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Animali da palcoscenico o meno, tutti noi con l'avvento dei social network ci siamo sentiti "in dovere" di rappresentare qualcosa.

Da Social Network ad A-social Network? (Prima Parte)

  • Nailpro

Animali da palcoscenico o meno, tutti noi con l'avvento dei social network ci siamo sentiti "in dovere" di rappresentare qualcosa.

Ecco, direte voi, inizia la filippica volta a demonizzare la vita social! Sì e “nì”, vi rispondo io. Animali da palcoscenico o meno, tutti noi indistintamente con l’avvento dei social network ci siamo sentiti “in dovere” di dire e rappresentare qualcosa. Ci siamo spremuti le meningi come forse non avevamo mai fatto prima, nemmeno ai tempi della scuola davanti al tema più semplice del mondo, tipo “descrivi la tua giornata”, pur di dire la cosa più memorabile, magari farcita di fotografia correlata, che restasse in rete nei secoli dei secoli (amen), definendoci a imperitura memoria persona originale e straordinaria. E laddove non siamo riusciti a quagliare una frase di senso compiuto che avesse un’aura pocopoco strabiliante, ecco che siamo diventati autentici ricercatori di massime, storiche e/o anonime, che neanche se avessimo dovuto stilare un’enciclopedia di citazioni saremmo stati più chirurgici e attenti nel reperire... E da allora, quale copiosa produzione abbiamo realizzato! Taluni (un’esigua minoranza di “divergenti”), dopo aver tentato quella fatica tre volte, hanno abbandonato, arrivando persino a “eliminare” qualunque traccia della propria esistenza che non fosse su oramai obsoleta carta; altri hanno deciso di continuare ad esistere anche con un profilo social (i resilienti) giusto per essere calati nella modernità e per “farsi trovare” (vedi mai...) e i loro profili sono riconoscibilissimi: non vengono mai aggiornati e come delle autentiche star, di sé dicono poco o nulla... Infine (senza fascia intermedia) ci sono i super navigati (gli irriducibili), e di questa categoria fanno parte non solo le persone che hanno sempre avuto dimestichezza nello scrivere e nel parlare (si narra che altre persone che li conoscono bene nel mondo reale, alle loro spalle li definiscano da sempre logorroici...), ma anche quelli che non lo hanno mai fatto, per capirci quelli per i quali lo sviluppo del tema sopracitato sarebbe stato: “mi sveglio, vengo a scuola, torno a casa, pranzo e faccio i compiti”, i quali adesso scriverebbero: INTRO d’obbligo: “Buongiorno bella geeente!”. Inserimento informazioni personali: “Io mi sveglio sempre presto, amo svegliarmi presto, in fondo chi ha tempo non aspetti tempo!”. Sfoggio di vanità e profondità: “Mi preparo con cura: un nude make up e un outfit casual ma glam, giusto per affrontare una giornata piena di studio e di conoscenza, del resto ‘Da qualche parte, qualcosa di incredibile attende di essere conosciuto. (Carl Sagan)!’”. E infine un po’ di solitudine del social networker: “Mi reco allegramente all’indirizzo che mi aspetta, ma Jim Morrison dixit: essere allegri non significa necessariamente essere felici, talvolta si ha voglia di ridere e scherzare per non sentire che dentro si ha voglia di piangere”. E via così, fino a sera e poi domani daccapo, in un continuum di cronaca di vita virtuale costantemente edulcorata e photoshoppata!

 

K.C.Z.

 

 

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