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Viaggio dalla nascita dello smalto alla manicure moderna

Una notte al Piper

  • Nailpro

 

Continua fino in fondo all'articolo: ti aspetta la Gallery di NailArt dedicata al mitico Piper Club romano!

 

Negli stessi anni in cui il Times incorona Carnaby Street come centro nevralgico della Swinging London, e nascenti band come gli Who e i Rolling Stones vi insediano la propria sede operativa, a Roma apre i battenti un locale notturno destinato a fare storia: il Piper Club. L’idea è di Alberigo Crocetta, ex avvocato passato all’organizzazione di eventi, che dopo un viaggio in America decide di portare in Italia una nuova concezione di intrattenimento giovanile, tutta basata sulla musica beat. Con due amici, gli imprenditori Giancarlo Bornigia e Alessandro Diotallevi, trasforma uno scantinato di via Tagliamento in un locale pensato per l’intrattenimento e il divertimento più sfrenato. Il Piper Club viene inaugurato il 17 febbraio 1965 con una doppia esibizione degli inglesi The Rokes e degli italiani Equipe 84. È un successo.

Il tempismo è decisivo: la nuova discoteca viene lanciata nel momento perfetto e nella cornice perfetta. La Roma dell’epoca è infatti una delle capitali mondiali della mondanità: successi cinematografici come La Dolce Vita di Fellini hanno reso la città una vera e propria calamita per celebrità, che si muovono tra Cinecittà e i caffè di via Veneto tallonati da orde di paparazzi in cerca di scoop. Siamo d’altronde in pieno boom economico: c’è voglia di divertirsi, e in questo clima goliardico e spensierato il Piper si configura fin da subito come meta privilegiata dagli amanti della bella vita.

Le band del momento fanno a gara per aggiudicarsi una serata: non solo icone del beat italiano come i Delfini, i Giganti, i New Dada, ma anche volti noti della musica leggera come Fred Bongusto, Gabriella Ferri, Rita Pavone e i Pooh, che proprio qui conoscono il loro futuro frontman e bassista Riccardo Fogli.

Nell’aprile del 1968, al Piper si esibiscono i Pink Floyd, all’epoca semisconosciuti, ma negli anni altre band internazionali si faranno conoscere al pubblico italiano da quel palco, come i Genesis e, più tardi, i Nirvana. Tra i frequentatori abituali del locale ci sono future leggende della canzone italiana come le sorelle Mia Martini e Loredana Bertè, oltre a un giovanissimo Renato Zero, che nel 1982 celebrerà quegli anni con l’album “Via Tagliamento 1965/1970”. Sul palco del Piper ha inizio anche la carriera di Patty Pravo, scoperta proprio da Alberigo Crocetta: bellissima e talentuosa, diventa per tutti “la ragazza del Piper”.

Ma il Piper non è solo musica e luci stroboscopiche. Il locale diventa ben presto punto d’incontro di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, da Vittorio Gassman a Franco Zeffirelli, da Anna Magnani a Rudolf Nureyev, ospita eventi e mostre, happening e incontri culturali. Sulla scia di quanto accade a New York, con il sodalizio tra la band dei Velvet Underground e il padre della Pop Art Andy Warhol, anche al Piper l’intrattenimento si mescola con l’arte: il pannello murale del palcoscenico, con l’iconica bocca femminile sorridente, è firmato da Claudio Cintoli; si dice che, nei suoi anni d’oro, nel locale facessero bella mostra di sé opere dello stesso Warhol e di visionari artisti italiani come Mario Schifano e Piero Manzoni. Ben lungi dall’essere “solo” un night club, il Piper è un microcosmo che racchiude e sintetizza tutta l’essenza della sua epoca: la voglia di emancipazione, le trasgressioni, il fermento creativo.

Celebrato da film e serie tv, il Piper oggi rimane una discoteca e una location di punta per eventi live. Ma è grazie alla sua storia, come spesso accade, che il suo fascino rimarrà eterno.

 

Graziella Manfrin

Graziella Manfrin

I luccichii della “ball dance” e il black & white che caratterizza gli scatti storici del Piper Club e dei suoi celebri frequentatori ispirano Graziella Manfrin, Master Pro KyLua, che realizza un nail look semplice ma d’effetto, tutto giocato sull’alternanza tra colori pieni e abbaglianti riflessi glitterati dal sapore disco.

Robert Wells

Robert Wells

Abiti a tinte sgargianti, locandine coloratissime, opere d’arte contemporanea: il Piper Club era tutt’altro che “monocromatico”. Per celebrarne le variopinte sfaccettature, la NailArtist Master Glamour Nails Robert Wells opta per una decoro geometrico dai toni accesi, in perfetto stile Anni ‘60.

Monica Mistura

Monica Mistura

L’intreccio fra avanguardie artistiche, musica e vita notturna è molto stretto negli anni del Piper: il locale è arricchito infatti da opere d’arte decisamente anticonvenzionali, come quelle della Pop Art. Monica Mistura, EzFlow Master Artist, unisce allora all’iconica insegna del locale un pattern puntinato molto pop.

Tiziana Bellini

Tiziana Bellini

Unghie a mandorla impreziosite da una sottile French: è questo il raffinato nail look che Tiziana Bellini, Master Trainer e fondatrice del brand che porta il suo nome, immagina per una donna elegante e di tendenza che viveva in una città mondana come la Roma degli Anni ‘60.

Tiziana Roncadin

Tiziana Roncadin

La sfera specchiata e i giochi di luce del Piper Club fanno da cornice alla nailart di Tiziana Roncadin, ONS Instructor, che celebra una delle grandi protagoniste di quelle indimenticabili serate: Patty Pravo, l’iconica “ragazza del Piper” che vide decollare la propria carriera proprio da quel palco.

Annalisa Galasso

Annalisa Galasso

Gli Anni ‘60 sono un’esplosione di colore e fantasia che travolge letteralmente ogni campo della cultura, dall’arte alla moda, fino ovviamente alla musica. Annalisa Galasso, Master BrillBird, rende allora le unghie un vero e proprio arcobaleno beat, giocando con silhouette danzanti e decori floreali.

Brunella Russo

Brunella Russo

Lustrini e paillettes, colori pop e fantasie optical: la nailart di Brunella Russo, Ibd Manicurist, è un vero e proprio concentrato di Anni ‘60. Il cangiante oro shimmer e le variopinte geometrie “fluide” ci riportano istantaneamente alle atmosfere scintillanti e patinate del celebre locale romano.

Erika Visintin

Erika Visintin

Per i ragazzi e le ragazze dell’epoca, Piper è sinonimo di trasgressione. Sono gli anni delle prime minigonne e, ovviamente, delle unghie laccate di rosso. Erika Visintin, NailArt Educator Eniinails, sceglie proprio il rosso come filo conduttore del suo nail look, mettendo al centro l’inconfondibile logo del night club.

Ivana Gentile

Ivana Gentile

Negli Anni ‘80, il Piper si trasforma nella prima vera discoteca italiana: andare a ballare è ormai un passatempo comune tra i giovani, e gli stili musicali si evolvono insieme al look. Ivana Gentile, fondatrice della Ivynails School, rende omaggio al disco mood con colori vividi e accesi.

 

 

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