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Come invecchia la pelle a 20, 30, 40, 50 e 60 anni

I segni del tempo

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Una pelle senza età

 

Che lo vogliamo o no, tutti cambiamo col passare del tempo. Anche la nostra pelle muta in continuazione e ha delle esigenze sempre differenti a seconda del periodo in cui ci troviamo. Dai 20 ai 60 anni, ecco come cambia la nostra pelle nel tempo e qual è il trattamento migliore per ciascuna fase.

La pelle a 20 anni

A questa età, la pelle ha raggiunto il massimo delle sue potenzialità: è fresca, liscia, elastica, con un alto grado di tonicità e, solitamente, non presenta macchie solari o altri segni del tempo. In questa fase, i trattamenti principali sono quelli che mirano al mantenimento della freschezza della pelle e alla prevenzione dei danni, in particolare quelli causati dall’esposizione solare. Affinché la tua giovane cliente possa vantare una pelle perfetta il più a lungo possibile, consigliale di applicare regolarmente una protezione solare (almeno SPF 20), evitare l’eccessiva esposizione e smettere di fumare.
Un problema della pelle giovane è quello di essere spesso molto grassa e, a volte, piena di acne. In questi casi è bene trattare regolarmente il viso con i “Syndets”. I Syndets sono detergenti sintetici detti anche “saponi- non-saponi”, la cui particolare struttura bipolare si lega saldamente sia alla componente grassa presente sulla pelle, sia all’acqua, permettendo di eliminare il sebo in eccesso una volta sciacquato il viso. Attenzione, però: un uso troppo intenso di questi prodotti rischia di seccare la pelle in modo eccessivo.
Altri problemi tipici di questa età possono essere alcuni tipi di dermatite: quella periorale, che si sviluppa intorno alla bocca; le dermatiti di tipo allergico; la dermatite atopica, anche nota come neurodermite. Se la tua cliente soffre di dermatite, è bene che a curarla sia un dermatologo. Per quanto riguarda il tuo campo d’azione, nel caso di dermatite periorale devi ridurre i trattamenti e limitarti all’applicazione di leggere creme idratanti, evitando di usare quelle molto grasse o eccessivamente profumate. Per le dermatiti allergiche, e soprattutto per quella atopica, prima di effettuare il trattamento estetico è bene che il disturbo sia tenuto sotto controllo da apposita terapia dermatologica.
Nel caso in cui ci si trovi di fronte a delle pelli particolarmente secche, è bene evitare l’utilizzo dei Syndets e di altri saponi sintetici per non accentuare ulteriormente la secchezza; per la pulizia quotidiana del viso è bene prediligere, invece, creme detergenti, latti detergenti o la semplice acqua.

La pelle a 30 anni

È a quest’età che cominciano a comparire i primi segni dell’invecchiamento, sotto forma di leggere rughe sul contorno occhi e al di sotto delle palpebre. Siccome in queste aree la contrazione dei muscoli mimici è maggiore e la pelle è particolarmente sottile, qui le rughe compaiono prima e in modo più marcato rispetto al resto del viso.
Se durante la giovinezza la cliente si è sottoposta a una massiccia esposizione ai raggi UV (non solo quelli delle lampade solari, ma anche semplicemente del sole), non è raro veder comparire a questa età delle macchie solari nelle aree maggiormente esposte. La beauty routine da seguire in questo caso è più laboriosa rispetto a quella per l’età precedente. Per cominciare, si consiglia l’utilizzo di una protezione solare che sia almeno SPF 30. Per una maggiore efficacia, poi, è utile dividere i trattamenti: applicare di giorno una crema idratante mentre, per la sera, prediligere una crema notte, più ricca di sostanze funzionali. Può essere utile abbinare a questi gesti il regolare utilizzo di prodotti a base di acido ialuronico. Per la pulizia, invece, vanno bene sia i Syndets che le creme detergenti.

La pelle a 40 anni

A quest’età non solo si intensificano i segni dell’invecchiamento, come le rughe del contorno occhi o quelle al di sotto delle palpebre, ma ne compaiono di nuovi, soprattutto intorno alle labbra e ai lati delle guance; spuntano, inoltre, nuove macchie solari dovute all’esposizione solare “accumulata” negli anni.
Mentre i continui movimenti dei muscoli mimici fanno comparire le rughe intorno agli occhi, l’azione della forza di gravità agisce sulle parti molli delle guance, abbassandole; inoltre, le rughe ai lati del naso diventano più profonde e compaiono i primi segni di quelle sotto le labbra (le cosiddette “linee della marionetta”). La pelle vede diminuire la sua tonicità e la produzione di sebo, diventando quindi più sottile, meno grassa e meno elastica. La ridotta elasticità porta anche ad una minore capacità della pelle di opporsi all’azione della forza di gravità.
A quest’età diventa fondamentale fare uso di creme con un alto fattore di protezione (almeno SPF 30) e ricche di agenti antiossidanti come Vitamina C, Vitamina E, polifenoli, chinetina, estratto di trifoglio rosso, caffeina. Per la pulizia del viso, invece, è bene utilizzare creme o latti detergenti che contengano ingredienti seborestitutivi, in grado di compensare la secchezza causata da Syndets e saponi. In questo modo, la detersione non secca la pelle, cosa molto vantaggiosa considerando la ridotta produzione di sebo che si verifica a questa età.
Solitamente è questo il periodo in cui molte donne iniziano a pensare a come migliorare l’aspetto della propria pelle, documentandosi sulle diverse opzioni di intervento per levigare il viso (dal Botox al filler, dal peeling alla microdermoabrasione).

