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Cosmesi naturale, bio, vegana: un po' di chiarezza sulle definizione e qualche dritta per scegliere i prodotti giusti

Tendenza verde

  • Nailpro

ANCHE QUEST'ANNO BEAUTYSTREAMS, AGENZIA DI TREND INTERNAZIONALE, HA OSSERVATO E SELEZIONATO LE TENDENZE PIÙ FORTI EMERSE DURANTE COSMOPROF WORLDWIDE BOLOGNA, raccogliendole in un report che ci offre un'interessante panoramica su come si stia evolvendo il mercato della bellezza. Tra i 3 grandi "mood" individuati, il primo riguarda l'attenzione sempre più alta che i consumatori sembrano riservare a un corretto stile di vita e di consumo, in un'ottica sempre più "verde" che coinvolge inevitabilmente anche i professionisti delle unghie.

Due facce della stessa medaglia

"L'attenzione all'origine delle materie prime e degli ingredienti che utilizziamo per nutrirci, vestirci o curare il nostro aspetto ci spinge a prediligere prodotti di origine naturale, alla ricerca di un'armonia tra il nostro corpo e il mondo che ci circonda", si legge nel report redatto da Beautystreams. La ricerca del prodotto naturale, che sia alimentare o cosmetico, non è solo dettata da motivazioni ecologiche, ma anche da un'attenzione alla salute e al benessere individuale molto più alta rispetto a qualche anno fa. La quantità di ingredienti chimici potenzialmente dannosi che abbiamo ingerito e applicato sul nostro corpo in passato è sorprendente a pensarci oggi, in un'epoca in cui la selezione e il controllo delle materie prime sono diventati veri e propri paradigmi della produzione industriale - si pensi agli esiti della "battaglia" contro l'olio di palma nei biscotti, ad esempio!
Salute e ambiente appaiono quindi come due facce della stessa medaglia: il consumatore consapevole, oggi, vuole prodotti che salvaguardino la sua salute e abbiano, contemporaneamente, il minore impatto ambientale possibile. Il settore food&beverage si è adeguato da tempo, e anche la cosmesi sembra a buon punto. Come dovrebbe attrezzarsi la professionista nail, allora, per offrire alle proprie clienti questo doppio beneficio?
Il mondo degli smalti ha provveduto da tempo a epurare le proprie formulazioni da tutte le sostanze considerate a rischio, a partire da Formaldeide, Toluene, DBP - il cosiddetto standard "3-Free" - a cui si sono aggiunte in breve tempo Canfora e Resina di Formaldeide - arrivando così agli smalti "5-Free". Oggi, la maggior parte dei brand professionali rispetta questi parametri; molti si sono spinti oltre, ripulendo ulteriormente le proprie formulazioni fino a stabilire standard di riferimento sempre più evoluti. Il consiglio, per la professionista nail, è dunque doppio: affidarsi ad aziende serie e certificate, lasciando perdere gli smalti low cost, e tenere sempre sott'occhio l'INCI dei prodotti che incontra sul suo cammino.
Per potere rendere la propria offerta più "green", il discorso va esteso necessariamente dagli smalti a tutti i prodotti utilizzati nel centro nail, dallo scrub piedi alla crema mani. E qui le cose si complicano un po' di più.

Vocabolario verde

Chi comincia a interessarsi alla cosmesi green si rende immediatamente conto di una cosa: è un mondo ricco di definizioni che sembrano sinonimi ma non lo sono, di etichette con foglioline verdi di ogni forma e dimensione, di campagne di marketing che possono trarre facilmente in inganno. Come orientarsi?
Innanzitutto è bene operare una prima distinzione: quella tra "naturale" e "biologico". I cosmetici naturali sono prodotti formulati con un'alta percentuale di materie prime vegetali - la cui concentrazione varia a seconda degli standard dei diversi enti certificatori, ma si aggira intorno al 90% - e ne esclude categoricamente altre: petrolati, siliconi, organismi geneticamente modificati (OGM), oli sintetici, profumazioni e coloranti artificiali, per citare i principali. Anche i cosmetici biologici devono contenere materie prime di origine vegetale ed escludere determinate categorie di sostanze; in più, però, gli ingredienti di un biocosmetico devono provenire da colture biologiche controllate. In entrambi i casi, esistono diversi enti, internazionali e nazionali, incaricati di verificare se un prodotto abbia i requisiti per essere chiamato "naturale" o "bio" e se possa quindi ricevere l'opportuna certificazione. Sul palcoscenico della bellezza ecosostenibile c'è però un terzo attore: la cosmesi vegana, che non è sinonimo né di "naturale", né di "bio" - a partire dal fatto che un cosmetico naturale spesso non è vegano e viceversa, tanto per cominciare.

Universo vegan

Quante delle clienti che frequentano il tuo centro ti hanno rivelato di essere vegetariane o vegane, o stanno valutando di diventarlo? Sicuramente più di quante non fossero anche solo cinque anni fa. Abbracciare questo stile di vita non significa solo escludere carne e derivati animali dalla propria alimentazione, ma coinvolge tutte le abitudini di consumo, compresa la beauty routine. Per quanto riguarda il mercato della bellezza, la grande distribuzione si è già attrezzata con linee vegan-friendly pubblicizzate in lungo e in largo, ma anche il canale professionale è molto ben fornito, con linee ad hoc pensate per i centri estetici e nail. A partire dallo smalto: sono molti i brand che hanno detto no all'utilizzo di materie prime di derivazione animale (come alcuni coloranti), rendendo il loro smalto 100% vegano e completamente cruelty-free. Altri brand, più recenti, sono nati proprio a partire da questo presupposto, proponendosi fin dal loro lancio come vegan-friendly.
Per autoproclamarsi “vegan nail center”, però, non basta semplicemente acquistare una linea di smalti vegani: l’approccio deve essere globale, o sarà facile essere “smascherate” dalle clienti più attente. Nel prossimo articolo, qualche consiglio per rendere il tuo centro un'autentica oasi di bellezza ecosostenibile.

 

A cura della redazione

 

 


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