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Le Regole dell'Adesione

  • Nailpro

VUOI PER L’IMMISSIONE SUL MERCATO DI PRODOTTI SEMPRE NUOVI, VUOI PERCHÉ LE CLIENTI SONO SEMPRE PIÙ INFORMATE, OGGI DA UN SERVIZIO NAIL PROFESSIONALE CI SI ASPETTA NIENTE MENO CHE LA PERFEZIONE. Anche e soprattutto quando si tratta di ricostruzione unghie: le clienti vogliono essere sicure che l'investimento che stanno facendo abbia un valore misurabile nel tempo, ovvero che il loro set di unghie rimanga perfetto il più a lungo possibile. Fortunatamente, i nail designer dispongono oggi di una vasta gamma di strumenti per prevenire sbeccature, rotture o sollevamenti: la corretta preparazione dell’unghia naturale e i moderni sistemi di adesione sono aiutanti irrinunciabili quando si tratta di realizzare ricostruzioni da dieci e lode. Grazie ai progressi tecnologici degli ultimi anni, disponiamo oggi dei migliori sistemi di adesione di sempre. Sono ormai lontani i tempi in cui la lamina ungueale andava abrasa in profondità affinché avesse il "grip" giusto per l'adesione dei prodotti applicati successivamente. I promotori di adesione di oggi sono progettati per garantire il più forte legame possibile tra unghia naturale e prodotto da ricostruzione, il tutto senza bruciore, senza odori pungenti, senza ingiallimento e senza bisogno di ricorrere a quelle limature aggressive che, in passato, venivano invariabilmente associate alla ricostruzione unghie. Comprendere i processi chimici che rendono così efficaci i sistemi di adesione può non essere semplice, anche perché non tutti i brand classificano con lo stesso nome prodotti che, di fatto, svolgono la stessa funzione. Niente paura, però: è sufficiente una breve infarinatura sul loro funzionamento per dire addio - definitivamente! - a sollevamenti, sbeccature e... clienti infuriate.

Preparatori

I prodotti per la preparazione dell’unghia sono la prima linea di difesa contro i tanto temuti sollevamenti. La funzione di questi prodotti è quella di alterare la superficie ungueale in modo da renderla più "ricettiva" nei confronti dei prodotti che saranno applicati successivamente: rimuovono i residui oleosi, l’umidità, l'acqua, la sporcizia o qualunque altra sostanza che impedirebbe al primer o al bonder di svolgere correttamente il proprio compito. In passato, questi prodotti erano riservati soprattutto alle ricostruzioni; oggi, invece, vengono impiegati regolarmente in qualunque tipo di servizio nail. È buona norma utilizzare un prodotto preparatorio prima di applicare qualunque cosa sulla superficie dell’unghia. Benché oggi sia possibile trovare sul mercato sistemi combinati, che uniscono più funzioni in un unico prodotto, i preparatori classici svolgono principalmente tre azioni. Detergono Sporcizia, residui oleosi e perfino il fumo di sigaretta possono impedire alle molecole dei prodotti nail di legarsi correttamente a quelle della cheratina ungueale, impedendo loro di lavorare come dovrebbero. Per consentire a primer e bonder di aderire correttamente alla lamina ungueale, queste sostanze vanno rimosse con l’aiuto di agenti detergenti come isopropanolo, acetone o simili. Non va dimenticato, però, che nessuna pulizia, per quanto approfondita, potrà mai evitare il lifting del prodotto se la lamina non è stata accuratamente liberata dalla cuticola in eccesso. Deidratano Anche il livello di umidità dell’unghia può interferire con la formazione di legami molecolari stabili tra il sistema di adesione e la lamina ungueale. Non basta asciugare perfettamente l’unghia dopo la pulizia: in superficie rimarrà comunque uno strato umido invisibile e sottilissimo, che deve essere rimosso per consentire ai prodotti successivi di aderire correttamente, soprattutto in caso di ricostruzione. I deidratanti fanno sì che questa idratazione residua evapori per circa 30 minuti, il tempo necessario affinché la ricostruzione indurisca. Bilanciano il pH I prodotti che "aggiustano" il livello di pH servono a rendere più alcalina - cioè meno acida - la superficie dell’unghia. Questo permette di migliorare l’adesione dei prodotti, in quanto una superficie alcalina attirerà meglio i gruppi acidi presenti nel prodotto da ricostruzione. Come detto, alcuni nail prep svolgono queste funzioni in un'unica passata. Se invece si usa un prodotto specifico per ciascuna operazione, va ricordato che prima si deterge e si deidrata la lamina, poi si bilancia il pH. Applicare il deidratante o il bilanciatore di pH senza prima aver pulito l’unghia non solo è una perdita di tempo, ma rischia anche di contaminare i flaconi dei prodotti, generando potenziali problemi di adesione nei servizi successivi. Un altro accorgimento: mai soffiare sulle unghie per velocizzare l’evaporazione dei prodotti! Così facendo li si contamina e si compromette l'intera procedura di preparazione dell'unghia.

