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Tutto ciò che devi sapere sullo sperone calcaneare

Fino all’Osso

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Tutto ciò che devi sapere sullo sperone calcaneare: cos’è, come nasce e come si esegue un servizio sicuro e indolore su una cliente che ne soffre.

Quello dello “sperone calcaneare” (da “calcaneus”, termine che indica l’osso del tallone) è un problema molto diffuso ma poco compreso dai più. Si tratta di un deposito di calcio che, col tempo, crea una formazione ossea (uno “sperone”, appunto) sulla parte esterna del tallone. Solitamente è lungo poco più di un centimetro e può essere più o meno appuntito; nonostante le sue piccole dimensioni, però, può causare un dolore sordo e persistente che dura anche tutta la giornata, iniziando al mattino oppure quando ci si alza in piedi dopo essere stati seduti per un po’.
Può capitare che molte clienti che ti dicono di soffrirne non ce l’abbiano davvero, mentre altre che davvero ne soffrono potrebbero non esserne neanche a conoscenza. Questo perché in molte persone lo sperone non provoca alcun dolore e raramente si vede spuntare la calcificazione ossea dal tallone, né si riesce a percepire attraverso la pelle. Ne consegue che chi ha un forte dolore al tallone dà per scontato che sia colpa di uno sperone calcaneare, mentre spesso si tratta di altri disturbi (come la fascite plantare). L’unico modo per diagnosticarlo con certezza è con i raggi X. 

Cosa provoca uno sperone calcaneare? Come si può trattare? È possibile eseguire una pedicure su una cliente che ne soffre, oppure sarebbe meglio di no? Ecco tutto quello che devi sapere.

Cose da sapere

  • Si stima che il 15% della popolazione mondiale soffra di sperone calcaneare.

  • Circa il 20% di chi ne soffre non presenta alcun sintomo.

  • Lo sperone calcaneare compare soprattutto in associazione a fascite plantare, che ne è anche la causa più comune.

  • Siccome si tratta di una malattia dovuta all’usura, la frequenza della sua comparsa aumenta con l’avanzare dell’età.

  • Dispositivi ortottici, plantari specifici e solette ortopediche con il tallone rialzato possono donare sollievo in caso di dolore da sperone calcaneare.

IL COLPEVOLE

Le calcificazioni ossee che si formano nei talloni sono uno strumento del nostro corpo per dare sollievo alla fascia plantare (la banda di tessuto che connette il tallone con le dita del piede) o al tendine d’Achille (che è, invece, la banda che collega il tallone al polpaccio) quando questi sono troppo tesi. Quando queste bande sono infiammate o in sofferenza, il tallone fa crescere una piccola “sporgenza” ossea per fare in modo che debbano tendersi di meno; così facendo, però, vengono causati dolore e fastidio sul tallone.
Lo sperone calcaneare può svilupparsi in due direzioni: in “verticale” (che parte, cioè, dal fondo del tallone e prosegue verso il polpaccio), tipico di quando è il tallone d’Achille a essere infiammato, oppure in “orizzontale”, che è invece quello che si forma quando a essere interessata è la fascia plantare.
Sebbene sperone calcaneare e fascite plantare siano due condizioni strettamente legate, è soprattutto la fascite plantare (e non lo sperone!) a causare i dolori al tallone. Secondo la American Academy of Orthopaedic Surgeons, infatti, le persone che hanno uno sperone calcaneare sono 1 su 10, ma di queste solo 1 su 20 sente dolore. Questo perché il dolore non è causato dalla calcificazione ossea in sé, ma dalla trazione che ne deriva. In altre parole, il problema non è l’ “ossicino”, ma la fascia plantare che tira e sfrega!
Ci sono alcuni fattori che contribuiscono alla formazione dello sperone calcaneare, come l’obesità, l’età avanzata, un’attività fisica intensa, indossare abitualmente tacchi alti o avere dei problemi all’arco plantare; il responsabile principale, però, è la struttura biomeccanica del corpo: sono infatti il modo e l’intensità con cui il piede tocca il suolo camminando, insieme a come muscoli e tendini sono attaccati al tallone (e, quindi a quanto è tesa la fascia plantare), a determinare se si formerà uno sperone oppure no. Naturalmente gli altri fattori possono facilitarne la comparsa, ma non è detto che chi indossa sempre i tacchi o fa molta attività fisica lo svilupperà per forza.
La comparsa dello sperone calcaneare, quindi, dipende in gran parte da una discrepanza nella struttura del piede (cioè dal modo in cui la fascia plantare va in tensione e si rilassa), ma giocano un ruolo molto importante anche alcune abitudini quotidiane, come indossare scarpe sbagliate, passare intere giornate in piedi o fare molta attività fisica.

PREVENZIONE E TRATTAMENTO

Anche se la causa principale dello sperone è la struttura del piede, non significa che non possiamo fare nulla per prevenirlo! Un esempio? Lo stretching regolare del muscolo del polpaccio: fascia plantare, tendine d’Achille e polpaccio sono direttamente collegati gli uni agli altri, per cui fare stretching al polpaccio permette di mantenere flessibili tutte queste strutture e di aggirare il problema dello sperone. In realtà, infatti, stai prevenendo la comparsa della fascite! Un’altra mossa preventiva è quella di indossare delle scarpe ortopediche o supportive non appena compaiono i primi dolori alla fascia plantare o al tallone.
Se invece il tallone fa già male, mettere del ghiaccio sul piede o prendere degli antinfiammatori può aiutare ad alleviare il dolore. Se, però, queste misure si rivelano inefficaci, sarà necessario rivolgersi a un ortopedico che potrebbe prescrivere delle iniezioni di cortisone, della fisioterapia, delle infiltrazioni di cellule staminali o dei plantari ortopedici personalizzati per dare al piede il giusto supporto.
Per alcune persone, il gap tra osso del tallone e fascia plantare è talmente ampio che l’unico rimedio possibile è l’intervento chirurgico. Va detto, però, che raramente si deve ricorrere all’operazione e, fortunatamente, le nuove tecniche operative sono meno invasive rispetto a quelle del passato (quando il chirurgo doveva letteralmente tagliare via lo sperone).

UN SERVIZIO SENZA RISCHI

Quando hai davanti una cliente che potrebbe avere uno sperone calcaneare, tieni a mente che alcuni sono dolorosi, mentre altri non lo sono per niente e non hanno, quindi, bisogno di attenzioni particolari. Cerca di capire qual è il caso della tua cliente prima di iniziare il servizio: durante il colloquio preliminare, riserva una domanda proprio allo sperone calcaneare e, se la cliente ti dice di soffrirne, chiedile se le fa male, quanto le fa male e se ci sono alcune posizioni che trova più scomode, così da personalizzare il servizio in base alle sue esigenze.
La maggior parte delle operatrici, quando controlla il piede prima di una pedicure, non va oltre la condizione di pelle e unghie; dovresti, invece, premere delicatamente il palmo del piede (soprattutto il tallone e l’arco) per cercare di capire se ci sono dei punti in cui la cliente è più sensibile. Se, poi, ti accorgi che ha male al tallone, riservale qualche accorgimento extra: non premere troppo sulla punta del piede quando si trova sul poggia-piede e usa per il pediluvio dell’acqua tiepida.
Se durante il trattamento la cliente ti ferma dicendoti di sentire un dolore improvviso e pungente al tallone, consigliale di rivolgersi il prima possibile a un ortopedico. Naturalmente non puoi fare delle diagnosi, ma puoi comunque cambiare leggermente il servizio per alleviare il suo dolore aggiungendo, ad esempio, un delicato massaggio rilassante.

Virginia Pelley


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