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Guida pratica per rendere infallibile il processo di selezione del personale

AAA Cercasi Onicotecnica

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Come titolare di un salone, sei consapevole che circondarti di collaboratori fidati ed efficienti non è un’impresa semplice. In effetti, anche gli esperti di Risorse Umane concordano sul fatto che assumere è diventato davvero più difficile negli ultimi anni. Le ragioni sono molteplici: la globalizzazione, l’aumento dell’automazione e il progresso tecnologico hanno contribuito ad alzare l’asticella degli standard richiesti per le professioni manuali, e la mancanza di formazione specializzata riduce ulteriormente le alternative. Per chi cerca nuovo personale da assumere il rischio è sempre dietro l’angolo: si stima, infatti, che una “cattiva assunzione” possa provocare danni considerevoli all’equilibrio di una piccola azienda, sotto forma di tempo sprecato e di clienti persi. Senza contare che il processo di ricerca, selezione e formazione di nuovo personale si trasforma spesso, per molti datori di lavoro, in un costoso ed estenuante tour de force.
Non meravigliano, quindi, i dubbi e le preoccupazioni espresse da molte titolari di saloni quando si trovano nelle condizioni di dover assumere una persona nuova: trovare operatrici in gamba e che abbiano voglia di entrare a far parte di quella che per certi versi è una vera e propria “famiglia” non è mai semplice. Eppure, non si tratta solo di fortuna.
Che tu abbia bisogno di allargare la squadra di lavoro, di elevare il livello dei servizi del tuo centro o di entrambe le cose, gli esperti concordano: ci sono alcune strategie che possono aiutarti a rendere il processo di selezione efficiente e fruttuoso.

Definisci un profilo ideale

Per quanto sembri paradossale, molte titolari che si apprestano a cominciare un processo di selezione non hanno un’idea precisa del tipo di persona che stanno cercando e delle caratteristiche che dovrebbe avere. È un errore basilare, che non solo riduce le probabilità di trovare la persona giusta, ma rende la tua offerta di lavoro troppo generica e poco attraente per le candidate più in gamba.
Ogni processo di selezione che si rispetti parte da un’accurata “job description”, ovvero una descrizione dettagliata della figura professionale ricercata, che includa i compiti e le responsabilità previste, le qualifiche richieste e l’ambiente di lavoro in cui sarà inserita. L’annuncio deve essere scritto in modo semplice ma preciso, e deve esservi specificato chiaramente il tipo di specializzazione e il livello di esperienza richiesti. Oltre alla job description, nell’annuncio devono essere indicate chiaramente le modalità di invio del CV e della lettera di presentazione. Piccolo consiglio: chiedi alle potenziali candidate di segnalarti anche i link ai loro profili social. Perché? Come vedremo più avanti, i social ci offrono un prezioso spaccato sulla personalità di qualcuno che non conosciamo, e ormai da tempo sono utilizzati nei processi di selezione del personale da parte di grandi aziende e agenzie interinali.
Oltre alle qualifiche e alle competenze tecniche, in effetti, anche la presenza (o meno) di certe caratteristiche personali può determinare il successo o l’insuccesso di un’assunzione. Gli esperti di Risorse Umane suggeriscono quindi di inserire, nel profi lo della tua candidata ideale, anche una lista di tratti caratteriali che consideri importanti. Per trovare la giusta ispirazione, pensa a una tua collaboratrice (attuale o del passato) con cui lavori o hai lavorato molto bene e prova a pensare a quali sono le cose che più ti piacciono/piacevano di lei. È (o era) cordiale ed estroversa? Oppure diligente e silenziosa? Al tempo stesso, rifl etti sul tipo di personalità che potrebbe inserirsi al meglio nel tuo specifi co contesto lavorativo: se le tue dipendenti tendono a essere molto ansiose, introdurre una nuova collaboratrice dalla personalità tranquilla e pacata potrebbe avere un impatto positivo sull’ambiente di lavoro. Rifl etti a fondo su cosa ti serve e scrivi un annuncio mirato, in modo da attirare le candidate che possiedono i requisiti che cerchi ed escludere buona parte delle altre, risparmiando così tempo e fatica in colloqui che non ti porteranno a nulla.

