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Quando la Lamina si Solleva

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Quando si verifica un distaccamento della lamina ungueale dal suo letto non occorre allarmarsi troppo: l’onicolisi, nome tecnico per questo fenomeno, è un disturbo spiacevole ma non grave. Questo non significa che vada sottovalutato: l’onicolisi può avere molteplici cause e, per trovare una soluzione adeguata, è necessario che la persona colpita possa risalire all’origine del disturbo. Essendo graduale e quasi sempre indolore, tuttavia, il distaccamento risulta spesso impercettibile, soprattutto nelle sue prime fasi. È allora l’occhio vigile dell’onicotecnica a dover rilevare che qualcosa non va. Ma cosa può fare l’operatrice per la sua cliente soggetta a onicolisi? Alla luce dei sintomi che riscontra dovrebbe sospendere il trattamento, o proseguirlo? Con quali accorgimenti?

Cose da sapere

  • Infezioni, dermatiti allergiche e traumi sono le cause più comuni dell'onicolisi.
  • Psoriasi e ipertiroidismo sono condizioni che favoriscono il distaccamento della lamina ungueale.
  • Spesso l'onicolisi è associata all'onicomicosi, che può esserne causa o conseguenza.
  • L'onicolisi può interessare sia le unghie delle mani che quelle dei piedi.

Come si manifesta il disturbo

Il distaccamento della lamina ungueale dal dito, o più precisamente dal letto ungueale, parte in genere dal margine distale e, in alcuni casi, può propagarsi fino alla matrice. Se per la persona colpita rendersi conto del problema può non essere immediato, l’onicotecnica deve essere allenata a riconoscere certi campanelli d’allarme. Nel caso dell’onicolisi, il più evidente è l’irregolarità del confine che segna il punto di contatto tra il lato inferiore del bordo libero e la pelle, il cosiddetto iponichio: se questa linea di demarcazione risulta frastagliata, è molto probabile che ci sia un distaccamento in corso. Spesso, poi, la porzione di lamina che si solleva si opacizza o cambia colore, virando verso il bianco. Quando si intravede una colorazione giallastra o tendente al verde, poi, l’attenzione deve essere massima: lo spazio creatosi tra lamina e letto ungueale potrebbe essere diventato terreno fertile per funghi o batteri, sviluppando nel primo caso un’onicomicosi, nel secondo un’infezione da Pseudomonas aeruginosa.

Cause e rimedi

A provocare la separazione tra lamina e letto ungueale possono essere diversi fattori, sia interni che esterni all’organismo. Patologie cutanee come la psoriasi o il lichen planus sono spesso accompagnate da fenomeni di onicolisi su una o più unghie. Anche l’ipertiroidismo, ovvero la sindrome di iperattività della tiroide, è annoverato tra le possibili cause del disturbo. Sembra inoltre che alcuni farmaci, come le tetracicline (antibiotici a largo spettro) possano favorire il problema. Più spesso, tuttavia, è un problema a livello locale a provocare il distacco della lamina: infiammazioni, onicomicosi, eczemi e allergie da contatto rappresentano per l’unghia una vera e propria aggressione, che indebolisce la lamina e la sua “saldatura” alla pelle del dito sottostante. A provocare il disturbo, o a peggiorarne il decorso, può essere anche l’umidità o l’utilizzo prolungato di certi detergenti chimici: per proteggersi, sarebbe sempre opportuno indossare i guanti quando si eseguono operazioni che implicano il contatto con l’acqua o con questi prodotti (quando si fanno le pulizie, ad esempio). Il distaccamento della lamina dal letto può essere anche causato da un trauma. Talvolta è proprio l’operatrice nail a salire sul banco degli imputati: una pulizia troppo aggressiva dell’iponichio, magari con uno strumento affilato o non adeguato, può alterare il margine inferiore dell’unghia, facendolo sollevare.  Non è raro riscontrare onicolisi da trauma anche sui piedi, specialmente sull’unghia dell’alluce: in questo caso, il principale indiziato del disturbo è una scarpa troppo stretta, indossata magari durante l’attività sportiva.

Come comportarsi durante il trattamento

Quando l’onicolisi ha origine traumatica, in genere il distaccamento si “sposta” con la crescita dell’unghia: non appena possibile, si può tagliare attentamente la porzione di lamina sollevata con le forbicine. Se invece il disturbo è conseguenza di una patologia specifica, come la psoriasi, il suo decorso è strettamente legato a quello della malattia. In questi casi, per risolvere l’onicolisi è necessario andare a intervenire sul problema principale con un’adeguata terapia medica. Di fronte a un episodio di onicolisi, l’onicotecnica può decidere se proseguire con il trattamento programmato oppure sospenderlo. Se sospetti la presenza di un’onicomicosi o un’infezione batterica, la scelta è facile: metti via gli strumenti e spedisci subito la cliente dal dermatologo! In caso il sollevamento risulti “pulito” e non eccessivamente esteso, invece, puoi procedere con la manicure, lavorando però con cautela e delicatezza.
L’unghia colpita da onicolisi è estremamente vulnerabile, così come la pelle rimasta esposta a causa del distacco della lamina. Per questo, è più che mai importante utilizzare strumenti monouso, o perfettamente sterilizzati. Pulisci l’area sottostante il sollevamento con uno spazzolino morbido, e fermati qualora la cliente dovesse avvertire fastidio o dolore. Ricorda che la porzione di lamina che si è distaccata è molto fragile: se devi limare, fallo esclusivamente con lime a grana molto sottile e con movimenti delicati; non utilizzare solventi chimici e non cercare di coprire il problema con la ricostruzione, perché gel e acrilico potrebbero peggiorare la situazione. Combatti la fragilità ungueale applicando prodotti rinforzanti, rigorosamente privi di ogni ingrediente “incriminato” - quindi 7-free o più. Per un aiuto extra dall’interno, la cliente potrebbe anche assumere integratori di Biotina (vitamina B7): suggeriscile di chiedere al suo farmacista di fiducia.
Proponi alla cliente di fissare appuntamenti regolari per una pulizia mirata dell’area e dalle qualche utile consiglio per la vita di tutti i giorni, come indossare i guanti durante i lavori domestici, asciugare accuratamente le mani dopo averle lavate, cercare di evitare traumi o pressioni eccessive e rivolgersi al medico in caso di peggioramento dei sintomi. Con un po’ di pazienza e le giuste accortezze, il problema sarà rientrato nel giro di qualche mese.

 

A cura della redazione

 

 

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