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Nella società odierna, raggiungere la fama è diventato potenzialmente molto semplice, e quei famosi "15 minuti di notorietà" si sono dilatati all'infinito

Da Social Network ad A-social Network? (Terza Parte)

  • Nailpro

Nella società odierna, raggiungere la fama è diventato potenzialmente molto semplice, e quei famosi "15 minuti di notorietà" si sono dilatati all'infinito (basta pubblicare un post, un video o una foto e il contatore riparte ogni volta).

"Nel futuro ognuno sarà famoso nel mondo per 15 minuti” fu la profezia del visionario artista Andy Warhol, pittore ed esponente della pop art americana, nel lontano 1968. Profetico o meno, il concetto di fama si è rapidamente trasformato nel tempo e ancora più sorprendentemente è mutato persino il concetto di tempo stesso, con riferimento alla reale durata del “quarto d’ora di celebrità”. Nella società odierna raggiungere la fama è diventato potenzialmente molto semplice grazie alla diffusione e al massivo utilizzo delle tantissime piattaforme social (Facebook, Instagram, Twitter, Youtube, ecc.), e quei 15 minuti si sono dilatati all’infinito (basta pubblicare un post, un video o una foto e il fantomatico contatore riparte ogni volta). Per essere più esatti, ciò che è cresciuto a dismisura è la bramosia della fama che si è venuta a creare indistintamente in tutti, senza alcuna differenza di sesso o età: praticamente ci troviamo di fronte ad una “smania assolutamente democratica”. L’adolescente in lustrini con la bocca a c*** di gallina pretende la stessa attenzione fatta di like/segui e commenti positivi che reclama la nonnetta che pubblica i suoi tortellini fatti in casa e ci mette accanto la sua faccia grinzosa e sorridente. Prima si poteva diventare famosi dal nulla con un passaggio in tv, ora (anche) solo con un post (uno nuovo almeno un giorno sì e uno no, mi raccomando!). Da lì è stato ed è un proliferare di guide e corsi “social” (gratuiti e a pagamento) molto spesso assurdi al limite del ridicolo. Percorrendo dunque questo ragionamento, mi sono imbattuta in rete in “Selfie Perfetti in 10 Mosse” da cui estrapolo solo: “fate gli occhi da cerbiatte”. Cioè?! Tipo bestiola fulminata dai fari di una fatale auto? “Pensate di essere grandi attrici sul red carpet”, allora siete attrici consumate da metodo Stanislavskij, “inquadratevi dall’alto verso il basso e poi scattate”. E infine: “No alla “duck face” - che consisteva nel chiudere la bocca, sporgere in avanti le labbra e sgranare bene gli occhi... -, “va bene mettersi in posa, ma la faccia da papera con le labbra arricciate è meglio evitarla”. Su quest’ultimo punto mi sono informata: ora va di moda la “fish gape”, un’espressione del viso più naturale della precedente (ahahah... scusate non resisto... ehm), che consiste nel tenere le labbra leggermente socchiuse, come un pesce appunto. Praticamente meglio sembrare un pesce che una papera? Onestamente sono incerta sulla scelta, ma mi basterà provare a fare entrambe le espressioni per cogliere nel mio viso una sana risata da selfie con hashtag #smileacrepapelle. Più naturale di così si muore (sì, ma dal ridere!). Debbo dire che anno dopo anno la rete, le sue dinamiche e i suoi protagonisti mi stanno sempre più imbarazzando e se penso che una notizia o il valore di un’azienda trovava molto spesso la sua comprova definitiva nel web, beh adesso sono un po’ sconcertata e intimorita da ciò che potrei trovare...

 

K. C. Z.

 

 

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