Primer

Gli odierni primer per acrilico migliorano l’adesione sfruttando la creazione di legami molecolari tra l’unghia naturale e il prodotto. Funzionano alla stregua di un nastro bi-adesivo: il legame molecolare si crea quando una molecola del primer si aggrappa con una delle sue "gambette" alle molecole dell’unghia naturale e con l’altra "gambetta" alle molecole di acrilico. Da questo processo possono formarsi due tipi di legami: "a idrogeno" o "covalenti". Quelli a idrogeno sono legami temporanei che si creano quando delle molecole adiacenti vengono attirate le une verso le altre senza, però, legarsi in modo permanente; nei legami covalenti, invece, si va oltre la semplice attrazione e avviene un vero e proprio scambio di elettroni tra gli atomi. I legami covalenti sono più resistenti e durano più a lungo rispetto ai legami a idrogeno. I primer che troviamo sul mercato possono essere di tre tipi: "acidi", "non acidi" e "acid-fre" (o "senza acidi"). I primer acidi, gli "originali", devono il loro nome alla presenza in formula di acido metacrilico, o MAA (da non confondere con il metilmetacrilato, abbreviato con MMA, una sostanza attualmente proibita dalla legge). Con i primer acidi si creano due tipi di legame: uno a idrogeno, con l’unghia naturale, e uno covalente, più forte, con il prodotto da ricostruzione. Questi prodotti vanno maneggiati con molta cautela: l’MAA è altamente corrosivo per la pelle e un contatto involontario potrebbe provocare bruciore e dolore. Se utilizzati in modo corretto, comunque, questi primer non arrecano alcun danno all'unghia naturale e rimangono tuttora i preferiti da molti nail designer in tutto il mondo. La definizione di primer "non acido" è di per sé impropria: pur non contenendo MAA, infatti, questi primer contengono comunque altri tipi di acidi (benché meno aggressivi). I primer non acidi creano dei legami a idrogeno più deboli rispetto a quelli dei primer acidi e, a differenza di questi ultimi, non penetrano in modo altrettanto efficace nello strato oleoso della lamina - cosa che rende la preparazione dell’unghia un passaggio ancora più importante. I primer "acid free" (o "senza acidi"), invece, non contengono alcun tipo di acido nella loro formulazione. Lavorano in modo diverso rispetto ai prodotti precedenti: le molecole del primer creano un legame covalente sia con le molecole della lamina ungueale, sia con quelle del prodotto da ricostruzione. Odore e ingiallimento non sono un problema e, essendo privi di componenti corrosivi, con questi primer non si corre mai il rischio di bruciare la pelle della cliente. Alcuni tipi di primer richiedono che l'unghia venga leggermente opacizzata prima di essere applicati, mentre per altri non è necessario; assicurati, quindi, di seguire sempre le istruzioni fornite dal produttore. Ricorda anche che, quando usi il primer, è meglio metterne un po’ meno che un po’ troppo, soprattutto se lavori con un prodotto a base acida. Rimuovi prima di tutto l’eccesso di prodotto dal pennellino, poi tamponalo delicatamente al centro dell’unghia e lasciagli il tempo di espandersi sulla lamina. Il primer, infatti, non va "spennellato" come se fosse uno smalto.

Bonder

Il termine "bonder" (dall’inglese "to bond", "legare") descrive genericamente qualunque agente che abbia il compito di promuovere l’adesione tra l’unghia naturale e un prodotto nail. Più spesso, tuttavia, il termine "bonder" viene associato al "bonder gel" utilizzato, per l'appunto, nelle ricostruzioni in gel. Come il primer, anche il bonder altera la superficie dell’unghia naturale per promuovere la creazione di legami chimici tra la cheratina ungueale e il gel. Il bonder è però più denso e viscoso rispetto al primer per acrilico e, soprattutto, contiene dei fotoiniziatori, che è indispensabile attivare per garantire l'adesione. Dopo aver preparato l’unghia naturale, dunque, va applicato e successivamente polimerizzato uno strato sottile e omogeneo di bonder. Il prodotto penetrerà leggermente all’interno dell’unghia, rimanendo in parte esposto per legarsi con la base gel che verrà applicata subito dopo. Penetrandovi all'interno, il bonder non solo si lega alla lamina ungueale, ma la rinforza; la ricostruzione potrà così contare su una base più stabile, beneficiandone in tenuta e resistenza. I bonder gel che fanno parte di un sistema completo di ricostruzione unghie sono stati progettati per garantire il massimo della compatibilità tra i passaggi previsti da quello specifico metodo, per cui non è raccomandabile mescolare componenti di sistemi diversi. Meglio, in altre parole, usare sempre i prodotti della stessa linea, evitando di applicare un bonder di un marchio seguito da un gel di un altro marchio. Associare prodotti di provenienza diversa, anche se spesso non dà problemi, non garantisce la buona riuscita della ricostruzione, che potrebbe rovinarsi dopo pochi giorni (o poche ore!).

 

Un mito da sfatare

I primer a base acida assottigliano le unghie? Secondo Doug Schoon, presidente della Schoon Scientific ed esperto di fama mondiale su tematiche Nail, assolutamente no. È una leggenda metropolitana che circola da anni nel settore, e a credervi sono purtroppo in tante. Se è vero che i primer a base di acido metacrilico (MAA) sono corrosivi per la pelle, non è altrettanto vero che "mangiano" strati di unghia naturale. Per sfatare una volta per tutte questo mito, Schoon ha proposto anni fa un curioso esperimento: mettere dei ritagli di unghia in un contenitore pieno di primer acido e lasciarli "a mollo" fino a data da destinarsi. A raccogliere la sfida è stato, nel 2000, Paul Bryson, l’allora principale ricercatore di OPI, che ha lasciato a mollo dei frammenti delle sue stesse unghie in un contenitore di primer acido per ben 15 anni. A giugno 2015, le unghie non si erano dissolte né rotte, né tantomeno erano state "mangiate" dall’acido. A questo punto, però, sorge spontanea una domanda: cos’è che fa assottigliare le unghie, se non è colpa del primer? Secondo Schoon, la causa va ricercata nella limatura troppo aggressiva dell’unghia o nella rimozione scorretta del prodotto.

 

Leslie Henry

 

 


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