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Il microneedling come alleato nella lotta all'invecchiamento

Piccolo ago, grande risultato

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Una pelle senza età

 

Quando una cliente entra nel tuo istituto, spesso ti pone delle domande ben precise: “Come posso migliorare il mio aspetto?”, oppure “Come faccio a ringiovanire la mia pelle?”.
Un numero sempre crescente di donne, soprattutto over-40, legge e si informa sulle varie possibilità a sua disposizione per mettere un freno all’avanzare dei tanto odiati segni del tempo. Non solo le donne, ma anche gli uomini iniziano ad interessarsi ai trattamenti Beauty più in voga.
Per garantire un servizio competente e professionale alle tue clienti, è bene prima di tutto che tu abbia ben chiara la risposta ad alcune domande: cos’ha in mente la cliente quando parla di “miglioramento”? Coincide con ciò che avevi in mente tu? Di quali trattamenti disponi per renderlo possibile? Quanto stress psicologico comportano questi trattamenti? Quanto le tue clienti sono disposte ad investire per ottenere l’aspetto che vogliono? Una volta che le risposte a queste domande ti saranno ben chiare, potrai procedere con il trattamento adeguato.

Consigli generali

Fornisci alle tue clienti una “tabella di marcia” che permetta loro di raggiungere l’obiettivo desiderato seguendo degli step precisi, rendendoti sempre disponibile come persona di fiducia. Quando parli con la cliente, sii sempre il più realistica possibile, in modo da non darle false aspettative. Spiega chiaramente quali sono le possibilità che il trattamento cosmetico mette a sua disposizione e, se necessario, ragguagliala anche sulle possibilità offerte dalla medicina estetica.
Un resoconto dettagliato delle malattie (pregresse e in corso), dello stile di vita e del generale stato fisico e psichico della cliente, insieme ad un attento controllo del suo equilibrio ormonale, sono ciò che ti permetterà di avere una chiara idea dell’approccio da adottare. In questa fase, è cruciale confrontarsi e collaborare con un endocrinologo.

Analisi e trattamento del singolo caso

Al fine di trattare ogni cliente in maniera personale e specifica, analizzane attentamente i lineamenti, la mimica, la profondità delle rughe, la struttura superficiale della pelle e la generale condizione di brillantezza dell’incarnato; un’idea carina, inoltre, potrebbe essere quella di avere sempre “a portata di mano” un buon consiglio da dare alla cliente in ogni situazione. Falle ben presente il fatto che, affidandosi esclusivamente a trattamenti cosmetici, le rughe particolarmente profonde difficilmente miglioreranno e che, quando possibile, il miglioramento avverrà solo a livello superficiale. In questo caso, puoi procedere con delle iniezioni di acido ialuronico, da far eseguire a un medico specialista. È bene che siano eseguiti da medici autorizzati anche il lipofilling e i trattamenti a base di acido polilattico.
Un discorso simile vale per la pelle che tende a cedere: il tessuto adiposo sottocutaneo della pelle matura è particolarmente sottile, quindi i contorni del viso appaiono più abbassati. Negli ultimi anni, il lifting del viso ha dato buoni risultati nel trattamento di questo tipo di problema.
Le rughe periorali, ovvero le pieghettature al di sopra delle labbra, le zampe di gallina e le altre rughe del viso, del collo e del décolleté possono essere trattate con risultati soddisfacenti affidandosi a terapie medico-estetiche come, ad esempio, il Microneedling. È qui che entrano in gioco gli esperti della pelle.

Organizzate delle serate informative che trattino di varie tematiche: da una parte, potrete rafforzare il vostro rapporto con le clienti e, dall'altra, migliorerete le vostre competenze generali.

