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Non esiste vergogna né maleficio: l’amore ci rende stupidi, ma in qualche modo amare ci libera, ci rende più forti.

AAArgh! L'amour... (Seconda parte)

  • Nailpro

Non esiste vergogna né maleficio: l’amore ci rende stupidi, ma in qualche modo amare ci libera, ci rende più forti.

Gli uomini sono refrattari a dire “ti amo”. Perché? Non è qualcosa che non si possa superare, suvvia. Il primo consiglio che mi viene da dar loro (comprovato il fatto che ci amino per davvero e il blocco sia solo, diciamo, culturale) è che... si allenino! È la vergogna a bloccarvi? O davvero pensate che pronunciare quelle parole possa “indebolirvi”? Non esiste vergogna né maleficio: l’amore rende stupidi (c’è tutta una magnifica letteratura di livello su questo, e non parlo degli Harmony), ma in qualche modo amare ci libera, ci rende più forti. Parafrasando Plutarco, “l’Amore rende perspicace anche chi è sciocco, valoroso chi è codardo”. Maschi, prendetela come una sfida, vincete la paura, dite “ti amo” apertamente, non a mezza voce, senza mangiarvi le parole, senza timore. Fate le vostre prove, scegliete un luogo che sia la vostra palestra (chissà perché so già che il bagno sarà quel luogo) e anziché portare lo smartphone per giocare a Ruzzle, allenatevi allo specchio. Dite “ti amo” tra un gargarismo e l’altro, tra una plin plin e l’altra (lo so, è orribile da pensare, ma lo scopo è di rendere questa cosa “normale” al pari tutte le altre!), mentre vi asciugate i capelli, con il sottofondo del phon! Come d’incanto vi accorgerete che è facile dirlo, e dirlo più spesso vi procurerà anche un insieme di premi da parte delle vostre donne. Sarà come una rendita perpetua (fintanto che oltre a dirlo, continuerete a supportare il sentimento anche con i gesti!). Praticamente, oltre a fare bene al nostro amor proprio, allungherete a dismisura la nostra tolleranza di fronte alle vostre quotidiane “pecche”, come quando preparate la caffettiera e vi divertite a fare “la montagnetta” spargendo un milione di granelli tutt’intorno, oppure quando, sempre per dimostrarci amore, ci aiutate a mettere pentole e piatti in lavastoviglie e al momento di scaricarla ci accorgiamo che non conoscete il verso sopra/ sotto (ma si laverà mai una pentola poggiata sul lato?), e per estrarre le stoviglie tutte incastrate e ammassate dovremo chiedere l’intervento dei pompieri muniti di flessibile! Insomma se ci riempirete di “ti amo” a parole e fatti, non vi guarderemo torve mentre scaverete nel panettone per mangiarvi solo canditi e uvetta, ma vi sorrideremo come bambine stupide (e innamorate!) e non vi sgrideremo (o comunque vi sgrideremo meno, ora non esageriamo!) se nel riempire il frigorifero adotterete le tecniche di gioco Shangai, e ogni volta che dovremo sfilare qualcosa, rischieremo di far cadere tutto... L’amore è anch’esso un gioco, vive di regole e, se si gioca correttamente, con rispetto dell’altro, regala ai partecipanti solo gioia e forza. In un clima armonioso e sereno dove ognuno fa la sua parte, si percepisce come un “senso di eternità”, e ci si innamora di nuovo tutti i giorni. Prima di chiudere però mi urge un avvertimento serio alle donne: un uomo che pure dice di amarci ma nei fatti non lo dimostra, o addirittura è violento, non merita il nostro amore né la nostra tolleranza né, fatemelo dire, una seconda occasione. Possiamo educare i nostri uomini a dirci ti amo, ma se non riusciamo, non ha nessuna importanza se loro ci dimostrano nei fatti rispetto e amore. Non il contrario. Mai.

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