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I quattro massaggi anti-cellulite più richiesti e performanti

I Fantastici 4

  • Beauty Forum

Quando dobbiamo decidere quale sia il trattamento più adeguato per aiutare la nostra cliente nella sua lotta contro la cellulite, la prima cosa da fare è osservare attentamente come si presenta la sua pelle e cercare di identificare a che stadio si trovi l’inestetismo. Ne distinguiamo quattro (vedi box nella prossima pagina) e, per riconoscerli, possiamo servirci del “test del pizzicotto”, che consiste nel pizzicare delicatamente tra il pollice e l’indice una porzione abbastanza ampia di coscia per verificare se si formano delle “ammaccature”, ovvero quella superficie bucherellata che chiamiamo comunemente "buccia d'arancia". Queste irregolarità compaiono quando le cellule di grasso sottocutaneo, che hanno forma sferica, riescono ad attraversare i tessuti connettivi; se il tessuto è particolarmente debole, aumentano le probabilità che si verifichi questo fenomeno. Da un punto di vista anatomico, per una donna è molto importante che i tessuti connettivi siano elastici e adattabili, altrimenti non sarebbero possibili le gravidanze.
A esclusione dei casi di sovrappeso conclamato, l’aumento dei depositi adiposi è in genere collegato a fattori ormonali - come quando servono riserve "grasse" di scorta durante il periodo dell’allattamento, ad esempio. Dal momento che l'adipe impedisce al sangue di circolare corrett mente nei tessuti, le aree interessate risultano anche più fredde al tatto: è un indicatore del fatto che il metabolismo è rallentato. Ecco perché la maggior parte dei metodi anti-cellulite lavora, prima di tutto, per migliorare la circolazione sanguigna. Questo, a patto che la cliente non soffra di vene varicose; in questo caso, infatti, è meglio lavorare con metodi drenanti che agiscono a livello linfatico, stimolando l'eliminazione dei materiali di scarto ma senza intervenire direttamente sulla circolazione sanguigna.

Pressoterapia

Per questo trattamento ci si serve di un’apparecchiatura formata da uno speciale paio di pantaloni (lunghi dal busto fino ai piedi). I programmi di trattamento sono diversi e, a seconda dell’azienda produttrice, possono variare anche molto gli uni dagli altri. Le camere d’aria dei pantaloni vengono gonfiate seguendo uno schema ben preciso, generando un massaggio intensivo che coinvolge la circolazione linfatica e mette in moto i processi metabolici. L’azione intensiva del massaggio sui tessuti connettivi è la parte cruciale del trattamento: permette di “disintossicare” e attivare fortemente i tessuti, tanto che i suoi effetti sulla pelle sono visibili già dopo una manciata di sedute. Di solito si parte con programmi il cui obiettivo è lo smaltimento delle sostanze di scarto; nelle sedute successive, si passa poi a programmi specifici per il trattamento della cellulite e il rinforzo dei tessuti connettivi. Per ottenere dei risultati significativi, si consiglia di impostare un ciclo di trattamenti di almeno dieci sedute con cadenza settimanale. Un vantaggio della pressoterapia? Dal momento che il macchinario lavora da solo, volendo è possibile eseguire il trattamento su due clienti contemporaneamente (se lo spazio e la logistica del centro lo consentono); in alternativa, si può sfruttare l'attesa per dedicarsi a un'altra parte del corpo, effettuando ad esempio una manicure o un trattamento viso.

Coppettazione (Vacuum terapia)

Questo massaggio si può eseguire sia con l'ausilio di un macchinario, sia manualmente servendosi di coppette di vetro che fungono da ventosa. Lo scopo del trattamento è quello di attivare la circolazione sanguigna e stimolare il tessuto connettivo sfruttando l'effetto "risucchio" generato all’interno delle coppette-ventosa; inoltre, dal momento che il movimento massaggiante coinvolge anche i percorsi linfatici, si ottiene anche un effetto decongestionante.
Si può scegliere se concentrare l’azione del massaggio sulla circolazione linfatica (vacuum leggero) o su quella sanguigna (vacuum intenso) semplicemente modulandone l’intensità. In ogni caso, comunque, bisogna fare molta attenzione a non impiegare una forza eccessiva, perché è molto facile che si creino degli ematomi. Usando un olio per massaggi, le coppette scivoleranno più agevolmente sulla pelle, rendendo la procedura più facile e molto più gradevole.
Generalmente, il movimento delle coppette interessa percorsi abbastanza estesi, benché si possano "risucchiare" in modo mirato anche i linfonodi della zona inguinale usando delle coppette più piccole. Nel caso in cui si lavori con un macchinario, invece, l’apparecchio alternerà in maniera automatica fasi di "pieno" e di "vuoto", producendo così un massaggio ritmico.

