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Pop Art

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Continua fino in fondo all'articolo: ti aspetta la Gallery di NailArt dedicata alla Pop Art!

 

Cosa saremmo oggi, senza gli Anni Sessanta? In quell’epico decennio della storia umana Martin Luther King pronuncia il leggendario discorso “I have a dream”, i Beatles rivoluzionano il mondo della musica, Mary Quant inventa la minigonna e l’uomo mette piede sulla Luna. Sono anni di fermento scientifico e culturale, ma soprattutto sociale: le contestazioni studentesche animano le piazze d’Europa, in America si manifesta contro la guerra in Vietnam. Si comincia a riflettere seriamente sul tema delle discriminazioni - razziali, di classe, di genere - e a lottare per scardinarle. Ma sono anche gli anni in cui esplode il consumismo, in cui la comunicazione comincia a diventare “di massa” e la pubblicità si fa martellante. In mezzo a questo straordinario dinamismo, nasce la Pop Art.

“Pop”, ovvero “popolare”. La nuova forma d’arte celebra il quotidiano, in aperto contrasto con le correnti artistiche precedenti e con i loro tentativi di rappresentare visivamente l’invisibile: divinità, sogni, valori, emozioni. L’artista pop è attratto invece dagli oggetti di uso comune, che diventano moderne nature morte: una delle opere più note di Andy Warhol, padre della Pop Art, è la riproduzione seriale delle lattine di zuppa Campbell’s, disposte come sullo scaffale di un qualsiasi supermercato. Il cibo, visto non più come bene di prima necessità ma come mero prodotto commerciale, è al centro della produzione di Claes Oldenburg: il gigantesco cono gelato spappolato sul tetto della Neumarkt Galerie di Colonia è l’emblema della sua critica al consumismo alimentare.

I soggetti sacri prediletti dall’arte tradizionale vengono sostituiti dai nuovi idoli: personaggi del mondo dello spettacolo - leggendaria la Marilyn Monroe “in serie”, altro capolavoro di Warhol - ma anche volti della politica e dell’attualità dell’epoca, da Kennedy a Mao Tse-tung. Per non parlare del variegato collage di personaggi del presente e del passato che è la copertina di uno dei più famosi album dei Beatles, “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, firmata da due illustri artisti pop come Jann Haworth e Peter Blake. Anche il linguaggio artistico si rinnova: pittura e scultura abbandonano i loro codici tradizionali e si lasciano contaminare da arti nuove come il cinema, la fotografia, il fumetto, la street art. A fare da apripista è il pittore inglese Richard Hamilton, autore del collage “Cosa rende le case di oggi così diverse, così attraenti?”, realizzato con immagini tratte dalla stampa americana e considerato uno dei manifesti della Pop Art. Il legame tra arte e fumetto diventa invece la cifra stilistica di Roy Lichtenstein, che ne sfrutta le specificità espressive per rappresentare la propria idea di realtà mediata. James Rosenquist si concentra sulla pubblicità, decontestualizzandone le immagini e creando alienanti composizioni di denuncia contro la frenesia dell’acquisto a tutti i costi. Keith Haring, giovane sperimentatore, porta l’arte nelle strade e riconosce, per primo, il valore artistico del graffitismo urbano.

La Pop Art stabilisce che ogni cosa, anche la più banale, può essere arte. Figlia della società consumistica, vive un rapporto complicato con questo ingombrante genitore: lo celebra, ma è al tempo stesso spietata nel criticarne i paradossi. “Pop”, infatti, si riferisce anche alla produzione seriale degli oggetti, infinitamente replicati per essere disponibili (e acquistabili) dal più ampio pubblico possibile. Anche l’opera d’arte diventa un oggetto di consumo: universalmente fruibile, autenticamente democratica. E, come tale, inevitabilmente ricca di contraddizioni.

 

Monika Kolarova

Monika Kolarova

L’utilizzo del fumetto in ambito pittorico è uno dei tratti caratteristici della Pop Art ed è associato soprattutto alla straordinaria produzione artistica di Roy Lichtenstein. Monika Kolarova, Master Estrosa, rende omaggio a questa forma d’arte squisitamente pop prendendo in prestito dal celebre maestro anche l’iconica trama puntinata ispirata al retino tipografico, ricorrente in molti suoi lavori.


Graziella Manfrin

Graziella Manfrin

Scomparso nel maggio del 2018, Robert Indiana è famoso per l’immediatezza della sua arte, fatta di immagini sorprendentemente audaci nella loro semplicità. La più iconica di tutte? La parola LOVE, racchiusa in un quadrato e con la “O” storta, riprodotta in infinite versioni scultoree. Graziella Manfrin, Master Pro KyLua, ripropone l’inconfondibile opera a misura di unghia.