Amplia il raggio d’azione

Una volta creato l’annuncio perfetto, è tempo di cominciare la ricerca. La prima cosa che devi fare è assicurarti di riuscire a fi ssare un buon numero di colloqui; questo è possibile solo se il tuo “raggio d’azione” è suffi cientemente ampio. Molte titolari, infatti, fi niscono per ritrovarsi con solo due o tre candidate interessate per il semplice fatto di non aver impostato bene la ricerca. Ricorda: più candidate hai, più potrai permetterti di essere esigente.
Rendi accattivante l’opportunità di lavoro che offri elogiandone i vantaggi, usando espressioni come “business in crescita”, “ambiente dinamico”, “spazio alla creatività individuale” o simili. Poi, scegli i canali giusti per far sì che la tua offerta di lavoro raggiunga tante persone - e, soprattutto, le persone “giuste”: puoi ad esempio rivolgerti alle scuole, o pubblicare l’annuncio su portali specializzati. In alternativa, puoi affidarti alle segnalazioni di clienti, collaboratrici o altre persone fidate all’interno del tuo network di conoscenze nel settore. Chiedere alle tue attuali collaboratrici di segnalarti qualcuno (un’ex collega, un’ex compagna della scuola di estetica) è in linea generale una buona idea; essendoci una conoscenza pregressa, infatti, c’è già in qualche modo un legame tra questa persona e il tuo centro e questo aumenta la probabilità che si crei in breve tempo un team unito e affiatato. Senza contare che, dal punto di vista della tua dipendente, presentarti una candidata in gamba equivale a fare bella figura con il capo: questo porterà senz’altro le tue collaboratrici a essere motivate nella ricerca. Una candidata che ti è stata segnalata, tuttavia, deve essere trattata esattamente come le altre: effettua il colloquio con il dovuto distacco e cerca di valutare la persona in modo obiettivo e imparziale. Solo così capirai se fa davvero al caso tuo oppure no.
Quando i consigli del tuo staff non vanno a buon fine, è il momento di espandere la ricerca. Contatta le tue conoscenze nelle scuole della zona e chiedi loro di suggerirti il nome di qualche neo diplomata particolarmente dotata. Assumere una persona con poca esperienza può essere una scelta vincente, perché ti permette di formarla da zero e secondo le tue necessità; nella maggior parte dei casi, inoltre, una collaboratrice fresca di studi non ha ancora preso nessuna “cattiva abitudine” e, seppur acerba e magari un po’ insicura, sarà motivata e piena d’entusiasmo.
Una scelta ovvia (e anche conveniente) quando si vuole assumere qualcuno è pubblicare un annuncio di lavoro; dove e come farlo, però, dipende molto dalla fetta di mercato in cui si inserisce il tuo salone. Un esempio: stampare degli annunci cartacei può sembrare una pratica superata, ma se il tuo centro si trova in una cittadina di piccole o medie dimensioni, in cui le notizie corrono soprattutto con il passaparola, potrebbe rivelarsi una strategia vincente. Considera, ovviamente, anche gli annunci online: fai qualche ricerca, chiedi alle tue dipendenti quali siti (e pagine social, e gruppi Facebook…) visitano nel tempo libero e scegli i canali migliori in cui pubblicare i tuoi annunci basandoti sulle risposte che avrai ricevuto dal tuo staff. Esistono poi portali specializzati in annunci di lavoro, molti dei quali offrono la pubblicazione gratuita o a costo irrisorio. Scegli le piattaforme che ti sembrano più affidabili, pubblica la tua offerta e… incrocia le dita!

"È buona consuetudine avvisare le candidate in anticipo di come si svolgerà il colloquio. Se intendi sottoporle a una prova pratica, informale per tempo."

