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Trattamenti esfolianti: il modo migliore per rimettere in sesto

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DOPO MESI RINCHIUSI DENTRO CALZE E SCARPE, I PIEDI DELLE TUE CLIENTI HANNO SPESSO BISOGNO DI UNA VERA E PROPRIA OPERA DI "RISTRUTTURAZIONE" prima di poter essere sfoggiati in scarpe aperte e sandali. Come sempre, tuttavia, ogni cliente ha esigenze specifiche, ed è una fortuna che esistano tante tecniche di esfoliazione diverse per rimuovere le cellule cutanee morte e ammorbidire le ipercheratosi, portando alla luce la morbida pelle sottostante. Ma i benefici dell'esfoliazione non si fermano qui: scrub e peeling aiutano il turnover cellulare, stimolano il microcircolo e rendono la pelle più ricettiva ai prodotti applicati.
Ma perché è necessario esfoliare la pelle? Il suo strato più esterno, l'epidermide, è formato da cellule cornee tenute insieme dai lipidi come se fossero tante piccole tegole incollate una all'altra. Questo strato ha un'importante funzione difensiva: protegge la cellule cutanee "nuove" che si stanno formando negli strati più profondi. Se la pelle viene ripetutamente esposta a pressione o sfregamento, si difende creando degli ispessimenti, che possono trasformarsi in calli. Queste ipercheratosi non sono pericolose, ma alla lunga possono dare delle complicazioni. L'eventuale formazione di crepe nella pelle, ad esempio, oltre a essere dolorosa fornisce un'agevole via d'ingresso per agenti patogeni che possono causare fastidiose infezioni. Ogni piede ha le sue esigenze, ed è importante saper scegliere il giusto metodo esfoliante caso per caso: la sensibilità della pelle della cliente, la sua età e il suo stato di salute sono tutti fattori da tenere in considerazione nella scelta del metodo più opportuno.

ESFOLIAZIONE MANUALE

Esistono essenzialmente due tipi di esfoliazione. La prima, detta "fisica", "manuale" o anche "meccanica", viene eseguita per strofinamento, sfruttando l'azione abrasiva di strumenti come le raspe, la pietra pomice o specifiche punte per fresa. Questi strumenti sono potenzialmente aggressivi e vanno quindi utilizzati con cautela e solamente sotto o sui lati del piede.
Più efficaci se usate dopo il pediluvio, le raspe sono lo strumento preferito da molte operatrici. Le migliori sono quelle in acciaio inox, che possono essere disinfettate e sterilizzate; per quanto riguarda la superficie abrasiva, meglio sceglierla incisa: quella semplicemente incollata al manico può staccarsi facilmente. Le raspe usa e getta sono un'altra opzione: disponibili in vari grit, vengono scelte da molte professioniste per motivi igienici. Uno strumento sempre più popolare in ambito pedicure è la fresa (o micromotore) e i brand si stanno adeguando, proponendo corsi di formazione ad hoc - anche perché nessuno dovrebbe mai arrischiarsi a lavorare con la fresa senza prima essersi formato. Il trattamento delle ipercheratosi dei piedi richiede l'impiego di punte specifiche: mai utilizzare sulla pelle quelle che si utilizzano sulle unghie naturali o ricostruite. La fresa va usata sul piede asciutto, verificando di tanto in tanto con la cliente che non si creino eccessivo calore o sensazioni di fastidio.
Come sappiamo bene, l'utilizzo di lame e altri attrezzi affilati è vietato in Italia - e anche se non lo fosse rappresenterebbe comunque una potenziale fonte di rischio, perché un uso inesperto o distratto di questi strumenti può causare facilmente ferite di non poco conto. Se le circostanze richiedono un intervento più incisivo, compito dell'operatrice è quello di indirizzare la cliente dal podologo.
L'esfoliazione manuale si può eseguire anche applicando e massaggiando uno scrub, preparato cosmetico in cui l'azione abrasiva è garantita da granelli di zucchero o sale. Gli scrub non risultano particolarmente efficaci sulla pianta del piede, dove la pelle è molto spessa, ma possono essere utilizzati con successo sul dorso del piede e sulle gambe.