TIP
Nessuno di questi metodi può fare miracoli se eseguito una tantum: risultati visibili si possono ottenere solo con cicli di più sedute. Inoltre, è importante che la cliente faccia la sua parte, smettendo di indossare pantaloni troppo stretti (che ostacolano la circolazione linfatica) e ricordandosi di assumere un'adeguata quantità di liquidi.

Linfodrenaggio

In caso di ritenzione idrica, un trattamento molto utile - e adatto anche a chi soffre di vene varicose - è il linfodrenaggio. Come per tutte le tipologie di massaggio già citate, non va dimenticato che questa tecnica deve essere eseguita solo da operatori qualificati.
Indipendentemente da quale sia la zona da trattare, il linfodrenaggio manuale va iniziato sempre dai linfonodi del collo, che rappresentano uno snodo particolarmente importante per la circolazione linfatica. Fatto questo, si può passare direttamente all'area interessata dall'inestetismo. Il metodo di Emil Vodder, uno degli ideatori del linfodrenaggio, prevede l’impiego di quattro movimenti di base: movimenti circolari (o "a cerchi fermi"), movimenti a pompaggio (o di "tocco a pompa"), movimenti a frizione erogatrice (o "erogatori") e movimenti rotatori. Questi vanno adattati all’area corporea trattata ma, generalmente, vanno eseguiti ciascuno per cinque volte sullo stesso punto. La pressione esercitata deve essere molto dolce.
Sulla coscia si lavora muovendosi verso i linfonodi dell'inguine, che devono essere trattati nella fase iniziale. Anche qui, come nel collo, si trovano infatti molti linfonodi cruciali per la circolazione linfatica, in particolare degli arti inferiori. Un altro punto nevralgico è la cosiddetta "cisterna del chilo" (o "cisterna di Pecquet"), principale punto di raccolta della linfa che arriva dagli arti inferiori. Si trova nell’area dell’ombelico.

Massaggio connettivale

Questa tecnica, nota anche come “massaggio connettivale riflessogeno”, è stata ideata dall’infermiera Elizabeth Dicke nel 1929 come auto- trattamento. Si tratta di un massaggio che affonda le sue radici nella medicina naturale alla base della riflessologia. La tecnica prevede l’impiego di manovre cutanee, manovre sottocutanee e manovre fasciali per trattare le zone in cui si trovano i tessuti connettivi; servendosi del cosiddetto “arco riflesso”, poi, viene attivata una risposta a livello degli organi interni, del sistema muscolo- scheletrico e della pelle. Il massaggio connettivale si è rivelato molto utile, tra le altre cose, anche per il trattamento della cellulite. In questo caso, non si punta a stimolare una risposta "riflessa" da parte degli organi interni, ma a rafforzare i tessuti connettivi per sciogliere e rendere più elastiche le aree di rigidità.
Con la stimolazione della circolazione sanguigna migliora anche il metabolismo delle aree interessate dalla cellulite e aumenta la capacità di smaltimento delle sostanze di scarto. In caso di forte rigidità nei tessuti, è probabile che il massaggio risulti spiacevole o addirittura doloroso per la cliente. Inoltre, non bisogna dimenticare che in un centro estetico non si possono assolutamente né promettere né effettuare prestazioni di tipo medico: i risultati, che arriveranno dopo molte sedute, si limiteranno al miglioramento visibile della pelle a buccia d’arancia grazie al rafforzamento dei tessuti connettivi e alla riduzione della sensazione di dolore nelle suddette aree.

 

Susanne Pfau
Estetista e medico empirico, dirige il suo istituto e ha fondato la Pfau Cosmetics. È specializzata in cosmesi medico-dermatologica, trattamenti anti-age e peeling.

 

 

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