Indaga, interroga e seleziona

Spesso i titolari di aziende medio- piccole si servono dei loro profili social per promuovere una ricerca di personale, contando sul fatto che i loro follower spargeranno la voce e condivideranno l’annuncio sulle loro bacheche. Allo stesso modo, è sempre più comune trovare annunci di lavoro su gruppi Facebook “a tema”, ad esempio quelli che riuniscono professionisti di un certo settore. Quale piazza "virtuale" migliore per far sapere che si sta cercando qualcuno da assumere? L’esito di operazioni del genere, comunque, non è prevedibile: la tua casella di posta potrebbe essere invasa da decine di candidature di persone che non possiedono neanche i requisiti minimi per il lavoro che stai offrendo.
Esiste un altro modo in cui i social network possono tornarti utili nel processo di selezione: come anticipato, infatti, queste piattaforme rappresentano una risorsa da non sottovalutare per quanto riguarda la fondamentale “prima impressione” che caratterizza un incontro tra due sconosciuti. Questo le rende utilissime ai fini della pre-selezione di candidati per un lavoro, e ormai non c’è titolare d’azienda che non ricorra a una mini-indagine social quando deve assumere qualcuno.
Dare un’occhiata ai profili delle candidate prima di convocarle per il colloquio conoscitivo ti permette di capire qualcosa di loro, facendoti una prima idea di chi ti troverai di fronte e integrando queste informazioni con quelle contenute nel loro Curriculum Vitae. Come sappiamo, non tutti scelgono di rendere pubblico il proprio profilo Facebook o Instagram, ma in moltissimi altri casi le informazioni che si possono ricavare si rivelano preziose. Un veloce sguardo a post e foto di una candidata potrebbe farti immediatamente capire, ad esempio, che questa persona non sarebbe compatibile con la filosofia del tuo centro; potresti addirittura decidere di scartare qualcuna perché quello che hai visto ti ha offesa o infastidita. Non si tratta di discriminazione, ma di rendere più snello e mirato il tuo processo di selezione.
Al contrario: ti è mai successo di avere un così disperato bisogno di assumere qualcuno da ignorare qualcosa che la candidata ha detto o fatto durante il colloquio e che ti ha innervosita, per poi pentirtene più tardi? Non sei la sola. In assenza di alternative, accontentarsi di una candidata il cui colloquio è stato appena sufficiente, se non mediocre, è una forte tentazione. Eppure, ascoltare il proprio sesto senso è fondamentale per non fare passi falsi; in gioco c’è il successo del tuo salone, e devi sapere quando è il momento di dire no. In sede di colloquio, anche i piccoli dettagli contano: la candidata è arrivata in orario? Se ha tardato, si è preoccupata di avvisare e di motivare il suo ritardo? Si è presentata ben vestita e curata, o con un look trasandato? Una volta entrata nel centro si è guardata intorno incuriosita, o ti è sembrata disinteressata? Ascolta le tue sensazioni.
In fase di colloquio, valuta innanzitutto la sua prontezza: si è informata sul tuo centro? Se la risposta è no, potrebbe essere sintomo di scarsa intraprendenza. Al contrario, le candidate che mostrano entusiasmo e spirito d’iniziativa dovrebbero essere tenute in particolare considerazione. Un indicatore importante è notare se parla già del tuo centro come se vi lavorasse, ad esempio suggerendo servizi che secondo lei potresti aggiungere, o illustrandoti le tecniche in cui si è specializzata e spiegandoti perché, a suo avviso, potrebbero tornarti utili.
Comunica alle candidate che hanno superato il primo colloquio cosa dovranno aspettarsi dalla seconda fase di selezione. Se intendi sottoporle a una prova pratica - e dovresti! -, informale per tempo. Sembra scontato sottolinearlo, ma la manualità è un fattore determinante nella scelta di un’operatrice nail. Non dev’essere necessariamente un esame lunghissimo e durissimo: potresti chiedere, ad esempio, la stesura dello smalto bianco su un’unghia, dello smalto rosso su un’altra unghia e del disegno di una French su una terza unghia. Questi pochi passaggi ti permetteranno di valutare la “mano” di ogni candidata, la sua velocità e precisione: tutto il resto potrai insegnarglielo tu.
Rivolgi a tutte le candidate le medesime domande, così da poterle mettere a confronto una ad una quando dovrai decidere chi assumere. Un altro passaggio che non dovresti sottovalutare è il controllo delle referenze che ti hanno fornito. Non è una perdita di tempo come molti pensano: è sufficiente lasciare un messaggio alle persone che le candidate ti hanno segnalato dicendo: “Se hai qualcosa di bello da dirmi su questa ragazza, richiamami”. Se la persona non ti richiama, potrebbe già essere una cattiva raccomandazione.
Quando poi si tratta di prendere la decisione finale, fidati del processo: hai definito un’idea precisa di ciò che stavi cercando, hai diversificato il più possibile i canali di ricerca, hai scremato il pool di candidate sulla base di ciò che hai potuto vedere sui social, leggere sul CV e osservare durante il primo colloquio; ora che sei arrivata a una rosa ristretta di candidate, il tuo intuito e le capacità che ti avranno dimostrato “sul campo” ti faranno prendere la decisione giusta.

