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Le unghie non respirino sotto una ricostruzione. Ma è davvero così?

Pericolo Soffocamento?

  • Nailpro

Nel mondo nail circolano molte dicerie, ma la più famosa è sicuramente quella secondo cui le unghie non respirino sotto una ricostruzione. Ma è davvero così? Per rispondere, dobbiamo prima fare un passo indietro e vedere da cosa è composta l'unghia naturale.

 

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LE UNGHIE RESPIRANO DAVVERO? SE SÌ, COME FANNO A FARLO? LA RISPOSTA È MOLTO SEMPLICE: no, le unghie non respirano! Non lo fanno se hanno una ricostruzione sopra, ma non lo fanno neanche quando sono al naturale. Non ne hanno bisogno e - a dirla tutta - non ne sarebbero nemmeno capaci.
Questa risposta non convince le tue clienti? Argomentala e non potranno controbattere: per sfatare questo falso mito è necessario conoscere a fondo la fisiologia e la morfologia dell’unghia naturale.

INSPIRA ED ESPIRA...

Una persona fa in media 20.000 respiri al giorno e introduce nel proprio apparato respiratorio circa 12 metri cubi di aria. L'aria, quando inspiriamo, arriva fino ai polmoni, che ne assorbono le molecole di ossigeno; queste verranno poi rilasciate nella circolazione sanguigna, e sarà compito del sangue distribuire l'ossigeno ricevuto a tutto il resto del corpo. Quando, però, il sangue ritorna nei polmoni è pieno di molecole di scarto, l'anidride carbonica (CO2): queste particelle vengono filtrate dai polmoni ed eliminate dal corpo attraverso la respirazione (quando, cioè, espiriamo).
L'ossigeno è l'elemento più diffuso sulla Terra: è un gas inodore e incolore e compone circa il 21% dell'aria che respiriamo.

“I polmoni si trovano nella cassa toracica e non sulle mani: le unghie, quindi, non sono in grado di respirare.”

LO SAPEVI?

L'ossigeno è fondamentale per l'esistenza dell'uomo, degli animali e delle piante: senza ossigeno non ci sarebbe vita. In concentrazioni troppo elevate, però, è tossico per la maggior parte degli esseri viventi!

E LE UNGHIE?

Come sappiamo, i polmoni si trovano nella cassa toracica e non sulle mani. È chiaro, quindi, che le unghie non siano in grado di respirare, né siano necessarie per una corretta respirazione.
Potrebbe però sorgere un dubbio: ma le unghie, per essere sane, non hanno bisogno di una fonte di ossigeno? Se sì, a cosa serve?
L'unghia naturale è composta in larga parte da elementi trasportati dal sangue nella plica ungueale prossimale, dove vengono immagazzinati e fatti arrivare fino alla matrice.
La regola di base è: ciò che non è contenuto nel sangue non farà parte della struttura finale dell'unghia. La porzione di unghia visibile è, infatti, il risultato di una serie di processi che hanno luogo nella matrice, e le vitamine o le altre sostanze che vengono applicate in seguito sulla sua superficie non sono in grado di modificarne la struttura o la composizione in maniera permanente – benché ne migliorino consistenza e aspetto.
Le cellule epiteliali che si trovano nella matrice (che sono cellule cutanee stratificate) creano dei cheratinociti, un particolare tipo di cellula in grado di produrre cheratina. I cheratinociti vengono generati in continuazione, per cui la stratificazione inferiore migra progressivamente verso l'alto dove "cheratinizza" (ovvero, si indurisce) trasformandosi nello "strato corneo superiore".
Con "cheratina" viene indicato un gruppo di proteine a fasci; la proprietà della cheratina che più interessa all’onicotecnica è che è in grado di indurirsi (cheratinizzare), ma non è un processo strettamente necessario per la salute dell'unghia.

pericolo soffocamento2La lamina ungueale si forma all'interno della matrice.

QUANDO SI INDURISCE LA CHERATINA?

Facciamo un esempio. Un biscotto è composto per il 100% dallo stesso impasto ma, quando lo mangiamo, notiamo che è morbido all'interno e friabile e croccante all'esterno. Questa differenza è data dai processi di essiccazione che avvengono durante la cottura: lo strato esterno, sottoposto direttamente al calore del forno, diventa più secco rispetto alla parte interna, che rimane invece più morbida. Nelle unghie succede una cosa simile: nella matrice e sul letto ungueale, l'unghia è più morbida e può ancora subire delle alterazioni; quando, invece, esce all'esterno, reduce dai processi avvenuti nella matrice, è più dura e "asciutta". Questo perché le cellule si sono disintegrate e hanno perso il loro nucleo (sono "morte") trasformandosi in "corneociti". Eppure, sia la parte interna che quella esterna sono composte dagli stessi elementi!
Va detto, però, che solo il 25% dell'unghia è composto da corneociti: si tratta dello "strato dorsale", la parte più esterna della lamina. Occupa circa un terzo dell'unghia totale ed è il suo strato più duro, costituito da cellule piatte strettamente legate tra loro. 
Il restante 75% si divide tra lo "strato intermedio" (il più spesso tra i tre e costituito da fibre molli di cheratina) e lo "strato ventrale" (quello più interno, fatto principalmente da cellule disposte in maniera irregolare). Le cellule di questi due strati devono ancora trasformarsi in corneociti veri e propri.
Se sull'unghia naturale non è stato applicato alcun prodotto, il processo di cheratinizzazione (ovvero lo smembramento e la disintegrazione delle cellule morte) avviene più velocemente: l'ossigeno dell'aria, infatti, intensifica e accelera il processo di indurimento. Ecco perché l'unghia naturale libera – senza, cioè, smalto tradizionale, semipermanente o ricostruzione – sembra più dura e resistente di una a cui è appena stato rimosso un prodotto: la laccatura o la ricostruzione riducono la quantità di ossigeno (dell'aria) che raggiunge la lamina, rallentando il processo.



pericolo_soffocamentoCorneociti STRATO DORSALE | Cheratinociti STRATO INTERMEDIO | Cellule epiteliali MATRICE

MA QUINDI LE UNGHIE RESPIRANO?

No, le unghie non respirano! Tutto l'ossigeno di cui hanno bisogno lo assorbono dalla circolazione sanguigna; quello che ricevono dall'aria, invece, serve soltanto ad accelerare il processo di indurimento della lamina, che la rende più stabile e resistente.
Quando sull'unghia naturale si esegue una ricostruzione, l'ossigeno atmosferico non riesce più a raggiungere la lamina come prima. Ecco perché l'unghia, una volta rimosso il prodotto, è più morbida: è meno cheratinizzata. Siccome, però, spesso le ricostruzioni vengono fatte proprio per rinforzare l'unghia naturale, è normale che questo succeda: è la ricostruzione a "fare le veci" della cheratinizzazione dell'unghia proteggendo la lamina dagli urti e dalle aggressioni esterne. Una volta rimosso un prodotto ci vogliono circa due settimane prima che le cellule ricomincino a "indurirsi" regolarmente. 
Capita, talvolta, che anche in un falso mito ci sia un fondo di verità. L'importante non è ciò che si dice: è ciò su cui effettivamente si fonda l'affermazione!

 

Pauline Feinauer

 

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