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Le regole d'oro per scegliere e mantenere attive lampade UV e LED

Lampade: Le regole d'oro

  • Nailpro

IL PROCESSO DI POLIMERIZZAZIONE È FONDAMENTALE PER MOLTI DEI SERVIZI NAIL PIÙ RICHIESTI DALLE CLIENTI, dallo smalto semipermanente alla ricostruzione in gel. Per un risultato impeccabile, la lampada giusta è fondamentale. Come sceglierla? Quali accorgimenti rispettare per una perfetta polimerizzazione? Come prendersi cura della lampada e farla rendere al massimo?

1. scelta

La scelta della lampada dipende in primo luogo dalla natura dell'acquisto: se si sta introducendo per la prima volta il servizio di smalto semipermanente o la ricostruzione in gel, il consiglio è quello di acquistare la lampada consigliata dal produttore per quello specifico sistema. I prodotti di uno stesso brand sono infatti formulati specificamente per lavorare insieme, e questo vale anche per le lampade. Far polimerizzare i prodotti di un certo marchio con una lampada acquistata altrove - ad esempio online a un prezzo stracciato - non è mai una buona idea: difficilmente il prodotto polimerizzerà a dovere, e potrebbero scatenarsi anche reazioni inaspettate, come onicolisi o infezioni ungueali.
Se invece si lavora già con il gel polish, o già si eseguono ricostruzioni in gel e si vuole semplicemente cambiare lampada, la prima scelta da fare è tra la "vecchia" tecnologia UV e la "nuova" tecnologia LED. Come sappiamo, le lampade LED sono più costose, ma riducono drasticamente i tempi di polimerizzazione, sono più durature e consumano meno energia. D'altro canto, però, sono in grado di polimerizzare solo ed esclusivamente prodotti formulati per la tecnologia LED. Quando si utilizzano più sistemi diversi - ad esempio si effettuano sia ricostruzioni in gel che ricoperture con smalto semipermanente, o magari si lavora anche con i gel ibridi in tubetto - l'ideale sarebbe avere una lampada dedicata per ciascun servizio. Se questo non è possibile, le moderne lampade combo UV/LED sono una buona alternativa, sempre appurata la compatibilità tra prodotti e tecnologia.
Deciso il tipo di tecnologia di polimerizzazione per il quale optare, ci sono altri requisiti da considerare. La lampada ideale ha un design ergonomico, che facilita l'inserimento della mano (e del piede: non dimentichiamo che anche i servizi pedicure possono avere bisogno di una lampada) anche da parte delle clienti più maldestre. Il piano d'appoggio a scorrimento, in questo senso, è molto comodo per agevolare l'ingresso e l'uscita dalla lampada.
La lampada ideale è maneggevole e comoda da spostare. Oggi, le aziende produttrici stanno puntando sempre più su modelli che rispettano queste caratteristiche: le vecchie lampade ingombranti sono poco più che un ricordo, soppiantate da apparecchi snelli, leggerissimi e funzionali, oltre che belli da vedere. Alcuni brand propongono anche modelli ricaricabili senza filo, ideali per lavorare in ogni condizione.
Caratteristiche tecniche a parte, quando si deve acquistare una lampada va sempre valutata l'affidabilità di chi la vende, verificando il pieno rispetto delle normative vigenti e la durata della garanzia.

"Far polimerizzare i prodotti di un certo marchio con una lampada qualunque, magari acquistata online a prezzo stracciato, non è mai una buona idea: difficilmente il prodotto polimerizzerà a dovere, e potrebbero scatenarsi anche reazioni inaspettate, come onicolisi o infezioni ungueali."

2. polimerizzazione

Per quanto possa sembrare superfluo ricordarlo, affinché un prodotto polimerizzi alla perfezione deve essere compatibile con la lampada utilizzata: un prodotto formulato per la tecnologia UV non polimerizzerà in una lampada LED, inutile provarci. Come già detto, l'ideale sarebbe acquistare la lampada dallo stesso produttore da cui ci si rifornisce per gel e smalti semipermanenti, così da poter contare su una totale compatibilità. Essenziale è poi, ovviamente, rispettare i tempi di polimerizzazione previsti dal sistema che si sta utilizzando, per ognuno dei prodotti che lo compongono (bonder, base, colore, top...); molte lampade dispongono a questo scopo di timer preimpostati, talvolta numerati secondo l'ordine dei passaggi, così da ridurre al minimo gli errori di distrazione.
Anche quando si rispettano perfettamente compatibilità e procedure, può capitare che il prodotto non polimerizzi come dovrebbe. Nel caso si utilizzi una lampada UV, la mancata o incompleta polimerizzazione spesso segnala che è arrivato il momento di sostituire i bulbi. Se il prodotto tende a sollevarsi o sbeccarsi dopo la polimerizzazione, invece, spesso la colpa non è della lampada, ma di un'applicazione poco accurata: affinché la polimerizzazione vada a buon fine, l'unghia deve essere stata preparata a regola d'arte e il prodotto applicato in modo uniforme dal giro cuticola alla punta, e qui sigillato bene. Il consiglio è quello di stendere i prodotti in strati sottili: questa accortezza non solo agevola la polimerizzazione, ma permette anche di evitare il fastidioso fenomeno dei "picchi di calore" che sembrano bruciare il letto ungueale mentre si ha la mano in lampada. Malgrado i moderni gel siano formulati in modo da sviluppare meno calore possibile, la polimerizzazione genera di per sé una reazione esotermica, la cui intensità dipende dal numero di fotoiniziatori contenuti nel gel e da altri fattori. Stendere più strati sottili di prodotto, invece di un unico strato più spesso, è il modo migliore per evitare la spiacevole sensazione di bruciore tanto temuta - non a torto - dalle clienti.

3. manutenzione

La pulizia della lampada, meglio se dopo ogni utilizzo, è una fondamentale regola d'igiene. La lampada ideale dovrebbe essere facile e veloce da pulire sia internamente che esternamente: il piano d'appoggio estraibile velocizza significativamente questa attività, permettendo di pulire meglio tutte le parti interne inamovibili dell'apparecchiatura.
Per quanto riguarda l'esterno, è bene dedicarvi un'accurata pulizia quotidiana, non solo per ragioni di igiene, ma anche per trasmettere alla clientela un segnale di professionalità: una lampada "costellata" da macchie di colore è un'involontaria ammissione di trascuratezza che le clienti più attente potrebbero non apprezzare affatto.
In tema di manutenzione, qualora si utilizzi una lampada UV è necessario verificare periodicamente le performance dei bulbi, che di norma cominciano a "scaricarsi" progressivamente a partire dalle 20.000 ore di utilizzo. Chiaramente, i bulbi UV non hanno una data di scadenza standard: la loro durata dipende dall'utilizzo quotidiano che si fa della lampada. Il consiglio è quello di calcolare quanti minuti/ore, in media, la lampada lavora ogni giorno (o ogni settimana) e di annotare la data in cui si montano dei bulbi nuovi, così da poter valutare periodicamente a che punto del ciclo di vita ci si trovi, provvedendo per tempo alla loro sostituzione.

 

Valeria Federighi

 

 

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