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OGNI PROFESSIONE IMPLICA ALCUNI FATTORI DI RISCHIO PER LA SALUTE, INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO CHE SI TRATTI DI UN MESTIERE SEDENTARIO O DI MOVIMENTO. Il lavoro del nail designer presuppone entrambi gli aspetti: si trascorre la quasi totalità del tempo seduti, è vero - e ne parleremo tra qualche pagina in un articolo interamente dedicato alla postura -, ma si eseguono anche svariati movimenti ripetitivi e innaturali, che possono dare origine a sindromi dolorose o esasperare patologie già esistenti. I disturbi non riguardano solo muscoli e articolazioni, comunque: tra i sorvegliati speciali ci sono anche pelle, apparato respiratorio, vista e, ultima ma non meno importante, la mente e il suo benessere.

Mani, polsi, gomiti

Limare, spingere le cuticole, applicare il colore, disegnare minuscoli decori: un'onicotecnica esegue queste operazioni talmente tante volte ogni giorno da non riuscire nemmeno a contarle. È proprio la ripetitività di questi movimenti a rappresentare la minaccia principale per chi fa questo mestiere. A risentirne sono soprattutto mani, avambracci e polsi, ma anche i gomiti. A essere a rischio, in particolare, sono i tendini che si trovano in corrispondenza di queste aree.
La tendinite è forse la più classica tra le patologie tendinee: in seguito a ripetute microsollecitazioni,le fibrille che compongono il tendine si alterano, generando una risposta infiammatoria. A causa dei movimenti ripetitivi che necessariamente svolge ogni giorno, l'onicotecnica può essere colpita, in particolare, da tendinite all'avambraccio o al polso; quando a infiammarsi è la guaina sinoviale che avvolge il tendine si parla invece di tenosinovite. Un particolare tipo di tenosinovite è la cosiddetta "tenosinovite stenosante dei flessori delle dita",comunemente nota come "dito a scatto". Il disturbo,che può interessare uno o più dita della mano, è provocato dalla guaina sinoviale che, infiammandosi, si ingrossa e finisce per ostacolare il correttofunzionamento del tendine che avvolge; come risultato, per raddrizzarsi dalla posizione piegata, il dito fa un vero e proprio scatto. Il disturbo colpisce in modo particolare chi esegue attività ripetitive con le dita, specialmente movimenti di presa e di precisione, proprio come le onicotecniche. Un altro disturbo che si rileva spesso tra gli operatori del settore è la sindrome del tunnel carpale, causata da una compressione del nervo mediano, che dall'ascella corre lungo il braccio e attraverso il polso raggiunge il palmo e le dita della mano. Quando è soggetto a questa compressione - che può avere diverse cause - il nervo mediano perde parte della sua sensibilità, provocando intorpidimento e formicolio nella zona del pollice; nei casi più gravi, può anche compromettere i movimenti del pollice, e talvolta dell'indice. Un bel guaio per un'onicotecnica!

 

"Attenzione alla borsite del gomito, un'infiammazione davvero dolorosa. Il mio consiglio: posizionare un semplice cuscino sotto il gomito del braccio che utilizziamo per tenere la mano della cliente (per i destrimani, il braccio sinistro)".
Ivana Gentile Master Nail Creations e titolare di Beauty Point

 

Sempre il polso è una delle sedi "preferite" dalle cisti tendinee: rigonfiamenti ripieni di liquido sinoviale, di varie dimensioni e dalla causa spesso sconosciuta, che si formano tipicamente sul dorso della mano, oppure sopra o sotto il polso. La predisposizione genetica ha un ruolo chiave nella comparsa di questi disturbi, ma nella maggior parte dei casi l'esecuzione continuativa di specifici movimenti esaspera facilmente la situazione. Smettere di utilizzare le mani, ovviamente, non è possibile. Come attrezzarsi, quindi, per stare alla larga dal dolore e continuare a lavorare al meglio? L'uso di strumenti di lavoro adeguati è fondamentale: molto banalmente, si dovrebbe cominciare scegliendo forbici e tronchesi dall'impugnatura ergonomica, e preferire smalti e gel polish con cappuccio antiscivolo, in modo da evitare di doverlo stringere con troppa energia durante l'applicazione del colore. Un modo per limitare le stress a cui mani e polsi sono sottoposti continuamente è poi quello di passare dalla limatura manuale alla fresa, strumento prezioso che fa il "lavoro sporco" al posto nostro, evitando sforzi eccessivi e, alla lunga, logoranti.