Robert Wells

Robert Wells

Tra le correnti artistiche che l’hanno preceduta, la Pop Art deve molto al neoplasticismo e al suo fondatore, Piet Mondrian. Le sue inconfondibili griglie fatte di spesse linee nere e quadrati dipinti con colori primari nascondono, dietro l’apparente semplicità, una complessità profonda. Robert Wells, Master Glamour Nails, eleva queste iconiche geometrie a protagoniste assolute del nail look.


Sabrina Scuccimarro

Sabrina Scuccimarro

“Gulp!”, “Bang!”, “Splash!”: la resa grafica dei suoni onomatopeici è ciò che rende il fumetto così immediato. Gli artisti Pop hanno attinto moltissimo da questo bizzarro linguaggio, e lo dimostra una delle opere più celebri di Roy Lichtenstein: “Whaam!”. Sabrina Scuccimarro, Master Elite Educator Nailover, sceglie non a caso l’onomatopea “Pop” per la sua nail art semplice ma evocativa.


Monica Mistura

Monica Mistura

Funghi e zucche a pois: l’ossessione creativa della giapponese Yayoi Kusama - tra i più importanti artisti pop viventi, famosa al grande pubblico per la collaborazione di qualche anno fa con Marc Jacobs per Louis Vuitton - ispira la EzFlow Master Artist Monica Mistura, che ne ripropone lo stile eccentrico in una nail art dal gusto optical, capace di trasportarci in una dimensione onirica.


Erika Visintin

Erika Visintin

La Pop Art esplode negli stessi anni delle rivendicazioni femministe: comincia a diffondersi una nuova idea di donna: libera, emancipata, indipendente. Le eroine dei fumetti, disinvolte nel look e nell’atteggiamento, riflettono questa concezione nuova e rivoluzionaria. Ed è proprio un personaggio femminile super pop a catalizzare l’attenzione nella manicure di Erika Visintin, NailArt Educator Eniinails.


Cristina Orazio

Cristina Orazio

Gli omini stilizzati più famosi al mondo, quelli ideati da Keith Haring, animano la manicure realizzata da Cristina Orazio, creatrice del brand In Punta Di Dita. Artista e attivista, nel 1986 Haring aprì a New York il Pop Shop, mettendo in vendita t-shirt e altri gadget raffiguranti le sue opere, così da renderle universalmente condivisibili e alla portata di chiunque.


Ivana Gentile

Ivana Gentile

A metà strada tra cinema e fumetto, il mondo dei cartoon è “pop” per definizione. Ivana Gentile, Master Nail Creations Italia, si lascia ispirare da una delle più celebri serie animate degli Anni ‘90, dedicando la sua nail art agli Animaniacs, bizzarri animaletti della Warner Bros amati dai bambini ma anche dagli adulti, per le loro battute taglienti e i frequenti spunti satirici degli episodi.


Milena Roma

Milena Roma

A caratterizzare e rendere unica la Pop Art è, tra le altre cose, la riscoperta del colore. Toni accesi e sfrontati, accostamenti bizzarri e spregiudicati caratterizzano le opere di tanti suoi esponenti, da David Hockney a Romero Britto. Per la sua nail art, la Master BrillBird Milena Roma sceglie di giocare con toni pastello e neon, tra effetti optical e inconfondibili richiami al fumetto.


Brunella Russo

Brunella Russo

L’effetto fumetto, tanto caro alla Pop Art, si fa minimal nel nail design realizzato da Brunella Russo, IBD Manicurist: le sue “comic nails” si vestono di un fucsia così lucido e brillante da sembrare tridimensionale; incorniciate da una sottile linea nera che evoca la classica griglia di una storia a fumetti, ci restituiscono una manicure sfiziosa e irresistibilmente pop.


Eleonora Bortoletto

Eleonora Bortoletto

Sensuali labbra femminili esclamano estasiate tutto il loro stupore: Eleonora Bortoletto, Hand & Nail Harmony Master Educator, attinge dal repertorio fumettistico per la sua esplosiva nail art a tema pop. Uno dei tanti meriti attribuiti alla Pop Art, d’altro canto, è quello di aver contribuito a elevare il fumetto a vera e propria arte, aprendogli le porte dei musei più prestigiosi.


Rosanna Settembri

Rosanna Settembri

Se a renderla celebre sono stati i colori accesi e i forti contrasti fra toni caldi e freddi, la Pop Art è partita unicamente dal tratto bianco e nero: deciso, netto, quasi una delimitazione tra la percezione dell’occhio e quella delle emozioni. Ecco allora che Rosanna Settembri, collaboratrice Nailsworld per ONS, realizza un decoro di ispirazione fumettistica in nero su base nude.

 

 

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