Microneedling cosmetico

Il Microneedling è un trattamento antiage che sta andando molto di moda in istituti di bellezza e studi di medicina estetica. Con il Microneedling è possibile riattivare il naturale processo di rinnovamento della pelle senza danneggiarla. Come? Attraverso aghi di diverse dimensioni che, montati su un apposito strumento a forma di piccolo “rullo” o di “penna”, penetrano nell’epidermide andando a stimolarne alcune funzioni naturali, come la produzione di collagene.
Moltissime le possibili applicazioni: il Microneedling può essere usato per trattare le rughe e le linee di espressione più superficiali, ma anche la perdita di tonicità della pelle, i problemi di pigmentazione, i pori dilatati, le cicatrici ipertrofiche causate da acne o da bruciature, i segni della cellulite e le smagliature (sia da dimagrimento che da gravidanza).
Gli aghi possono essere usati anche per veicolare in profondità eventuali sostanze funzionali che rendano più efficace il trattamento. Suggerimento: quando scegli i prodotti e le sostanze funzionali da utilizzare, presta sempre molta attenzione alla loro qualità farmaceutica, che deve essere alta, e assicurati che siano in contenitori di vetro sterili. Inoltre, per il trattamento di determinate aree problematiche, esistono dei mix specifici in dosi particolarmente elevate che contengono, fra le altre cose, delle sostanze funzionali perfettamente in equilibrio tra loro.

Gli strumenti: dermaroller o needling pen

Come già accennato, il Microneedling viene eseguito utilizzando appositi supporti per gli aghi. Uno tra i più comuni è il “dermaroller”, un mini-rullo su cui sono applicati dei piccoli aghi. Facendo scorrere il dermaroller sulla superficie da trattare, gli aghi da cui è composto penetrano nella pelle e, a seconda della loro lunghezza, provocano un trauma a livello del derma. I vantaggi del dermaroller sono evidenti: grazie ai suoi micro-aghi sterili e alla loro lunghezza variabile, è possibile praticare più di un migliaio di minuscole punture per ogni centimetro quadrato di pelle trattata. Inoltre, la velocità di rullata e la profondità degli aghi sono regolabili e possono essere adattati all’area interessata.
L’alternativa al rullo è costituita da un supporto simile a una penna stilografica, noto anche come “needling pen”, sulla cui “testina” intercambiabile vengono applicati i micro-aghi.

Cosa succede all’interno della pelle?

Anche una minima ferita superficiale è già in grado di provocare un migliaio di reazioni rigenerative nei tessuti, mettendo in moto una cascata di processi biochimici alquanto complessi e provocando un aumento dell’afflusso di sangue nei vasi sanguigni interessati. Un numero maggiore di leucociti e fibroblasti inizia a circolare nelle aree sottoposte al trattamento, e l’aumentata distribuzione di diversi fattori di crescita stimola i fibroblasti a produrre collagene, proteoglicano, elastina e altre proteine motrici.
In seguito alla rottura dei vasi sanguigni, si ha una temporanea mancanza di ossigeno che fa attivare i fibroblasti, i quali iniziano a produrre una maggior quantità di TGF (fattore di crescita trasformante), di PDGF (fattore di crescita derivato dalle piastrine) e di fattore di crescita dell’endotelio vascolare, che permette la rigenerazione dei tessuti interni di cui sono composti i vasi sanguigni. La mancanza di ossigeno è necessaria a questo processo: porta alla sostituzione dei capillari esistenti e alla creazione di una nuova rete di vasi sanguigni, processo anche noto come “angiogenesi”.
La ricostruzione dei tessuti con collagene di tipo I e III può arrivare a durare dei mesi; un anno dopo l’inizio del trattamento, sempre più collagene di tipo III verrà convertito nel più stabile collagene di tipo I, migliorando così la tonicità della pelle.

