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Come lo stress può arrivare ad alterare la struttura cutanea

Stress e Neurocosmesi

La pelle è lo specchio dell'anima e l'eco della mente: testimone dell'interiorità e riflesso della salute, rappresenta una proiezione esterna dell'intimità, della configurazione psichica e fisica profonda della persona. Per questo è anche uno dei bersagli privilegiati dello stress, stress che può provocare una reazione inappropriata in ogni parte dell'organismo - l'epidermide per esempio -, dovuta ad un trauma materiale o potenziale. Qualunque sia la sua forma e origine, lo stress altera il fragile equilibrio degli agenti protettivi e dei neurotrasmettitori in seno alle strutture cutanee. 

Definire lo stress è difficile: non si tratta né di dolore, né di angoscia, né di shock e neppure di un'emozione, bensì di una risposta dell'organismo, che si adatta a fattori di aggressione psicologica e fisiologica. Per convenzione, lo stress fa sempre riferimento a una situazione di fronte alla quale l'organismo deve adattarsi; non può ridursi a una semplice emozione, ma produce quasi sempre emozioni. 

Gli effetti dello stress sulla pelle variano da persona a persona. Solitamente i principali segni sono correlati a squilibri delle secrezioni, estrema secchezza o, viceversa, aumentata seborrea, ipersensibilità e intolleranza, perdita di capelli e irritazioni. In linea generale, comunque, lo stress genera tensioni che portano ad una iperproduzione di radicali liberi, provocando danni che si propagano alle cellule e alle loro membrane, fino a raggiungere i mitocondri ed il nucleo, e quindi a danneggiare il DNA cellulare. 

Dalla consapevolezza del legame esistente tra pelle e sistema nervoso si è sviluppata la neurocosmesi, che ad oggi rappresenta una delle tendenze più interessanti nella moderna cosmetologia scientifica. Le sue aree applicative sono fondamentalmente due:

  • neurocosmetici, ovvero prodotti che contengono sostanze funzionali che agiscono amplificando o riducendo gli effetti dei neuro trasmettitori della pelle;
  • cosmetici sensoriali, che agiscono sui recettori cutanei generando sensazioni piacevoli e di conseguenza molecole endorfiniche in grado di migliorare l'omeostasi epidermica. 

Entrambe le tipologie di formulazioni sfruttano le ultime ricerche sulla PNEI, ovvero i legami profondi che esistono tra la pelle, il sistema nervoso, endocrino e immunitario.

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L'articolo completo del cosmetologo Umberto Borellini sulla neurocosmesi sarà pubblicato su BEAUTY FORUM di settembre/ottobre. Abbonati subito!

 

 

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