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Al suo lancio, il motto di Facebook era: "Facebook ti aiuta a tenerti in contatto con le persone della tua vita". A distanza di anni, a me sembra che si sia prodotto l'effetto contrario.

Da Social Network ad A-social Network? (Seconda Parte)

  • Nailpro

Al suo lancio, il motto di Facebook era: "Facebook ti aiuta a tenerti in contatto con le persone della tua vita". A distanza di anni, a me sembra che si sia prodotto l'effetto contrario.

Tempo fa girava un post divenuto virale. Esprimeva in modo ironico la nuova rappresentazione che attraverso i social si è creata della parola e del significato di amicizia. Dal titolo “Cerco amici fuori da Facebook”, citava: “Scendo in strada e ad alta voce dico alla gente cosa ho mangiato, come mi sento, cosa sto facendo e cosa farò più tardi. Ascolto le loro conversazioni e grido MI PIACE! Al momento ho tre persone che mi seguono: due poliziotti e uno psichiatra”. Divertente, se quanto composto non avesse tragicamente un fondo di verità. Peraltro, il cavallo di battaglia coniato da Mark Zuckerberg & Co. al lancio di Facebook in tutto il mondo, paradossalmente, era: “Facebook ti aiuta a tenerti in contatto con le persone della tua vita”. A distanza di anni dal suo avvento, francamente a me sembra (e forse non soltanto a me) che si sia prodotto l’effetto contrario: le cosiddette relazioni sociali “vere” si sono confuse come non era possibile immaginare prima. Come in tutte le cose ci vuole misura. Ma questa tendenza social è talmente radicata che, come automi (inconsapevoli), compiamo delle azioni “assurde” se ci pensiamo. Ad esempio, quando “avvisati da Fb” mandiamo auguri di compleanno a tutti, ma proprio a tutti... una frasetta classica la troviamo già compilata dal sistema (che, lo ricordiamo, è stato creato dalle menti più brillanti del panorama tecno-social), così non dobbiamo nemmeno pensare a qualcosa di carino da scrivere, ma solo schiacciare invio. Peccato che questa pratica “veloce” (schiacci invio ed è andata: sono una persona social-educata, che si sappia!) non ci lasci il tempo di distinguere tra amici e conoscenti... Conta solo l’input che diamo alla tastiera, ma diciamo banalmente le cose come stanno? Oggi chiamiamo amici tutti i contatti che abbiamo su Fb. La gran parte di queste persone “sul profilo” ha una faccia per noi del tutto anonima, cioè non abbiamo proprio idea di chi siano! Ci scervelliamo ma niente, siamo proprio sicure di non averle mai viste, e tuttavia mandiamo loro gli auguri di compleanno e i destinatari, mossi dallo stesso meccanico riflesso, si sentono in dovere di “ringraziarci”. Vorrei solo darvi una fotografia, mentre tutto questo accade: da questa parte dello schermo (voi) e dall’altra parte (loro, gli estranei), ci sono persone che al posto del viso hanno un grosso punto interrogativo, un’espressione sul volto che non tarderemmo a qualificare come faccia da tonto rincitrullito... Mi ricordo quando ero piccola (per la cronaca, molto piccola!) lo slogan che accompagnava la pubblicità di un noto gestore telefonico (all’epoca l’unico, ad essere sinceri): “Il telefono... la tua voce”. Insomma l’effetto collaterale principale che Fb ha prodotto è proprio quello di generare un’enorme “distanza” tra le persone, altro che! E allora che ne dite, in barba alle fredde logiche social, di rivalutare gli auguri di compleanno, quelli veri fatti a voce e solo alle persone “della nostra vita”? Credo che la sorpresa di due parole d’affetto scambiate così, sarebbero già un sorprendente regalo per chi le riceve, non pensate? E semmai, dopo, andate pure a scrivere sulla bacheca... ma dopo, mi raccomando!

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