fbpx

home

In Posizione!

  • Nailpro

UNO DEI PROBLEMI PIÙ DIFFUSI CON CUI LE ONICOTECNICHE SI TROVANO A DOVER COMBATTERE È IL MAL DI SCHIENA: come nella stragrande maggioranza delle professioni che si svolgono prevalentemente in posizione seduta, spesso una postura che troviamo "comoda" - o che sembra farci lavorare meglio - è in realtà sbagliata e fa più danni che altro. E non è solo la schiena a risentirne: spalle, collo e anche sono ugualmente sollecitate da ore e ore di lavoro trascorse con una postura errata. Qualche piccolo accorgimento può aiutarci a limitare i danni.

3 errori da correggere subito

L'ambiente di lavoro di un'onicotecnica può avere caratteristiche molto variabili: esistono una miriade di piani da manicure, di postazioni pedicure e di sedute possibili per lavorare, e ogni operatrice adotta ovviamente il sistema che le sembra più comodo e più opportuno. L'assetto più comune per il lavoro sulle mani è quello del tradizionale tavolo con sedie - con tutte le sue declinazioni -, ma non è raro che, per mancanza di spazio o perché i servizi nail non sono il business principale del salone, operatrice e cliente si trovino costrette a sedersi ai due lati di un lettino. E che dire dei nail bar con bancone e sgabelli? Un allestimento di tendenza che però, se non viene studiato con attenzione, può rivelarsi molto scomodo per chi esegue la manicure - e anche per chi la riceve.

 

"Per i dolori legati alla sedentarietà ho solo una medicina da consigliare: allenare addominali e schiena almeno 3 volte alla settimana."
Alek NailArtist e titolare di Alek's Nail Atelier

 

Indipendentemente da quale sia l'assetto della postazione, ci sono tre pericolose tendenze che accomunano la maggior parte delle operatrici: la prima riguarda il modo in cui si sta sedute; la seconda, la postura che si assume mentre si lavora sulla mano o sul piede; la terza, la gestione del piano di lavoro e dei suoi immediati dintorni. Un approccio sbagliato anche solo a uno di questi elementi equivale a mettere a rischio la propria salute e il proprio benessere, con ricadute inevitabili sulla qualità della vita - oltre che sulla qualità del lavoro.

Errore n.1: la seduta

Per la natura del suo lavoro, l'onicotecnica trascorre la maggior parte del proprio tempo seduta. C'è una sostanziale differenza, però, con chi lavora al computer: l'oggetto del suo lavoro è "mobile". Mentre un videoterminalista si limita a battere sulla tastiera e a spostare il mouse, infatti, l'operatrice nail esegue una molteplicità di operazioni sulle unghie della cliente e si trova a dover spostare, girare e riposizionare la mano o il piede su cui sta lavorando più volte nel corso del servizio. D'altra parte, non tutte le clienti sono docili al punto da assecondare alla perfezione le esigenze dell'operatrice: ci sono quelle più rigide, incapaci di rilassare gli arti; quelle inquiete e distratte, che proprio non riescono a stare ferme; quelle che cercano di agevolare l'operatrice spostando la mano o il piede come reputano sia meglio, ma non fanno altro che complicarle ulteriormente la vita. Dovendo necessariamente seguire (e correggere) i movimenti della cliente, è difficile che un'onicotecnica riesca a rimanere seduta composta per più di qualche minuto. La tendenza è quella di scivolare progressivamente in avanti per "rincorrere" la mano o il piede su cui sta lavorando; senza accorgersene, spesso già a metà servizio l'operatrice si ritrova seduta sul bordo della sedia: una posizione che affatica la zona lombare e, di riflesso, invita a incurvare la schiena.
Per evitare di assumere questa postura sbagliata, è fondamentale ricordare a se stesse qual è il modo giusto di stare sedute: con il busto eretto e con cosce e glutei a pieno contatto con la superficie di seduta. L'angolo tra il busto e le cosce deve essere di 90 gradi, così come quello formato delle ginocchia.