Guida pratica al colloquio

Prima di cominciare un colloquio, assicurati di conoscere bene le leggi sul lavoro, che precisano cosa si può e non si può chiedere a un candidato. Poi cerca di sfruttare al meglio il (poco) tempo a disposizione rivolgendo all’aspirante operatrice le domande giuste. Qualche suggerimento:

  • Chiedi a una tua collaboratrice di presenziare al colloquio, così da poter confrontare le tue impressioni con le sue.
  • Fai delle domande aperte, come: “Parlami del tuo precedente lavoro”.
  • Sii comprensiva verso le possibili barriere linguistiche o culturali. • Cerca di mettere la candidata a suo agio, così da poter vedere il meglio di lei.
  • Fai delle domande ipotetiche, come: “Cosa faresti se…”.
  • Fai attenzione al linguaggio corporeo e non verbale (come il contatto visivo, la postura): possono rivelarti molto sulle attitudini della candidata al lavoro e alle relazioni interpersonali.
  • Dai alla candidata la possibilità di farti delle domande.
  • Prendi appunti.
  • Se una candidata ti sembra interessante, spiegale perché potrebbe essere una buona scelta.

 

6 consigli per un colloquio perfetto

Abbiamo visto come impostare il processo di selezione quando si sta cercando una nuova collaboratrice da assumere. E quando invece la candidata sei tu? Segui questi 6 consigli e il colloquio andrà a gonfie vele.
( Di  Michele Meyer)

  1. Prima del colloquio, raccogli informazioni sul centro: guarda il suo sito web, dai una sbirciatina alle vetrine e chiama in anticipo per conoscere i servizi che offrono, i brand che usano e qualunque altra cosa li contraddistingua. Questa ricerca ti sarà utile anche per capire come vestirti per il colloquio. Se vuoi andare sul sicuro riordina i capelli, truccati in modo leggero, sistema le cuticole e stendi una mano di smalto. E non importa quali siano le condizioni atmosferiche: non presentarti mai in canottiera, pantaloncini e infradito! Presentati come una persona che sarebbe a proprio agio in quel centro e avrai già guadagnato qualche punto.

