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La parola d'ordine deve essere confronto

La parola d'ordine deve essere confronto

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Logo BF Milano Editoriale NPGoogle è uno strumento straordinario: ha messo ordine in un mondo che altrimenti sarebbe stato impossibile da navigare per le sue articolazioni e per la sua vastità. Possiamo definirlo la bussola del web, o le bussole del web, perché ognuno di noi costruisce la propria.

Inizialmente Google era una directory che, a fronte di una richiesta, restituiva tutti i siti che rispondevano alla domanda posta. Con la crescita del web è diventato sempre più difficile svolgere questa funzione in questo modo; ad un certo punto, quindi, il sistema ha cercato di classificare i siti sulla base della loro attendibilità. Come? Teorizzando che se più utenti hanno visitato un sito, allora probabilmente questo risponde in modo esaustivo alle domande poste. A questo criterio sono state aggiunte le parole chiave ed altri paramenti per valutare l’attendibilità dei siti e soprattutto la loro coerenza con le richieste fatte dagli utenti.

Già in questa fase inizia a svilupparsi il pensiero unico: gli utenti sono indirizzati su un numero relativamente limitato di siti che vengono proposti come più interessanti da Google, basandosi fondamentalmente sul criterio per cui “la maggioranza ha sempre ragione”. Ultimo stadio nella metamorfosi degli algoritmi di Google è la valutazione dello storico delle ricerche del singolo utente. Ogni volta che navigate, che fate ricerca, che cliccate sui link, le vostre azioni diventano informazioni che Google raccoglie disegnando un vostro profilo, registrando cosa vi interessa e in qualche misura cosa pensate. Quindi, quando farete un’altra richiesta, Google vi proporrà siti tenendo in considerazione anche il vostro profilo personale. Questo è certamente molto efficace, perché permette di ricevere solo le informazioni in linea con il proprio modo di pensare; al tempo stesso, però, riduce la possibilità di valutare nuovi punti di vista, che magari potreste ritenere interessanti.

Non credo che Google sia il male, ma bisogna cercare di mantenere una certa apertura mentale, per evitare di chiudersi nel proprio modo di pensare senza valutarne altri.

La parola d’ordine deve essere confronto: misurarsi con opinioni differenti, ascoltare punti di vista che possono rivelarsi interessanti per crescere personalmente ma anche professionalmente.

Buona lettura.

 

Loris Sparti

 

 

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