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Intervista a Roberto Biagi, titolare di Nail & Beauty Lounge e presidente della divisione Toscana di OPA

Roberto Biagi

  • Nailpro

Approdato all'estetica dopo esperienze professionali in settori completamente diversi, Roberto Biagi si è appassionato fin da subito al Nail. Da sempre impegnato nella crescita del settore, l'aver aperto uno dei primi Nail Bar in Italia gli ha permesso di coltivare questa passione e di accumulare esperienza, fino alla nascita di Nail & Beauty Lounge, che unisce la distribuzione del brand NailPerfect alla formazione di alta qualità.

Approdato all’estetica dopo esperienze professionali in settori completamente diversi, Roberto Biagi si è appassionato fin da subito al Nail. L’apertura di uno dei primi Nail Bar in Italia gli ha permesso di coltivare questa passione e di accumulare esperienza, fino alla nascita di Nail & Beauty Lounge, che unisce alla distribuzione del brand NailPerfect una formazione di alta qualità. Da sempre impegnato nella crescita del settore, nel 2017 ha aderito all’OPA - Onicotecnici Professionisti Associati che si batte per la tutela della figura dell’onicotecnica/o, fondando nel 2018 la divisione territoriale Toscana, di cui è presidente. Con lui ci siamo confrontati sulle attuali criticità e sulle prospettive future di un settore in costante crescita.

(Nailpro) Quando e come ti sei avvicinato al mondo Nail?

(Roberto Biagi) Nel 2010, quando, tramite Rosy Di Fiore, Master Educator e giudice INJA, conobbi un’azienda del settore che ci propose una collaborazione non solo come utilizzatori dei loro prodotti, ma come distributori per la Toscana. L’opportunità di creare qualcosa di nostro mi affascinò e, da quel momento, iniziai l’iter formativo in un settore che fino ad allora mi era sconosciuto.

Com’è cambiato il mercato negli ultimi anni?

Il primo grande cambiamento è stato contestuale al mio ingresso nel settore: l’arrivo sul mercato dello smalto semipermanente, che ha dato un forte impulso innovativo. In quel momento, qualcosa di veramente diverso ha affiancato la ricostruzione in gel e acrilico, permettendo di ampliare la platea di fruitori dei servizi nail. La tecnologia LED, inserita con lo smalto semipermanente, ha poi portato all’evoluzione anche degli altri prodotti, permettendo di velocizzare i tempi di lavoro e di migliorare la qualità delle realizzazioni. Anche in termini di servizi abbiamo assistito a un’importante crescita; purtroppo, però, la qualità degli stessi non è cresciuta allo stesso ritmo. La forte domanda ha attirato molte persone affascinate dal facile guadagno, ma non altrettanto attente alla formazione; si sono moltiplicati corsi affidati a insegnanti non preparati e non qualificati. Chi insegna dovrebbe avere almeno l’esperienza e la padronanza che gli permettano di trasferire alle allieve le giuste competenze, i suggerimenti, la passione. E questo comunque non basta, perché non è detto che una brava onicotecnica sia altrettanto brava a insegnare.

Quali requisiti dovrebbe ricercare una professionista nell’azienda alla quale si affida?

Tre sono i fattori che ritengo fondamentali e che non possono prescindere l’uno dall’altro: una formazione qualificata, in termini di programma e di insegnanti; prodotti di qualità e controllati; supporto nel tempo da parte di persone competenti e appassionate, che possano accompagnare la professionista nella sua crescita.

Nail & Beauty Lounge ha recentemente lanciato il nuovo percorso formativo NBL Academy. Quali sono, a tuo avviso, le caratteristiche di una formazione di qualità?