 

"Le gambe, sia a livello delle articolazioni delle gambe che delle ginocchia, devono sempre rispettare la giusta angolazione."
Brunella Russo Ladybird house Nail Trainer

 

Esistono due valide alternative alla classica seduta da lavoro. La prima è sostituire la sedia tradizionale con una "kneeling chair", un tipo di seduta molto in voga da qualche anno, che permette di ridurre la pressione sulla fascia lombare ripartendo il peso del corpo tra i glutei e la zona tibiale, che va appoggiata su appositi supporti. Lavorare seduti su una kneeling chair aiuta a mantenere il busto eretto in modo naturale; alcuni modelli, dotati di schienale, agevolano ancora di più la postura corretta. La seconda alternativa alla sedia tradizionale è lavorare in piedi, a uno "standing desk", ovvero un piano di lavoro rialzato. Una pratica nata negli USA, dove molte onicotecniche l'hanno già adottata da tempo. Sembra che, lavorando in questo modo, sia più facile mantenere il braccio piegato a 90 gradi e sia più agevole effettuare alcuni movimenti laterali, come ad esempio quelli di limatura. Rispetto alla posizione seduta, quella eretta ha poi indiscutibili vantaggi per la salute: sangue e linfa circolano meglio, e le energie sembrano moltiplicarsi.

 

"La pedicure va fatta sedendo su uno sgabello basso, con i piedi della cliente posti su un appoggio sopraelevato. La sedia del tavolo da manicure deve essere regolabile in altezza e permettervi di appoggiare interamente i piedi a terra."
Alessandra Marchesi Head of Education Faby

 

Errore n.2: la postura

Una volta trovata la seduta perfetta per le proprie esigenze (o il perfetto "standing desk"), ci sono alcune accortezze da adottare durante il lavoro. 
Quando esegui un trattamento, tutta la tua attenzione è concentrata, giustamente, sulla cliente che hai di fronte. A risentirne è spesso la postura: quanto spesso ti capita di arrivare a fine servizio con la schiena ricurva e il collo "incassato" tra le spalle? Assumere posizioni di questo tipo ogni giorno può mettere seriamente a rischio il benessere di tutto il corpo. In linea generale, chiunque svolga una professione sedentaria dovrebbe cercare di mantenere il più possibile una postura eretta e rilassata. La prima regola per un'onicotecnica è: non chinarti verso l'oggetto del tuo lavoro, ma portalo verso di te.

 

"Il nostro lavoro può causare seri danni se non si rismettano delle norme basilari, come un piano di lavoro della giusta profondità (massimo 60 cm) e una poltrona comoda, con schienale regolabile per mantenere una postura corretta."
Ivana Gentile Master Nail Creations e titolare di Beauty Point

 

In una manicure, ad esempio, la mano della cliente dovrebbe essere sempre posizionata all'altezza dei tuoi occhi; in questo modo tu sarai più comoda, e la cliente potrà scaricare la tensione sui gomiti invece che sui polsi. Lo stesso discorso vale anche quando si lavora sui piedi: la postazione pedicure dovrebbe essere sempre leggermente sopraelevata rispetto a quella dell'operatrice, così da ridurre al minimo la necessità per quest'ultima di lavorare con la schiena incurvata. Per resistere alla tentazione di chinarsi in avanti, è essenziale che non ci siano "ostacoli" tra gli occhi dell'operatrice e l'oggetto del suo lavoro. : un modo pratico e comodo di lavorare, oltre che molto igienico. Anche l'illuminazione concorre al mantenimento di una postura corretta - ne parliamo nel paragrafo successivo dedicato all'allestimento della postazione di lavoro. Quando per anni si è lavorato assumendo involontariamente una postura sbagliata, cambiare non è semplice. Come in tutte le cose, servono esercizio e disciplina: durante ogni servizio, ricordati di controllare mentalmente in che posizione sei "scivolata" e, se necessario, correggiti subito. . Tra una cliente e l'altra alzati, cammina, fai qualche semplice esercizio di stretching per le spalle, le braccia e la schiena: il tuo corpo ti ringrazierà.

