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Pelo e Contropelo

  • Beauty Forum

Non sarà certo passato inosservato a chi legge il tormentone social di inizio 2019: l’invito al “Januhairy” - dall’unione tra “January” (gennaio) e “hairy” (peloso) - con cui una studentessa inglese ha esortato le donne a non depilarsi per tutto il mese. Il pretesto? Dare visibilità a un’associazione impegnata in progetti educativi per l’accettazione di sé e del proprio corpo. Una buona causa, insomma. Al di là di questa particolare iniziativa, comunque, il movimento #nowax è ormai un trend consolidato, perlomeno su Instagram. Basta depilazione, basta modelli imposti dai media! La società - maschilista - ci vuole glabre? E noi ci ribelliamo.

L’idea che gambe e ascelle al naturale siano la nuova frontiera dell’emancipazione femminile è antropologicamente stuzzicante, ma da donna mi trovo a riflettere su due aspetti. Primo: a giudicare severamente i peli delle donne sono soprattutto le donne. Per lamaggior parte degli uomini, la famigerata “ricrescita” è una sorta di amico immaginario con cui ci piace litigare di tanto in tanto. Al contrario, sembra siano proprio le donne ad alimentare quei rigidi canoni estetici che poi contestano a gran voce. “Hai visto quella, che baffi?”: che sia pronunciato ad alta voce o solo pensato, è discriminatorio anche (e soprattutto) se arriva da una donna. Seconda riflessione: ci capita di avere i capelli sporchini ma presentabili, e di lavarli comunque perché ci danno fastidio; non lo facciamo perché la società ce lo impone, ma perché ci piace sentirli leggeri e profumati. E che dire dei denti? Li laviamo per igiene, certo, ma anche per quella meravigliosa sensazione di liscio e di fresco che avvertiamo passandoci la lingua sopra. Credo che per i peli sia lo stesso: se ci infastidiscono, li togliamo; se non abbiamo tempo o voglia di farlo, dovremmo essere libere di rinunciarvi senza farne necessariamente una questione di genere da celebrare a suon di hashtag.

Forse non è tanto sul rifiuto della ceretta che dovrebbe concentrarsi il femminismo moderno, quanto sulla propria incorreggibile tendenza ad affibbiare etichette. Trasandatezza non è libertà; libertà è poter scegliere di essere trasandate senza per questo sentirci meno donne, o di entrare in un centro estetico senza per questo sentirci meno emancipate. Perché predicare la libertà d’espressione, se poi siamo le prime a non praticarla?

 

Valeria Federighi


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