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Senza titolo. Nell'attesa, raccogliamo nuovi lemmi!

Senza titolo. Nell'attesa, raccogliamo nuovi lemmi! (2a parte)

  • Nailpro

Avete mai sentito parlare della "tecnica del pomodoro"? I primi accenni risalgono alla fine degli anni ‘80 e si tratta di un sistema di time management. Il nome deriva da quei timer, spesso a forma di pomodoro, utilizzati in cucina per tenere d’occhio i tempi di cottura.

Con la consapevolezza di essere assolutamente fuori tema, perché intanto il mondo è tornato come lo conoscevamo prima del virus, nello scorso numero avevo iniziato a parlare della mia esperienza (positiva) in relazione allo smart working. Gli strumenti a disposizione affinché questa modalità lavorativa si attui sono tanti. Primariamente la messaggistica istantanea, che tra invio di messaggi scritti, vocali e di immagini, nonché la possibilità di video conference-call, estingue il problema dell’assenza fisica. Ad ogni modo ricordo che, come con ogni novità, non fu facilissimo abituarmi a questo modo di lavorare. Per esempio mi chiedevo: “mi vesto o resto in abiti da casa per stare davanti al pc?”. E poi: “un filo di trucco o niente niente?”; “È accettabile solo un’acconciatura messy style - che, per chi non lo sapesse, è spettinata con stile, ovvero la moderna giustificazione glam a ciuffetti di capelli ‘sparati’ qua e là..?”. Tornando al lavoro smart: sulle prime avevo anche preso ad esempio e attuato alcune prassi messe a punto da aziende internazionali, che con lavoratori sparsi per il mondo adottano da anni lo smart working. Una di queste modalità è la “tecnica del pomodoro”. Ne avete mai sentito parlare? I primi accenni risalgono alla fine degli anni ‘80 e si tratta di un sistema di time management. Il nome deriva da quei timer, spesso a forma di pomodoro, utilizzati in cucina per tenere d’occhio i tempi di cottura. Questa tecnica non ha nulla di fantasmagorico e se, come nel mio caso, il vostro lavoro presuppone concentrazione e creatività o studio, si applica in 5 mosse: 1 - scegliere un’attività da portare a termine; 2 - impostare il pomodoro (la cipolla? la rana? insomma il vostro timer da cucina) a 25 minuti; 3 – buttarsi a capofitto nell’attività programmata senza distrazioni finché non trilla; 4 - concedersi una pausa di cinque minuti; 5 - ogni 4 “pomodori” prendersi una pausa più lunga da 15 a 30 minuti. Durante la mia sperimentazione di questa tecnica, speso anche nel renderla più adatta a me (non riesco a non personalizzare qualunque cosa), ho individuato qualche accorgimento utile per applicarla in modo efficace. Intanto non si deve diventare “collezionisti di pomodori”. Dopo qualche tempo, infatti, è probabile che iniziate a ragionare in termini di pomodori: “oggi ho fatto 12 pomodori”… (continua) Raccolta parole: time management, o gestione del tempo: processo di pianificazione e controllo del tempo che ottimizza le attività aziendali, aumenta l’efficacia, l’efficienza e la produttività; video (conference)-call: video (riunione)-chiamata; messy style: stile capelli disordinati; gli hairstylist suggeriscono raccolti morbidi (coda, treccia, chignon) da realizzare senza prestare troppa attenzione ai ciuffi che scappano, anzi se vi viene troppo bene, armatevi di pettine e tirate fuori qualche ciocca.

K.C.Z.

 

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