 

"Per anni mi sono rifuitato di usare una fresa, arrivando da una vecchia scuola di pensiero che la incolpava di rovinare le unghie. Così, ho sviluppato una ciste molto dolorosa tra le ossa del polso destro. Su consiglio di alcune colleghe ho quindi iniziato a lavorare con la fresa e, dopo ormai 5 anni, la ciste si è quasi assorbita del tutto, portando con sé anche i dolori."
Alek NailArtist e titolare di Alek's Nail Ateleir 

 

 

Allergie

Potremmo definire le allergie uno dei disturbi del secolo: sempre più persone ne soffrono - più del 10% degli italiani è allergico a qualcosa - e sempre più svariate sono le sostanze a cui possiamo diventare allergici - i cosiddetti allergeni. Un'allergia, infatti, si può sviluppare anche in età adulta: se si è geneticamente predisposti, a un certo punto della vita il contatto ripetuto con una certa sostanza può dare origine a una reazione allergica. Questo significa che un'onicotecnica che abbia sempre usato un determinato prodotto potrebbe improvvisamente diventarne allergica o intollerante, benché in passato non abbia mai manifestato alcun disturbo correlato al suo utilizzo. Le reazioni più classiche sono la dermatite da contatto - che si manifesta con rossore, pomfi, vescicole e/o prurito nell'area interessata - e la rinite allergica.

 

"Mi capita di vedere operatrici che scaricano l'eccesso di prodotto dal pennello passando le setole sulla propria mano: una cattiva abitudine da correggere, perché a lungo andare può provocare irritazioni alla pelle o ipersensibilità agli ingredienti."
Brunella Russo Ladybird House Nail Trainer

 

In un salone di bellezza, in effetti, la possibilità di entrare in contatto con un allergene è tutt'altro che trascurabile: alcuni prodotti per unghie contengono ingredienti che possono dare allergia, così come creme, maschere e lozioni per mani e piedi. L'unico modo di evitare una reazione allergica, una volta appurata quale sia la sostanza scatenante, è evitare di lavorarci. La soluzione migliore è sempre quella di sostituire il prodotto incriminato con un altro; guanti e mascherine forniscono sì una protezione, ma piuttosto sommaria - e nessuna professionista eseguirebbe mai un massaggio alle mani o ai piedi indossando un guanto, ad esempio. Un discorso a parte merita l'allergia alla polvere di limatura: un disturbo più diffuso di quanto si creda, che spinge molte onicotecniche a rinunciare a eseguire ricostruzioni pur di sfuggirvi. In questi casi, purtroppo, indossare la mascherina quando si lima non è una misura sufficiente. Subdola e sottilissima, la polvere di limatura si infila ovunque e, nei soggetti più vulnerabili, può arrivare a irritare gli occhi e le mucose nasali, aumentando il rischio di congiuntiviti e creando, alla lunga, problemi a livello respiratorio.L'utilizzo di un aspiratore di qualità, preferibilmente integrato con il piano di lavoro, è il metodo più sicuro per non dover rinunciare alla ricostruzione unghie e lavorare in sicurezza, per se stesse e per le clienti.

 

"Penso sia importantissimo avere un corretto impianto di aspirazione per la nostra postazione lavorativa. Per una completa protezione, io personalmente non rinuncio mai nemmeno alla mascherina."
Elisa Vignolo Master Estrosa e titolare di Elvinailartist Nail Room

 

 Il benessere degli occhi

Quello del nail designer non è un lavoro soltanto manuale: come ogni attività di precisione, sollecita enormemente anche la vista. Trascorrere molte ore con lo sguardo focalizzato su un oggetto minuscolo come l'unghia può accelerare la normale diminuzione della vista che chiunque di noi sperimenta con il passare degli anni.Ma i disturbi non finiscono qui: arrivare a fine giornata con gli occhi spiacevolmente secchi, la vista offuscata e un fastidioso mal di testa sono delle costanti per molte onicotecniche. Ci sono alcune buone pratiche che possonocontribuire in modo significativo a preservare la salutedegli occhi. Tanto per cominciare, controlli regolari della vista: il giusto paio di occhiali (rigorosamente prescritto dall'oculista e non acquistato al supermercato tra quelli da lettura) è fondamentale per lavorare bene e non affaticare la vista. È poi importante mantenere gli occhi sempre ben idratati: chi tiene lo sguardo intensamente concentrato sullo stesso punto per un lasso di tempo molto lungo tende a sbattere le ciglia con minore frequenza, favorendo la secchezza oculare. Le lacrime artificiali sono un valido aiuto; attenzione anche all'uso delle lenti a contatto, che possono peggiorare la situazione nei soggetti che tendono ad avere una bassa lacrimazione.