Una formazione di qualità si deve basare essenzialmente su un programma completo che fornisca le giuste conoscenze necessarie a tutelare la propria salute e quella dei clienti. È quindi necessario: conoscere le basi di anatomia di ciò che andiamo a trattare, in modo da saper valutare come o se effettuare una ricostruzione o qualsiasi altro servizio; conoscere le nozioni di igiene e i rischi che si corrono se non vengono applicate; conoscere la chimica dei prodotti e le loro caratteristiche, in modo da effettuare una scelta consapevole, che si adatti alle proprie esigenze e a quelle delle clienti, basandosi sulla qualità e non solo sul prezzo; avere la conoscenza degli strumenti di lavoro; saper effettuare un’ottima preparazione dell’unghia naturale; saper realizzare una ricostruzione basata su caratteristiche non solo estetiche; conoscere a fondo i metodi di utilizzo dei principali prodotti nail; fare tanta pratica. Questi sono i pilastri di una formazione di qualità, che però deve essere integrata dalla possibilità di esercitarsi fra le varie lezioni (quindi, non solo in classe), con il supporto di un’insegnante che possa correggerti e indirizzarti. Un corso fine a se stesso, anche se tenuto da un’ottima insegnante, senza un supporto post corso perde la sua efficacia.

Oltre a una solida formazione, su cosa deve puntare una professionista per riuscire a differenziarsi in un settore così competitivo?

In qualsiasi ambito lavorativo, quando c’è molta concorrenza ciò che ci permette di distinguerci è essenzialmente la qualità. La qualità è una miscela di tante piccole cose: la qualità dei prodotti che si usano, l’ambiente dove si lavora, la pulizia del proprio tavolo, come ci si presenta, ma soprattutto la competenza e la professionalità che si dimostrano con il proprio lavoro. Alla qualità si arriva con l’impegno, con lo studio, con la voglia continua di migliorarsi e di mettersi in discussione, con la passione e senza la presunzione di sentirsi arrivati. Non tutti ci arrivano, e proprio in questo sta la possibilità di differenziarsi.

La mancata tutela normativa della figura professionale dell’onicotecnica è un problema che affligge da sempre il settore italiano: quali passi avanti sono stati fatti e quali sono i prossimi traguardi?

Nonostante se ne parli da anni, nonostante vari tentativi di far riconoscere la figura professionale dell’onicotecnica, ad oggi non siamo ancora arrivati a nulla di concreto. Gli unici passi in avanti sono stati fatti a livello locale da alcune Regioni, ma in modo scomposto e diverso. È sconcertante che, con la crescita esponenziale che ha interessato il settore, non sia stata ancora definita una legge che metta d’accordo tutti. Eppure una regolamentazione seria porterebbe vantaggi a tutti gli attori in campo: alle onicotecniche, che potrebbero svolgere il proprio lavoro in modo regolare; al settore estetico tutto, che vedrebbe diminuire la concorrenza sleale; allo Stato, con la creazione di posti di lavoro e i relativi introiti dalle tasse; alle scuole, che avrebbero più iscritte per il conseguimento di un attestato riconosciuto; alle aziende, che potrebbero vendere i propri prodotti controllati e certificati senza temere la concorrenza degli shop online dei Paesi extra UE; alle clienti finali, che sarebbero più tutelate; alle associazioni di settore, che vedrebbero un incremento delle associate. Fin dal principio ho creduto nella professionalità e sono al fianco di tutte quelle ragazze che desiderano “uscire allo scoperto” perché credono nella qualità del proprio lavoro. Questo mi ha portato ad aderire a OPA - Onicotecnici Professionisti Associati, arrivando all’apertura della sede territoriale in Toscana di cui sono presidente. Pur essendo una realtà giovane, fin dalla sua nascita OPA ha le idee chiare ed è l’unica a occuparsi al 100% della categoria delle onicotecniche.

Come potrebbe cambiare il panorama Nail alla luce di un auspicabile riconoscimento per chi opera nel settore?

Il riconoscimento della professione non dovrà essere solo un foglio di carta firmato. Alla base ci dovrà essere un programma completo e certificato, che offra competenza, professionalità e tutele alla clientela. È altresì importante che gli insegnanti siano a loro volta preparati e certificati, in modo che possano garantire lo svolgimento del programma. Con questi presupposti, il settore Nail potrebbe cambiare radicalmente: aziende, scuole e istituti di formazione dovranno adeguarsi e “alzare l’asticella” se vorranno erogare corsi riconosciuti, e questo sarebbe veramente un grande cambiamento.

 

 

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