  2. Porta con te qualcosa di più della tua conoscenza del mondo nail: copie cartacee delle tue qualifiche e certificazioni, oltre a un tuo CV aggiornato… senza errori grammaticali o di battitura! Nel CV metti in evidenza la tua attuale posizione e non dimenticare di inserirvi le tue referenze: porta con te un elenco di contatti (insegnanti, precedenti datori di lavoro, clienti affezionate). Per ognuno di loro indica il nome completo, il suo ruolo in relazione alla tua carriera, un numero di telefono e un indirizzo mail. Un’altra cosa che non devi dimenticare è un dispositivo (ad esempio un tablet) su cui mostrare il tuo portfolio, composto dalle foto dei tuoi lavori migliori. Questo permetterà al tuo potenziale datore di lavoro di capire facilmente il tuo livello di esperienza e capacità.

  3. Arriva per tempo e preparati a mostrare quello che sai fare. Arrivare in orario dimostra che comprendi il valore del tempo altrui, qualità molto importante quando si lavora nel settore dei servizi. Inoltre, arrivare presto ti permetterà di non dover fare le corse quando ti sarà chiesto di eseguire un vero e proprio servizio, un passaggio non negoziabile in un colloquio di questo tipo. La prova pratica serve a valutare come stendi lo smalto, come tratti le cuticole e come usi la lima. Anche la calibratura e la pulizia di una ricostruzione sono due criteri che vengono solitamente presi in considerazione. Nel colloquio si terrà conto anche della tua personalità. La professione di onicotecnica prevede prestazioni uno-a-uno, in cui cliente e operatrice sono a diretto contatto: è naturale, quindi, che verrai valutata anche in base alla tua gentilezza, all’adeguatezza del contatto visivo e al tono di voce. Devi riuscire a infondere fiducia nel tuo interlocutore, perché l’obiettivo di un salone è quello di crearsi una buona base di clienti affezionate.

  4. Sii pronta a parlare di te. Sicuramente durante il colloquio dovrai parlare dei tuoi punti di forza e di debolezza nel lavoro sulle unghie, ma ti sarà chiesto anche di raccontare perché hai deciso di intraprendere questa professione e quali sono i tuoi obiettivi per il futuro. Preparati le risposte in anticipo e prova a ripeterle ai tuoi amici o davanti allo specchio: prenderai confidenza e ti sentirai più calma e sicura. Ricorda anche che è tuo diritto non rivelare quanti anni hai (a meno che non ti venga proposto un contratto legato all’età, come l’apprendistato), il tuo stato di salute e il tuo orientamento religioso, politico e sessuale. Nessuna di queste informazioni è rilevante, solo la tua formazione e le tue competenze lo sono.

  5. Non limitarti a rispondere alle domande: fanne tu. Informati sull’orientamento generale del salone, sui suoi protocolli, sui suoi valori e sui servizi che vanno oltre quelli nail, e chiedi quali sarebbero i tuoi compiti durante una giornata-tipo, le opportunità di crescita professionale e formativa. È importante informarsi anche sulle ore di lavoro settimanali, lo stipendio, i benefit e i giorni di ferie, ma è bene conservare questi argomenti per la fine del colloquio, e solo se credi che sia andato particolarmente bene. Anche se è tuo diritto sapere queste cose, infatti, il tempismo è fondamentale: rivolgere queste domande troppo presto potrebbe farti apparire come una persona che pensa solo al proprio tornaconto. Detto questo, è comunque essenziale conoscere fin dall’inizio il tipo di inquadramento previsto: ti stanno offrendo una posizione da dipendente, o una collaborazione come libera professionista con partita IVA? Questo è un aspetto che è necessario chiarire prima di procedere con un eventuale secondo colloquio.

  6. Ringrazia. Una volta concluso il colloquio, informati sul suo esito mandando una mail o una lettera cartacea, in cui ringrazi il tuo interlocutore per averti dedicato del tempo. Se il datore di lavoro dovesse essere molto indeciso tra due candidate, e una di queste gli inviasse una nota di ringraziamento, chi pensi che sceglierebbe? Inoltre, per quanto il settore sia vasto, non sai mai quali persone incontrerai sul tuo cammino, anche a distanza di anni: educazione, cortesia e professionalità sono un must indispensabile, sempre.

 

Linda Kossoff

 

 

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