Errore n.3: la postazione

Anche l'allestimento della postazione di lavoro gioca un ruolo fondamentale per il benessere dell'operatrice. Questo non significa dover ricorrere necessariamente ad arredi e attrezzature iper tecnologiche e costosissime: per rendere lo spazio di lavoro più ergonomico sono sufficienti alcuni piccoli aggiustamenti.
Abbiamo visto quali dovrebbero essere i requisiti della seduta ideale; la conformazione del tavolo da manicure è altrettanto importante. Per cominciare, il piano di lavoro non deve essere troppo profondo: a separarti dalla cliente non devono mai esserci più di 50-60 centimetri, la profondità ideale per evitare che tu debba allungarti in modo innaturale per afferrare la sua mano. Come detto, anche durante la pedicure è opportuno che l'oggetto su cui si lavora, cioè il piede, sia il più possibile vicino all'operatrice. Non è consigliabile, tuttavia, appoggiarselo in grembo, scaricandosi addosso tutto il peso della gamba della cliente; meglio, piuttosto, investire in una poltrona con poggiapiedi regolabili in altezza.
Così come inseguire la mano o il piede della cliente è dannoso per la salute della schiena e non solo, lo è anche muoversi in continuazione alla ricerca di prodotti e strumenti. Prima di iniziare il servizio, quindi, verifica che tipo di trattamento ha prenotato la cliente e prepara tutto l'occorrente (lime, cleanser, spingicuticole, lampada, solventi...). Tieni ogni cosa a portata di mano e, possibilmente, allineata secondo l'ordine di utilizzo previsto dal tuo protocollo. In questo modo, eviterai di sporgerti, piegarti o fare continue acrobazie per cercare ciò che ti serve. È un'accortezza che, oltretutto, renderà più veloce il servizio, permettendoti addirittura di arrivare a inserire uno o due appuntamenti in più al giorno.
Certo, spesso lo spazio libero sul piano di lavoro è troppo poco per appoggiarvi tutto quanto: in questo caso, sfrutta i cassetti più alti del tavolo, o installa dei mini ripiani sulla parete. L'essenziale è che prodotti e utensili siano facili da raggiungere e da riporre al loro posto dopo l'uso, pronti per essere utilizzati con la cliente successiva.

 

"Non trascurate l'illuminazione: il nostro mestiere ci porta a sforzare la vista e, se non ci aiutiamo con la luce corretta, rischiamo di stancare gli occhi più del dovuto."
Brunella Russo

 

Come già anticipato, un altro fattore cruciale per una postazione di lavoro ergonomica è la giusta illuminazione, soprattutto in un lavoro di precisione come quello dell'onicotecnica. La scelta della lampada da tavolo non è mai banale: c'è chi preferisce una luce più fredda, chi al contrario la trova stancante per la vista. Qualunque sia la tua scelta, assicurati che il piano di lavoro ne sia letteralmente inondato: eventuali ombre proiettate dal tuo corpo o da quello della cliente non devono essere di disturbo. Lo stesso vale per le fonti di luce naturale - ad esempio quelle della strada se la postazione manicure si trova "in vetrina", come accade in molti centri: fai varie prove in diversi momenti della giornata e trova l'assetto migliore, più confortevole e che ti permetta di affaticare il meno possibile vista e collo.

 

L'importanza dell'ergonomia

L'ergonomia è una vera e propria scienza, il cui scopo dichiarato è quello di migliorare la vivibilità dell'ambiente di lavoro (e non solo) salvaguardando il benessere fisico e psicologico della persona. Secondo la definizione che ne fornisce l'INAIL sul proprio sito web, l'ergonomia si occupa di studiare e interconnettere tre elementi fondamentali:

1. l'uomo, ovvero il lavoratore;
2. la macchina, ovvero lo strumento/apparecchiatura di cui il lavoratore si avvale per svolgere una determinata mansione;
3. l'ambiente, cioè il luogo in cui si svolge il lavoro.

Tre fattori complessi, che mettono in campo moltissime variabili diverse. Non è un caso che, nell'ambito degli studi sull'ergonomia, siano coinvolte discipline molto diverse e dai nomi altisonanti, come la biomeccanica e l'antropometria.

 

Valeria Federighi

 


Newsletter


zeroventi • Via Valprato 68 - 10155 Torino • p.i. 10222000019 • reg. imp. TO-1115102