fbpx
Per essere considerati affidabili nell'applicazione delle misure di sicurezza, bisogna prima di tutto essere considerati credibili in quello che si dice

La credibilità della categoria

Dopo la conferenza stampa di Domenica scorsa, in cui è stata dichiarata ma non decretata la riapertura dei Centri Estetici il 1° Giugno, ho deciso di riflettere prima di scrivere spinto dalla delusione.

Delusione perché, da fonti accreditate, circolavano date di riapertura tra l'11 e il 18 Maggio, e vedere allungarsi i tempi non è stato facile da digerire. Ma è stato soprattutto il tradimento delle aspettative a mettermi a disagio, più che le nuove date.

Ragionando sul pericolo che si sarebbe generato facendo muovere tante persone insieme, però, bisogna razionalmente accettare che non ha senso correre per poi dover tornare sui propri passi. Si potrebbe certo discutere su quali siano le attività più rischiose, ma io non sono un epidemiologo e ho quindi difficoltà a capire quali comportamenti siano più pericolosi di altri, anche sapendo che le norme igieniche dei centri estetici sono di alto livello.

Correre per la riapertura ha in sé tanti rischi, lo vediamo anche con le iniziative intraprese in altri paesi che hanno prodotto un'immediata crescita dei contagi. Possiamo dire che l'Italia, a ragione, ha gestito con prudenza questa fase per tutelare la salute degli italiani.

Questo naturalmente non risolve i problemi economici in cui si trovano tante attività, le quali hanno bisogno di un sostegno concreto da parte della comunità, del paese, dello Stato. Più che chiedere la riapertura ad ogni costo, bisognerebbe concentrasi sulla richiesta di aiuti per evitare che tante imprenditrici non riescano a superare questo periodo.

Questo è anche il momento per riflettere sugli errori che la categoria ha commesso, minando forse la credibilità e l'affidabilità dell'intero settore. In questi due mesi abbiamo assistito a iniziative promosse da associazioni di categoria, o simili, quantomeno discutibili.
Protocolli igienici non credibili nella fattibilità, simili a promesse non mantenibili con il solo obbiettivo di riaprire - peraltro promosse da chi spingeva per la chiusura prima che fosse necessario.
Documentazioni inviate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con una valutazione dei danni subiti dai centri estetici nei primi due mesi di chiusura, che stimano il calo del fatturato nell'ordine del 70% dell'intero anno. Anche questo non è credibile.

All'indomani della conferenza stampa di Conte assistiamo a reazioni scomposte, con alcune associazioni che minacciano la rivolta e altre che vorrebbero, oggi, essere distinti dai parrucchieri che, a loro dire, sono più pericolosi dei centri estetici; immagino possiate aggiungere voi molte altre stranezze. Anche questo modo di reagire non fa bene alla credibilità della categoria.

Per essere considerati affidabili nell'applicazione delle misure di sicurezza, bisogna prima di tutto essere considerati credibili in quello che si dice.

Loris Sparti

     


Newsletter


zeroventi • Via Valprato 68 - 10155 Torino • p.i. 10222000019 • reg. imp. TO-1115102