 

"Il flusso di lavoro dovrebbe essere studiato comprendendo delle micro pause tra una cliente e l'altra: bere un sorso d'acqua, mangiare un frutto o fare qualche esecizio di stretch non sono un lusso, ma un bisogno primario."
Alessandra Marchesi, Head of Education Faby

 

Infine, è bene lasciare riposare gli occhi di tanto intanto. Gli americani usano la regola del "20-20-20",che consiglia, ogni 20 minuti di lavoro di precisione, di alzare lo sguardo e focalizzarlo per 20 secondi su un oggetto distante da sé almeno 20 piedi (6 metri circa).

Il fattore stress

La medicina del lavoro dedica spesso grande attenzione ai disturbi fisici, e non si focalizza abbastanza su quelli psicologici. Non esistono professioni esenti da stress: per quanto ti piaccia lavorare sulle unghie e per quanto adorabili possano essere le tue clienti, stanchezza, tensione e nervosismo sono inevitabilmente dietro l'angolo. Basta magari un appuntamento slittato di un quarto d'ora che ti manda a soqquadro l'agenda, o una cliente particolarmente difficile da accontentare che boccia ogni colore che le proponi, per innescare una piccola (o grande) crisi di nervi. Niente panico!

 

"Alla sera, finita la giornata lavorativa, mi dedico un quarto d'ora di relax: leggo una rivista, faccio un giretto sui social... in questo modo non passo subito dal lavoro alla vita privata senza stacco, ma scarico le tensioni del giorno prima di tornare a casa."
Elisa Vignolo

 

Lavorare senza stress significa lavorare meglio, offrendo alla tua clientela un servizio migliore e guadagnandone in benessere. La prima regola? Rallentare. Prendersi una piccola pausa tra una cliente e l'altra per rifiatare dovrebbe essere ordinaria routine. Si potrebbe obiettare che i tempi morti tra un appuntamento e il successivo diminuiscano il numero di clienti che è possibile schedulare in un giorno. In realtà, ottimizzando con intelligenza il tempo di ogni singolo servizio, si può ricevere nell'arco della giornata lo stesso numero di clienti pur prendendosi delle meritate pause tra una e l'altra. Qualche esempio? Implementare moderne procedure di dry manicure e dry pedicure consente di saltare il passaggio del maniluvio/pediluvio; usare la fresa invece della lima riduce i tempi di limatura e, quindi, quelli complessivi del servizio; sostituire la vecchia lampada UV con un modello a LED dimezza i tempi di polimerizzazione. Rendere più snello il servizio senza comprometterne la qualità è possibile, e i risultati sono sorprendenti.

 

"Ho avuto un periodo di forte stress per via delle clienti che chiamavano e mandavano messaggi a ogni ora. Ho risolto installando Whatsapp Business, che fornisce risposte automatiche ricordando, ad esempio, gli orari del centro. Già dopo due settimane non ho più ricevuto messaggi fuori orario."
Ivana  Gentile

 

Un altro mantra da ripetersi con regolarità è: non dire sempre di sì. Venire incontro a una cliente, fissandole un appuntamento fuori orario o nel tuo giorno libero, èqualcosa che può capitare, ma che non deve diventare la norma. La cliente in forte ritardo va "perdonata" la prima volta e forse la seconda, ma se la storia si ripete significa che questa persona non ha rispetto del tuo lavoro: avvertila che la prossima volta che tarderà, non potrai garantirle la tua disponibilità a eseguire il servizio. Lo stesso di casi per la cliente "ti-pago-la-prossima-volta": può succedere e, se conosci bene la persona che hai di fronte, puoi concederle questa piccola flessibilità. Al tempo stesso, però, rifletti sul fatto che nessuno chiederebbe credito in un negozio di abbigliamento, ad esempio, né tantomeno a una visita medica specialistica. Essere disponibili è sicuramente una dote, ma non quando arriva a compromettere gli affari del centro e la tua tranquillità emotiva.
Infine, ricordati di prenderti cura di te stessa. Trova un'attività da fare nel tempo libero che non abbia nulla a che vedere con il tuo lavoro e ti permetta di "disconnetterti" completamente da colori, lime e pennelli; magari qualcosa di motorio, per compensare la sedentarietà delle tue giornate, come correre, fare yoga o semplicemente giocare con i tuoi figli al parco. Una mente riposata e serena è più lucida e proattiva: aguadagnarne sarai tu, e anche le tue clienti.

 

"Avevo perso di vista l'insieme delle cose che contano. Ora, durante la settimana, mi tengo spesso un giorno libero, per me e per il mio compagno, e non tengo mai due corsi in due fine settimana successivi. Da quando rispetto questa regola autoimposta, ho ritrovato anche la passione per ciò che una volta si era ridotto a solo lavoro."
Alek

 

Valeria Federighi


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