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Una legge giurassica

Una legge giurassica

  • Beauty Forum

Era il 1990, in Germania crollava il muro di Berlino, nel Golfo Persico scoppiava la guerra e in Italia correvano le notti magiche dei mondiali di calcio. Ma il ’90 è stato anche l’anno dei belli di Hollywood: Richard Gere e Julia Roberts in “Pretty Woman”, Patrick Swayze e Demi Moore in “Ghost”, Johnny Depp in “Edward mani di forbice”… Sembra trascorso un secolo e probabilmente molti di voi in quell’anno non erano ancora nati… Da allora le mode sono cambiate, i consumatori sono cambiati, la società si è trasformata, la scienza ha fatto passi da gigante, ma la legge che disciplina l’attività dell’estetista è rimasta immutata, dal 4 gennaio 1990 fino ad oggi.

Pensate all’estetica professionale 28 anni fa, alle apparecchiature tecnologiche di allora, agli operatori del settore in un’epoca senza Internet, smartphone, tablet, social network… E pensate a questa legge “giurassica”, scritta in un momento storico diverso e sicuramente non adattabile allo scenario globale e caleidoscopico del Beauty&Wellness del terzo millennio.

Una legge sicuramente fondamentale, che ha riconosciuto maggiore legittimità e autonomia agli estetisti, ma che oggi appare datata e lacunosa: dalla regolamentazione delle apparecchiature elettromeccaniche ai programmi didattici delle scuole professionali, fino all’armonizzazione dei rapporti tra estetica e attività mediche e sanitarie.

Ogni anno i rappresentanti delle associazioni e i funzionari politici si incontrano per confrontarsi, analizzare, progettare e gettare le basi di un cambiamento divenuto ormai indispensabile… E mentre gli esponenti delle diverse categorie professionali discutono su chi abbia diritto di lavorare, massaggiare, truccare e utilizzare apparecchiature, il settore rimane sospeso in un limbo misterioso che non giova a nessuno.

Bisogna pensare a un sistema diverso, che parta dalle necessità degli operatori professionisti e dai bisogni dei consumatori e li traduca in una legge attuale, in grado di fare chiarezza nei diversi ambiti e integrare le nuove figure professionali che - ci piaccia o no - si sono formate negli anni.

Ma soprattutto bisogna pensare a una formazione di qualità, in linea con gli standard internazionali e con gli sviluppi del settore, che accompagni i giovani passo dopo passo fuori dalle aule e dentro il mondo del lavoro.

 

Andrea Bovero
Presidente CIDESCO ITALIA
General Manager LIFEXCELLENCE

 

 

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