La pelle a 50 anni

A quest’età, le rughe aumentano e diventano più marcate. La ridotta elasticità cutanea, unita al continuo effetto della forza di gravità, fa abbassare le parti molli delle guance, rende più evidenti i condotti lacrimali e più profonde le rughe intorno al naso e alla bocca.
In questa fase sono molto richiesti, oltre ai trattamenti leviganti, quelli per il rassodamento della pelle, come ultrasuoni o radiofrequenza. I prodotti utilizzati devono essere ancora più ricchi dei precedenti e contenere un’alta protezione solare e agenti antiossidanti. Poiché l’idratazione della pelle diminuisce, è bene ricorrere a prodotti che abbiano un’alta concentrazione di acido ialuronico e usare lozioni o latti detergenti per la pulizia del viso.

La pelle a 60 anni

A quest'età le macchie solari sono particolarmente evidenti. In seguito alla prolungata ed intensa esposizione ai raggi UV, infatti, possono comparire non solo delle innocue macchioline marroni (lentiggini), ma anche lesioni pre-cancerose (cheratosi solare) o veri e propri tumori a uno stadio più avanzato (come il basalioma o lo spinalioma). Un’altra conseguenza dell’esposizione ai raggi UV è l’ulteriore perdita di elasticità della pelle e dei tessuti molli delle guance e, in parte, delle mandibole. La pelle del collo si rilassa, andando a creare delle pieghe verticali che proseguono fino alla parte inferiore del mento. I trattamenti di rassodamento cutaneo meno invasivi non danno più i risultati desiderati e, spesso, vengono sostituiti da più drastici interventi di chirurgia plastica. In questa fase c’è bisogno di una maggiore idratazione, di una quantità più alta di antiossidanti e di una protezione solare superiore (SPF 30/50+). Trattamenti utili possono essere il laser, la radiofrequenza, gli ultrasuoni, il microneedling, il peeling chimico, il “vampire lifting” e la mesoterapia. Per rafforzare la protezione dai raggi solari, si possono ottenere buoni risultati sottoponendosi a dei trattamenti a base di Vitamina A; per la pulizia del viso, invece, è bene non utilizzare prodotti che potrebbero seccare eccessivamente la pelle prediligendo, invece, agenti più delicati, come il latte detergente. Sottoporsi regolarmente a trattamenti di peeling del viso (sia a base di prodotti naturali che non) può migliorare considerevolmente l’aspetto della pelle e ridurre le macchie solari. Tuttavia, per il trattamento di macchie particolarmente marcate, è bene prendere in considerazione l’ipotesi di sottoporsi a terapie fotodinamiche, che sfruttano particolari fonti di luce per l’eliminazione delle macchie solari.

Perché la pelle degli uomini invecchia in modo diverso?

Il processo di invecchiamento della pelle maschile è profondamente diverso rispetto a quello della pelle femminile:

  • La pelle degli uomini è più spessa rispetto a quella delle donne, sia negli strati di cute che nella muscolatura mimica.

  • I movimenti più intensi a cui è sottoposta la muscolatura mimica degli uomini fanno sì che le rughe sulla fronte e sul contorno occhi compaiano prima e siano più profonde. Per lo stesso motivo, gli uomini che si sottopongono al Botox hanno bisogno di dosi di prodotto più alte perché questo sia efficace.

  • A causa dell’alto livello di testosterone, la produzione di sebo è molto elevata negli uomini. Ecco perché la pelle maschile soffre meno di secchezza rispetto a quella femminile. Questo, però, vale solo per il sebo prodotto nelle aree del viso, le spalle e il petto (e non per l’intero corpo).

  • Nonostante le differenze, anche gli uomini dovrebbero usare una lozione per il corpo dopo la doccia. È bene applicarla anche sul viso, soprattutto se si tende ad avere la pelle secca o screpolata a causa del freddo.


Dr. Hans-Ulrich Vogit
Dermatologo, allergologo e flebologo, lavora principalmente nel campo della dermatologia chirurgica e cosmetica. Dirige il centro per le cure dermatologiche al laser “Dermatologie am Turm” di Monaco.

 

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