Collaborazione coordinata

In quanto estetiste, siamo ben consapevoli del fatto che non ci è possibile conoscere ogni singola sfaccettatura nel campo della Bellezza. D’altra parte, però, sempre più medici iniziano a vedere di buon occhio una collaborazione più stretta e fiduciosa con noi che, in qualità di beauty expert, operiamo a stretto contatto con i clienti e abbiamo la loro fiducia. Entrambi i settori, quello estetico e quello medico, possono trarre giovamento dalla creazione di programmi di trattamento collaborativi e coordinati: grazie alla cosiddetta Medical Beauty e alle sue potenzialità, infatti, è possibile migliorare l’aspetto dei nostri clienti in modo completo. Facendo la loro felicità e, di conseguenza, anche la nostra.


Le fasi del microneedling

  1. Per prima cosa, è necessario eliminare le impurità presenti sulla superficie da trattare: a seconda del grado di imperfezione riscontrato sulla pelle, si può optare per peeling enzimatici (come quelli a base di Vitamina C o di acido lattico), per la microdermoabrasione o per peeling con bagno di vapore.

  2. Se necessario, si può applicare una crema anestetica locale. Coprire la parte interessata con un panno può velocizzarne gli effetti. Dopo una ventina di minuti, si rimuove completamente ciò che rimane della crema utilizzando dell’acqua e una garza.

  3. La pelle va asciugata con cura e disinfettata con un prodotto specifico per la disinfezione delle mucose (sostanze funzionali: 2-Fenossietanolo, octenidina dicloridrato). Durante questa operazione, va prestata particolare attenzione ad alcune zone delicate: l’attaccatura dei capelli, l’area perioculare, gli angoli del naso e della bocca.

  4. Si riempie poi una siringa con il mix di sostanze funzionali previste dallo specifico trattamento.

  5. Il supporto per l’ago va estratto dal suo involucro sterile solo una volta indossati dei guanti accuratamente disinfettati.

  6. Si estrae poi il dermoroller (o la needling pen) e lo si punta nella direzione in cui si andrà ad operare; si inizia quindi a trattare la prima sezione di pelle. Di tanto in tanto, si versa qualche goccia del mix di sostanze funzionali direttamente sull’area, facendo attenzione a non distribuirla con le mani, in modo da scongiurare il rischio di infezioni (anche se si indossano i guanti, è bene evitare il contatto diretto).

  7. Una volta terminato il trattamento, la sezione di pelle trattata apparirà irritata. Si dovrà procedere quindi all’applicazione di una maschera rinfrescante e riequilibrante. Per un effetto calmante, si può stendere del siero a base di acido ialuronico.

  8. La pelle trattata potrà risultare arrossata e, in alcuni casi, leggermente gonfia (come dopo una scottatura solare) per un periodo che varia da uno a tre giorni; l’applicazione di un siero a base di acido ialuronico (senza l’aggiunta di altri ingredienti chimici) è utile a donare sollievo alla pelle irritata. Il film idrolipidico cutaneo va stabilizzato con prodotti a base di ceramidi, simili a quelli naturalmente presenti nell’epidermide, in modo da riportare la pelle al suo naturale equilibrio.

  9. Per dei risultati ottimali, si consigliano almeno 4/8 trattamenti; la cadenza consigliata è bisettimanale.

  10. Ricorda alla tua cliente di evitare saune, sport che implichino un’abbondante sudorazione e il contatto diretto con l’acqua almeno per i primi tre giorni successivi al trattamento e di proteggere la pelle dall’esposizione intensa alla luce solare.

  11. Una possibile complicazione può essere la comparsa di un’infezione da Herpes simplex. A questo proposito, si consiglia ai soggetti particolarmente inclini allo sviluppo della malattia di sottoporsi a una profilassi preventiva. Bisogna, inoltre, mettere in conto la possibilità che si manifesti una temporanea iperpigmentazione post-infiammatoria della pelle.



Lidia Dwornicki
Dal 2006 gestisce un centro specializzato in make-up permanente e trattamenti estetici per la pelle. Vanta una ventennale esperienza nel campo della pigmentazione areola.

 

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