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ESFOLIAZIONE CHIMICA

Il secondo metodo di esfoliazione consiste nell'applicare sulla pelle prodotti che spezzano i legami chimici tra le cellule cutanee morte, aiutandole a dissolversi. La pelle sensibile è più adatta a essere trattata con questi agenti esfolianti chimici rispetto a quelli meccanici: lo strofinamento può infatti irritare facilmente una pelle molto delicata. Importante è, comunque, saper scegliere l'esfoliante (o peeling) chimico giusto, evitando quelli troppo aggressivi o limitandone l'utilizzo a zone del piede in cui la cute è particolarmente indurita.
Diversi ingredienti possono supportare l'esfoliazione, dagli acidi alle alghe. Gli alfa-idrossiacidi, anche noti come AHA, sono particolarmente efficaci: agiscono modificando il pH della pelle, spezzano i lipidi che tengono unite le cellule e ne agevolano il distacco. Tra i più usati troviamo l'acido citrico, l'acido salicilico e l'acido glicolico. Gli AHA sono fotosensibilizzanti: spiega alla cliente l'importanza di proteggersi con un prodotto solare dopo averli utilizzati.
Gli enzimi della frutta - come quelli di zucca, papaya e ananas - esfoliano delicatamente la pelle spezzando le proteine di cheratina presenti sulla superficie cutanea e rendendola immediatamente più liscia. L'urea, naturale prodotto del metabolismo proteico, è un altro formidabile alleato: non solo ammorbidisce la pelle desquamata facilitandone l'esfoliazione, ma è anche un eccellente agente idratante.
Gli esfolianti chimici sono declinati in vari formati - bagni, saponi, scrub, maschere, lozioni e sieri - e il loro impiego è spesso combinato a quello di sostanze idratanti. Benché molto efficaci sul lungo periodo, gli esfolianti chimici non offrono risultati eclatanti nell'immediato: solo l'utilizzo regolare e prolungato garantisce un vero miglioramento.

IL TROPPO STROPPIA

Un errore comune che si commette in fase di esfoliazione è quello di rimuovere troppa pelle. Il desiderio di far contenta la cliente - e la soddisfazione naturale che si prova nell'eliminare pelle morta e callosità - possono far calcare la mano all'operatrice. Un'esfoliazione troppo profonda, tuttavia, non fa altro che stimolare la produzione di nuovi cheratinociti: un turnover cellulare così attivo è auspicabile sul viso o sulle gambe, non sui piedi. La pelle secca non va rimossa, ma idratata.
Particolarmente importante è evitare di sovra-esfoliare la pelle dei piedi delle persone anziane e/o diabetiche: in questi casi, preservare l'integrità cutanea è fondamentale, ed è bene utilizzare gli esfolianti più delicati a disposizione. L'invecchiamento e le difficoltà circolatorie rendono la pelle più sottile e fragile, specialmente sulla pianta del piede; in età avanzata i piedi sanno difendersi meno bene dagli urti della camminata, e la formazione di ipercheratosi è un meccanismo di autodifesa: ecco perché non andrebbero mai rimosse del tutto.
In fase di pedicure è cruciale confrontarsi con la cliente e analizzare attentamente la pelle dei suoi piedi prima di scegliere un metodo di esfoliazione. Il più delle volte, la scelta migliore è combinare tecniche diverse, iniziando ad esempio con un pediluvio, proseguendo con l'applicazione di un esfoliante chimico e completando il lavoro con la raspa. La combinazione di pedicure regolari in istituto e adeguato mantenimento domiciliare permette di preservare la salute e la bellezza dei piedi. Le clienti la cui pelle ha la naturale tendenza a ispessirsi dovrebbero esfoliarla periodicamente anche a casa, utilizzando i prodotti e/o gli strumenti che le sono stati consigliati dall'esperta: piedi morbidi e curati si ottengono solo con cure costanti, ma vale senz'altro la pena investirvi del tempo.

Leslie Henry

 

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