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Intervista esclusiva a Claudio Capparuccia, fondatore e titolare di Nailsworld e Educator Odyssey Nail Systems

Claudio Capparuccia

  • Nailpro

Fondatore e titolare di Nailsworld, azienda che tratta l'universo delle unghie a 360 gradi, Claudio Capparuccia veste il triplice ruolo di artista, insegnate e imprenditore. Educator ufficiale di Odysseys Nail Systems, di cui è anche Master Distributor per tutto il territorio italiano, ci racconta come ha mosso i primi passi nel settore Nail e quali sono i valori che lo guidano ogni giorno. Primo fra tutti, la formazione.

 

(Nailpro) Come e quando ti sei avvicinato per la prima volta al mondo delle unghie?

(Claudio Capparuccia) Tutto è cominciato nel 2000, quando a mia moglie estetista venne proposto un corso di ricostruzione unghie. Io da sempre l’avevo seguita per scelte, fiere ed eventi, ma mai nei corsi. Chiesi se potevo partecipare - non perché avessi coscienza di cosa andavo a fare, ma solo per poter aiutare meglio mia moglie - e mi fu risposto di sì. Finito il corso, non avendo affatto sfigurato di fronte a estetiste affermate, mia moglie mi fece una proposta: “Visto che lavoro da sola e fare le unghie mi richiederebbe troppo tempo, perché non ti occupi tu di questo servizio?” All’epoca avevamo speso 2 milioni delle vecchie lire, e l’idea di buttare via il tutto non mi piaceva. Così decisi di pormi questa sfida e buttarmi a capofitto nel mondo delle unghie.

 

Come si sono evoluti in questi anni i gusti delle clienti e come ha rispostoil settore in termini di tecniche e prodotti?

Quando ho iniziato non c’erano ancora i gel colorati, esistevano solo il trasparente e il lattiginoso; si faceva al massimo la French. Negli anni il mercato si è evoluto notevolmente, e oggi propone migliaia di colori e prodotti con caratteristiche diverse; inoltre, l’avvento del semipermanente ha fatto sì che sia le estetiste sia le clienti finali si avvicinassero molto di più alla cosmesi delle unghie. Allo stesso tempo però, si sono approcciate a questo mondo anche persone improvvisate, che stanno rovinando il mercato.

 

Nailsworld importa in Italia Odyssey Nail Systems: quali sono le differenze che noti tra il settore italiano e quello internazionale?

Una prima differenza riguarda lo stile. Le tendenze che vanno per la maggiore in Europa, e di conseguenza anche in Italia, vedono unghie corte, minimal, non decorate, dove la fanno da padrone i colori naturali, i camouflage e i babyboomer; nel resto del mondo, in particolare in Oriente, si prediligono unghie più lunghe e molto decorate, con colori perlati, glitter e brillantini. Un’altra differenza sostanziale tra il mercato delle unghie europeo e il resto del mondo è secondo me l’approccio all’acquisto. In Europa si tende a guardare prima il prezzo, ponendo meno attenzione alla qualità. In Asia, ad esempio, prima si valutano la qualità e la sicurezza dei prodotti, poi il prezzo: quello che costa costa. Gli asiatici sono consapevoli che a un prezzo più elevato corrisponde una qualità maggiore. In Italia spesso, ma non sempre, si valuta la bontà del prodotto solo sulla tenuta, tralasciando altri aspetti spesso più importanti.

 

In Nailsworld date molta importanza alla formazione: quali sono, a tuo avviso, le caratteristiche di un’offerta formativa di qualità?

Secondo me la formazione è l’essenza per crescere e migliorarsi sempre di più. Sono dell’opinione che non si finisce mai di apprendere, e se si pensa di sapere già tutto si sbaglia in pieno. Purtroppo molte ragazze pensano che fare le unghie sia un lavoro semplice, con l’avvento del semipermanente ancora di più, e così tralasciano l’aspetto formativo ritenendolo inutile. Il risultato? Ancora molte donne pensano, ad esempio, che il gel rovini le unghie. Spesso mi trovo ad avere a che fare con estetiste incompetenti in materia, e con altre che cercano di svolgere nel migliore dei modi il servizio di cosmesi sulle unghie, ma troppo indaffarate per impegnarsi con dei corsi di aggiornamento, accontentandosi di consigli e spiegazioni saltuarie durante le mie visite.
Tutti, compreso me, stiamo attenti e non buttare via denaro, ma io mi chiedo: come si può pensare di imparare un mestiere con uno o due giorni di corso? Da parte nostra, teniamo corsi da uno, due o più giorni, ma un corso da due giorni è rivolto a chi vuole capire in cosa consiste questa professione, non insegna a svolgerla. Se una ragazza ha le idee chiare e il suo sogno è quello di diventare una professionista del settore e magari avere la possibilità, in futuro, di diventare educatrice, abbiamo il Programma Ambassador, un training di ben 17 giorni dove andiamo a trattare tutto ciò che riguarda l’onicotecnica di base: dalla manicure e pedicure SPA alle tecniche di acrilico e gel, dalle malattie e le distrofie dell’unghia alla chimica dei prodotti, e ancora la luce UV, le attrezzature, il ritocco, il semipermanente e vari tipi di nail art. Questo per quanto riguarda la parte tecnica, che da sola non basta; sappiamo benissimo che una professionista deve conoscere anche tutto ciò che riguarda la gestione dell’attività: la Salon Technology, l’organizzazione della postazione, dell’agenda, del tempo; la gestione delle clienti, compreso il discorso privacy e le varie schede cliente; non ultimo, deve saper monitorare gli incassi, i consumi, le spese. Tanti aspetti che sembrano banali, ma che sono essenziali per fare impresa. In parole povere, insegniamo a essere imprenditrici. Cosa abbastanza rara nel settore.

 

Oltre all’aspetto formativo, cosa dovrebbe ricercare una professionista nell’azienda alla quale affidarsi?

Nella mia carriera di onicotecnico, io personalmente ho sempre patito la poca condivisione. Una volta ho incontrato un’insegnante che mi ha detto “mica rivelo i miei trucchi alle mie allieve!”. Io sono l’opposto. Dalle mie allieve esigo che si confrontino con me o con le altre educatrici; siamo una famiglia, ci supportiamo a vicenda, tutti diamo una mano a tutti, o a chi ne ha bisogno anche solo per sfogarsi dopo una cliente impegnativa. Crediamo molto nel lavoro di squadra, e siamo continuamente alla ricerca di persone che abbiano gli stessi nostri ideali. Seguire e dare assistenza alle allieve alle prime armi, secondo noi, è dovuto; a volte hanno milioni di dubbi, altre volte hanno solo bisogno di sapere che ci siamo.

 

Sei imprenditore, ma anche artista: da dove ricavi l'ispirazione per i tuoi disegni?

Le ispirazioni le trovo nel vivere la vita, nel parlare con i colleghi, nello studio, nella meditazione e in tutte le cose che liberano la mente.

 

In ultima analisi, cosa conta di più per avere successo in questo settore: il talento innato, o l'esercizio costante?

Bella domanda! Il talento permette di avere risultati velocemente, ma senza allenamento non si va lontano. Per diventare numeri uno ci vogliono entrambe le componenti: l’esercizio ci permette di migliorarci continuamente; se ho talento e non mi alleno sarò bravo, ma non il migliore.

 

 


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