione nella storia delle laccature soak-off! Ovviamente i capelli non sono suoi, ma “attaccati”. Se li ha corti, porta la parrucca perché è sicuramente “spelacchiata”. Non ha gusto né classe, né tantomeno carattere: per non sbagliare, compra l’intero outfit del manichino. È senza pudore: lancia sguardi bolliti da trota (troppo chic la gatta morta per lei) a qualsiasi uomo! Naturalmente ci invidia, ed è perennemente in competizione con noi. Nella gara lei perde sempre. Ecco. Dopo aver ripercorso insieme alla mia amica alcune delle più autorevoli etichette sulle ex, la cui conoscenza regola la sopravvivenza delle compagne ufficiali, vedo che è tornata in sé, è più calma, sta parlando dell’uva (sì, il frutto) e dice che grazie a sua suocera ha capito l’importanza di mangiare solo uva pelata, come del resto l’ha sempre data a suo figlio... Il mio sopracciglio si ritorce su se stesso, ancora non mi capacito dei repentini salti di discorso e umori... ah sì, è R. ed è psicopatica a volte. Sento la porta che si apre, il marito compare con tutte le derrate alimentari comprate al supermercato: “Ciao! Non puoi immaginare chi ho incontrato!”. Io: “No infatti, e va bene così”. Cala il silenzio, prendo la tazza di camomilla intonsa della mia amica e le chiedo: “Ti scoccia se la bevo io?”.

 

K.C.Z.

 

 

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